Coloboma ed ereditarietà

Gentile dottoressa,
ho letto con attenzione la sua risposta alla signora che parlava dei suoi due figli con le "pupille strane".
Purtroppo nell’ambito della mia famiglia paterna molti soggetti hanno il coloboma, tra cui mio padre che, a causa di questa malattia genetica, ha grossi problemi di vista (nessuno della famiglia ha problemi renali o di altro tipo).
In previsione di una gravidanza, vorrei avere maggiori informazioni, poiché ho paura di trasmetterla.
Dalla sua risposta, mi sembra di aver capito che è stato isolato il gene che è causa del coloboma. Saprebbe indicarmi quali analisi si potrebbero fare e qual è il gene in questione?
Ogni ulteriore informazione utile è gradita.
Ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti
Cinzia


Cara Cinzia,
saprai ormai tutto sul coloboma e quindi anche che deriva da una parola greca antica che significa letteralmente cesura o mutilazione, in quanto la malformazione deriva dalla mancata chiusura della fessura ottica, una struttura embrionaria transitoriamente presente durante lo sviluppo dell’embrione e dalla quale si formano molte specifiche strutture che andranno a comporre l’occhio nel suo insieme, compreso il nervo ottico (immagina una cerniera lampo inceppata che si chiude solo per un tratto lasciando il resto aperto).
Il coloboma, infatti, può manifestarsi sull’iride, ed è la situazione più visibile, ma anche altrove: più o meno associato al coloboma dell’iride troviamo, infatti, il coloboma dell’uvea (struttura che comprende iride, coroide e corpo ciliare), il coloboma della retina, il coloboma del nervo ottico e anche quello, più raro, della palpebra che ne determina la sua parziale agenesia, cioè la sua parziale mancanza.
Il coloboma ottico è, assieme all’anoftalmia (assenza totale di uno o entrambe gli occhi) e alla microftalmia (bulbi oculari più piccoli del normale) una delle più frequenti malformazioni oculari derivanti da una alterazione del normale processo di sviluppo dell’occhio.
La sua frequenza può arrivare fino a 2 casi ogni 10.000 persone. Si ritiene che circa 2/3 dei casi di coloboma, ovunque esso si manifesti, abbia una natura genetica, ma a tutt’oggi solo per pochi geni è stato dimostrato un coinvolgimento preciso: si tratta dei geni denominati PAX2 (danno origine ad un coloboma associato a malformazioni renali). Altri geni sono solo sospettati di avere un qualche ruolo in queste malformazioni oculari e sono precisamente i geni Rx, Vax1, Vax2 e altri ancora.
Per tutte queste alterazioni genetiche le modalità di trasmissione della anomalia possono essere dominanti o recessive, ma quando si presentano molti casi in una stessa famiglia, la modalità di trasmissione è quasi sicuramente dominante, cioè basta un solo genitore affetto per trasmettere la malformazione (ma questo non vuol dire che tutta la prole debba nascere affetta dalla malformazione), malformazione che, però, può anche manifestarsi di punto in bianco senza patologie genetiche famigliari, può essere, cioè, congenita e non ereditata, com’è il caso, per esempio, del coloboma delle palpebre.
Il coloboma – dell’iride o di altre strutture oculari – non è sempre, come ho già detto, una malformazione isolata: in certi casi può associarsi a malformazioni in altri organi interni, come cuore e reni, oppure esterni, come epidermide, tutti, però, in linea di massima derivanti dallo stesso foglietto embrionario da cui derivano le strutture dell’occhio.
Vi sono poi sindromi malformative cranio-facciali con importanti dismorfismi della mandibola e altre ossa facciali che si associano a coloboma, come la sindrome di Hennebert e la sindrome di Franceschetti-Zwahlen.
L’origine del coloboma non è quindi solo genetica, ma anche congenita e si può riscontrare anche in seguito ad una infezione contratta in gravidanza.
Ma per quanto riguarda il tuo timore di trasmetterla, a parte la sempre opportuna consulenza di un genetista, visto che una ipotetica trasmissione ereditaria sarebbe soprattutto di tipo autosomico dominante, cioè basterebbe un solo genitore affetto da coloboma ereditariamente acquisito per trasmettere la malattia, se non sei tu stessa affetta da coloboma e non lo è neanche tuo marito, il problema non si dovrebbe porre.
Infatti, un gene che si trasmette in modo dominante non può dare soggetti sani portatori della malattia: se il gene viene trasmesso, la malattia si evidenzia, anche se è solo un genitore a trasmettere il gene in questione perché l’altro genitore è sano, se il gene non viene trasmesso, la malattia, ovviamente, non si manifesta.
Il problema dei portatori sani di una certa malattia si ha per i geni a trasmissione recessiva, cioè quel tipo di trasmissione ereditaria che necessita di entrambe i genitori portatori sani per evidenziarsi e siccome molti portatori sani di una qualsiasi patologia ereditaria non sanno di esserlo finché non si accoppiano assieme e non generano figli malati, la paura di essere portatore sano di una qualsiasi malattia è giustificata. Non è così, invece, per le malattie a carattere autosomico dominante: in questi casi, siccome basta un solo genitore affetto, cioè malato e non portatore sano, per trasmettere la malattia, perché il gene si esprime anche se è da solo e non unito ad un gene analogo dell’altro genitore, cioè non ha bisogno che entrambe i genitori abbiano il gene nel loro corredo cromosomico.
Il soggetto affetto da coloboma, sposandosi con un soggetto sano, avrebbe il 25% di probabilità di generare un figlio con la stessa patologia. Un soggetto sano non ha nessuna possibilità di generare figli con coloboma se non si accoppia con un soggetto affetto da coloboma. Spero di averti tranquillizzata.
Un caro saluto,
Daniela

1 commento

  1. Buona sera,
    Mio figlio e’ nato con coloboma dell’iride od, nella mia famiglia ci sono casi di retinoschisi e so che le donne posso essere portatrici sane, io nn ho mai accertato se lo sono o meno. Il problema che ha mio figlio può essere collegato alla retinoschisi? Se volessi un’altro figlio potrebbe nascere con lo stesso problema ?
    Grazie mille