Cistoscintigrafia

 

 

 

Gentile Dottoressa Sannicandro,

le scrivo nella speranza possa aiutarmi a risolvere il problema della mia piccola Gaia.

Gaia ha 3 anni appena compiuti; circa 2 mesi fa ha avuto una forte infezione alle vie urinarie, con febbre a 39°C (che purtroppo abbiamo trascurato per 5 giorni credendo si trattasse di influenza, era il periodo di diffusione dell’Australiana) superata con una cura antibiotica.


Dopo circa un mese dal primo episodio ha avuto una nuova infezione, subito curata con antibiotico. A seguito di questa seconda infezione il pediatra ci ha consigliato una cistoscintigrafia.

Io vorrei evitare di iniettarle in vena un liquido radioattivo. Cosa mi consiglia ? È il caso di allarmarci e procedere ad indagini più approfondite ? Se sì, esiste un esame meno invasivo della cistoscintigrafia ? Se la causa delle infezioni è una malformazione delle vie urinarie o dei reni, le infezioni non si sarebbero dovute presentare ben prima dei 3 anni di vita ?


Grazie per l’attenzione

Annarita

 

Non conosco la storia clinica completa della bimba e non posso pronunciarmi. Però so che di solito si aspetta almeno il terzo episodio di infiammazione alle vie urinarie prima di iniziare gli accertamenti. Dopo avere curato con antibiotici idonei l’infezione urinaria, bisogna tenere sotto controllo almeno ogni 20 giorni le urine con esami urina ripetuti anche in assenza di sintomi evidenti e, qualora si dovesse ripresentare l’infezione, si pone sotto terapia antibiotica prima che l’infezione assuma connotati eclatanti come la febbre alta.

 

La terapia antibiotica deve essere modulata in base all’antibiogramma e deve durare il tempo necessario per debellare l’infezione, ma solo se nonostante tutti questi accorgimenti e il monitoraggio continuo delle urine le infezioni dovessero comunque ripresentarsi, alla terza ricaduta, di solito, si procede con la diagnostica per immagini e in tal caso non è subito necessario praticare la scintigrafia ma si può procedere con la cistoureterografia minzionale che prevede l’introduzione di un semplice liquido radiopaco in vescica.

 

Una ipotetica malformazione alta, però, sarebbe visualizzabile soltanto con la scintigrafia. Quindi, in definitiva, le indagini da praticare sono comunque queste, ma, a mio parere, è possibile attendere fino ad un eventuale terzo episodio di infezione alle vie urinarie, trattandosi di femmina, quindi soggetto più facilmente predisposto alle infezioni urinarie per motivi anatomici di brevità dell’uretra e conseguente maggiore facilità alla contaminazione della vescica con batteri di provenienza fecale.

 

L’ultima parola, comunque, deve essere quella dell’urologo pediatra di concerto con quella del tuo medico di famiglia.

 

Un caro saluto, Daniela