Citomegalovirus nel I° trimestre

 Buongiorno, 

oltre ad avere inserito il mio messaggio nel forum, vorrei avere da lei un parere, se possibile: 

sono una neo-mamma da appena 15 gg. La bimba è nata dopo 36 + 1, dopo 7 ore di travaglio e parto cesareo. Alla nascita pesava 2,93 kg ed era "alta" 50 cm, una bella bambina, insomma. Ma già negli esami del primo trimestre di gravidanza sono risultata positiva al CMV. Dalla 16^ sett ho fatto l’amniocentesi, nonché esami per la ricerca del dna del virus (nel frattempo sangue ed urine davano esiti negativi): tutto negativo.

Con le ecografie risultava una dilatazione del ventricolo celebrale dx solo "borderline" (ossia 11cm). 

Dopo 9 mesi è nata Alessandra, e da lì sono continuati gli esami su di lei: dilatazione ventricolo assente, ma piccole calcificazioni celebrali, nessun altro sintomo, ma presenza di una forte carica virale in sangue ed urine. Ora, dopo averci spaventati per bene, ci hanno fatto ricoverare per procedere alla "terapia" per cercare di limitare i danni.

Solo che, dopo aver infilato il tubicino endovena nel braccino della bimba, ci hanno detto che prima si dovrebbe procedere ad una serie di altri esami per sapere in che quantità procedere alla terapia, per cui gliel’hanno tolto e ci hanno mandato a casa per il week-end. 

Vi chiedo un parere, se potete: che pericoli corre la mia bimba? È ancora presto per sbilanciarsi in previsioni? Ed in che cosa potrebbe trattare questa "terapia"? È realmente efficace?

 

Ripeto: il testo l’ho già inserito nel forum, ma ho preferito sentire un parere diretto si un professionista tramite questo messaggio diretto.

Sarei pronta anche a mandare via mail copie degli esiti di esami in mio possesso, 

Grazie

 

   

Quando una madre, durante la gravidanza, trasmette il citomegalovirus al feto, si calcola che soltanto il 10% dei neonati nasca privo di sintomi, mentre il restante 90% presenti una infezione sub clinica, cioè priva di sintomatologia apparente ma non per questo privo di malattia.

Circa la metà dei bambini infettati dal virus durante la gestazione possono presentare calcificazioni endocraniche, com’è il caso della tua bimba. I bambini che presentano calcificazioni endocraniche, anche come unico sintomo evidente di malattia, hanno buone probabilità di sviluppare in futuro anomalie a carico degli occhi e anche del sistema uditivo, nonché del sistema nervoso centrale e, anche se meno frequentemente, patologia a carico di altri organi o apparati.

A carico degli occhi si può sviluppare una corioretinite, l’atrofia del nervo ottico, problemi di motilità oculare come nistagmo o strabismo e per quanto riguarda il sistema uditivo, vari livelli di sordità. Nei bambini asintomatici alla nascita, si calcola che uno o due su dieci possano sviluppare in seguito, anche dopo molti anni di latenza priva di sintomi, una sordità che può anche essere via via ingravescente. 

A volte, oltre agli organi sensoriali, possono essere colpiti altri apparati e possono manifestarsi problemi neurologici o cognitivi, alterazione dei denti, carie ecc. ecc. Non è quindi affatto una malattia da trascurare anche quando sembra non avere dato problemi alla nascita o nei primi mesi di vita. 

L’unica terapia che è possibile attuare, ma solo per arginare o prevenire eventuali patologie non presenti alla nascita ma che potrebbero manifestarsi in futuro, è costituita da alcuni farmaci antivirali. Il più utilizzato attualmente è il ganciclovir ma si sta sperimentando anche un altro antivirale, il foscanet. 

Essi, come ho detto, servono soltanto per bloccare la replicazione del virus, che può rimenere attiva per molto tempo e non per guarire alcuni sintomi o alterazioni già esistenti. Si tratta di terapie discretamente efficaci che possono, però, avere l’inconveniente di permettere di nuovo la replicazione del virus appena si sospendono oppure di alterare, anche soltanto momentaneamente, la funzionalità midollare. 

Pertanto esse vanno attuate, non solo al più presto, ma anche sempre sotto stretto controllo clinico. Il citomegalovirus, in un soggetto affetto, è rilevabile in quasi tutte le secrezioni corporee sia con metodo di osservazione morfologica diretta, sia con metodo indiretto imunocitologico, sia con tecniche più sofisticate di biologia molecolare mediante le quali si evidenzia il virus con metodo indiretto studiando ed estrapolando alcune sue componenti antigeniche. 

La più semplice ricerca degli anticorpi specifici, cioè delle immunoglobuline specifiche di tipo M, nel neonato, non è sempre molto indicativa per la scarsa risposta anticorpale del suo sistema immunitario ancora immaturo. 

La bimba, quindi, deve assolutamente essere seguita con molta cura e competenza e non solo adesso ma anche nel tempo con regolarità, sperando, in ogni caso, per il meglio, perché nel tuo caso a suo favore vi è il fatto che non presentava sintomi importanti neurologici o ematologici alla nascita quindi, fino a quel momento almeno, sembrerebbe che il virus non abbia ancora compromesso moltissimo i vari organi, calcificazioni endocraniche a parte che potrebbero, comunque, non dare particolari sintomi in futuro. Però solo il tempo potrà togliere i dubbi attuali e purtroppo mi sento di rassicurarti soltanto al 50%. 

Un caro saluto, Daniela