Chiarimenti su RGE

 

Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di cinque mesi nato alla 36° settimana di gravidanza per una rottura precoce del sacco, con parto cesareo, in quanto per una brutta ernia del disco mi è stato sconsigliato il parto naturale.

Ha presentato fin da subito vomito a causa di un’eccessiva ingestione di liquido amniotico, ha anche avuto difficoltà ad espellere il meconio (espulso grazie ad un clisma eseguito il giorno dopo la nascita), è stato tenuto in osservazione in patologia neonatale per un piccolo problema respiratorio e per una lieve ipoglicemia, fin da subito alimentato col biberon e latte artificiale e poi con l’arrivo del mio latte (ci è voluto qualche giorno in più perché ho dovuto usare il tiralatte in quanto il piccolo non ne voleva sapere di attaccarsi) con un ‘alimentazione mista, latte materno con aggiunta di LA quando il mio non era sufficiente.

Dopo un mese e mezzo siamo passati completamente al latte artificiale, purtroppo.

Andrea ha sempre rigurgitato spesso, anche dieci volte al giorno ed anche con il latte antirigurgito. Ha eseguito un primo ciclo di terapia con Ranidil e Gaviscon intorno ai due mesi e mezzo, in quanto presentava pianti inconsolabili dopo la poppata e soprattutto non si poteva assolutamente mettere in posizione supina.

Poi, dopo circa un mese, abbiamo sospeso la terapia perché stava bene. Ora, con l’inizio dello svezzamento, i sintomi si sono ripresentati e su indicazione del nostro pediatra abbiamo sostituito il latte AR con latte vaccino e biscotto a colazione e cena, mentre per pranzo pappa e per merenda yogurt e frutta. È stato un vero disastro, ha iniziato a rigurgitare subito il latte e in seguito anche lo yogurt, mentre la pappa no.

Così siamo ritornati al latte AR la mattina e la merenda e a mezzogiorno e cena la pappa e abbiamo iniziato nuovamente la terapia con Ranidil e Gaviscon, sempre su prescrizione del pediatra.

Andrea cresce bene (alla nascita pesava 2,770 Kg ed era lungo 51 cm, ora pesa 7,650 Kg per 65 cm) e non ha tutti i problemi dei bimbi con RGE che ho letto in queste mail. L’alvo è regolare, dorme tranquillo per tutta la notte (12 ore di fila), fa due pisolini di due ore sia al mattino che al pomeriggio, mangia tutto senza problemi, sia latte (LA addensato con crema di riso e biscotto) che pappa con carne o verdura o formaggino.

L’unico problema che ha è un’insistente aerofagia che gli causa forti dolori che sembrano cessare all’espulsione dell’aria. Ora mi chiedo come mai il reflusso è peggiorato con l’assunzione del latte vaccino? L’aerofagia può essere causata da uno svezzamento troppo precoce? Ed è vero che devo considerare Andrea come un bimbo di quattro mesi e non di cinque? È possibile sospettare una parziale intolleranza al latte vaccino, dato che le coliche e l’aerofagia si presentano soprattutto in concomitanza con l’assunzione del latte o del formaggio? Si era anche parlato di mucoviscidosi, ma lo screening neonatale è negativo, può comunque essere quello?

Chiedo scusa se sono stata troppo prolissa. La ringrazio molto per la disponibilità.

Cordiali saluti, Jessica

Io non so se per latte vaccino intendi il latte della centrale oppure un latte in polvere adattato primi mesi, sempre, comunque, di derivazione vaccina.

Se fosse latte vaccino della centrale, anche se adeguatamente bollito e diluito, sarebbe stato un vero azzardo introdurlo così precocemente, soprattutto in un prematuro, anche se di sole poche settimane e il reflusso potrebbe essere peggiorato proprio per questo motivo visto che, oltre ad essere allergizzante, il latte vaccino coagula nello stomaco in fiocchi molto grossi a causa della natura stessa delle sue proteine e rende così la digestione più lenta e difficile per lo stomaco indipendentemente dall’allergia o meno che il bambino può avere.

Per quanto riguarda il latte artificiale, se il tipo AR è stato ben tollerato, difficilmente si può pensare ad una allergia al latte artificiale, mentre una riacutizzazione dei sintomi del reflusso gastro-esofageo è facile e frequente al momento di cambiare alimentazione ad un bambino.

Inoltre, a mio avviso, dare yogurt a soli cinque mesi di vita mi sembra prematuro. Le frequenti eruttazioni dopo il pasto possono dipendere sia da un modo errato di alimentarsi con introduzione di parecchia aria che viene, poi, adeguatamente eliminata, sia dalla presenza, possibile, di un’ernia iatale, dimostrabile, però, soltanto con gastroscopia, che è una indagine piuttosto fastidiosa, quindi non praticata se non in casi di effettiva necessità, sia, anche, da una eccessiva acidità dello stomaco, cioè da una forma di gastrite ipersecretiva, in seguito a qualche alimento mal tollerato o altro.

Io direi questo: comincia ad eliminare i formaggi dall’alimentazione del bimbo (parmigiano incluso) sostituendoli con la carne bianca, almeno per alcuni giorni.

Oltre alla pappa di mezzogiorno proponi quattro poppate di latte antirigurgito eliminando lo yogurt pomeridiano e non dando mai frutta in vicinanza di un pasto di latte (riservala per metà mattina, da sola, o, al limite, per alcuni giorni, sospendila).

Le poppate di latte AR saranno di 150 gr ciascuna e in esse metterai soltanto un cucchiaino di crema di riso come addensante oltre agli amidi contenuti nel latte stesso (evita, comunque, i latti antirigurgito che utilizzano semi di carrubo come addensante e scegli quelli che contengono amido di riso o di mais).

Se con questa alimentazione le cose miglioreranno, dopo un mese dalla prima pappa introdurrai anche la seconda serale, sempre preparata con brodo vegetale 150 gr, passato di verdura due cucchiai, carne liofilizzata o omogeneizzata di agnello, coniglio 10 gr se liofilizzata e 30 gr se omogeneizzata, più un cucchiaino di olio di oliva, senza parmigiano e senza formaggino la sera.

A questo punto dovrai eliminare la poppata di tarda sera e il latte rimarrà soltanto la mattina e a merenda. Potrai aumentare un po’ le quantità e aggiungere al biberon un altro cucchiaino di crema di riso o mais e tapioca, ma non sarà obbligatorio farlo e se il bimbo rigurgiterà di meno potrai sostituire la crema di riso con il biscotto primi mesi.

Un po’ di frutta potrà essere data in tarda mattinata, lontana dal latte e dalla pappa, massimo 60 gr ma anche meno.

Lascerei la stessa terapia con Ranidil a dosaggio adeguato in base al peso del bimbo e il Gaviscon, magari, soltanto dopo le poppate liquide, a meno ché non ne abbia bisogno più spesso e allora andrebbe dato anche dopo le pappe, ma io non amo molto questo tipo di farmaco che non ritengo sia risolutivo.

Non ti preoccupare troppo delle eruttazioni, ma concentrati su dolori, eccessivi rigurgiti e sonno disturbato.

Se con questa alimentazione le cose miglioreranno decisamente, potrai cominciare ad eliminare il Gaviscon gradatamente, lasciando il Ranidil, a sostituire il latte antirigurgito numero uno con un latte numero due, sempre gradualmente e non prima del settimo ma anche ottavo mese, ad alternare la carne con il formaggino ipolipidico, a dare una baby merenda al posto del biberon di latte e così via e alla fine a diminuire fino a sospendere anche il Ranidil.

Ma se in occasione dei biberon di latte il bimbo dovesse ancora presentare disturbi sicuramente attribuibili al latte, dovrai cercare di sostituirlo con un latte ipoallergenico.

Trentasei settimane non sono poi così poche da dover considerare il bimbo eccessivamente prematuro, ma in ogni caso lo svezzamento poteva anche essere posticipato un pochino o comunque iniziato con molta prudenza e gradualità introducendo un alimento nuovo alla volta e con giorni di distanza da un alimento nuovo successivo.

Per il reflusso i pasti devono essere quanto più possibile frazionati e poco abbondanti, quindi non avere fretta né di aumentare le quantità, né tantomeno di ridurre il numero dei pasti al piccolo.

Un caro saluto, Daniela