Catarro, tosse e FANS

Buongiorno dottoressa e buon anno!
Le scrivo per avere un consiglio: la mia bimba (11 mesi) ha avuto il raffreddore con tanto catarro e ancora ne ha.
Ieri siamo tornate dalla pediatra per farle sentire ancora i bronchi, in caso il catarro fosse sceso (fortunatamente no), comunque dato che la piccola ogni tanto tossisce, la pediatra ha constatato che il muco è ancora nelle alte vie.
Mi ha dato le supposte di Niflam. La sua posologia è stata di due supposte al giorno per due giorni, mentre sul bugiardino c’è scritto espressamente che per i bimbi da 6 mesi a un anno è di una supposta al giorno. Io gliene ho messa una sola, e solo ieri, ho letto gli effetti collaterali di questo farmaco, che fra l’altro sono molto frequenti, e mi si sono rizzati i capelli (puo’ provocare una crisi di asma)!
Ovvio che oggi la supposta non gliela metto.
Dato che circa 3 settimane fa mi aveva prescritto sempre per la gola la sospensione Antalfebal, chiedevo gentilmente se potrei dargli questo, in alternativa al Niflam, oppure qualcosa altro.
Grazie dottoressa.

Sia l’acido niflumico (niflam) che l’ibuprofen (antalfebal) sono dei FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei, cioè non derivati dal cortisone.
Come tutti i fans e, in generale, come tutti i farmaci, nesuno di essi è privo di effetti collaterali.
Quando si decide per una terapia qualsiasi, la valutazione da fare è sempre il rapporto rischi/benefici: per una broncopolmonite batterica in fase conclamata, ovviamente, non si discute sull’uso di antibiotici; per una crisi asmatica grave, non si discute sull’uso di cortisone o teofillina o adrenalina; per un infarto non si discute su terapie importanti, ma tutti questi farmaci, se si leggono accuratamente i cosiddetti "bugiardini", cioè i foglietti illustrativi, verrebbe voglia di non usarli affatto!
Ma quando un farmaco è immesso nel commercio, vuol dire che, oltre ad essere efficace e a mantenere gli effetti promessi, è sostanzialmente sicuro; ciò non toglie che il medico deve sempre essere al corrente di eventuali effetti collaterali proprio per poter decidere con buon senso se la patologia del paziente è veramente tale da avere assoluto bisogno di quel rimedio, costi quel che costi.
Gli effetti collaterali del niflam sono veramente rari alle dosi solitamente prescritte e per la breve durata della terapia: se non fosse così non verrebbe prescritto così diffusamente.
Però esistono, allora è un buon motivo per riflettere sempre una volta in più prima di prescrivere farmaci, qualsiasi farmaco.
Nel caso della tua bimba, intanto la sua età e forse anche il suo peso erano al limite tra la posologia consigliata dal foglietto illustrativo e quella prescritta dalla tua pediatra.
Tu hai sospeso la somministrazione perché sei una mamma attenta, ma anche se ti fossi fidata ciecamente della tua pediatra non sarebbe stato poi così rischioso come pensi, perché sostanzialmente i farmaci possono avere un effetto di accumulo e solo dopo alcuni giorni di dosaggio sbagliato potrebbero essere potenzialmente dannosi.
Qualora poi il soggetto fosse allergico al medicinale, gli effetti collaterali si evidenzierebbero alla prima, massimo alla seconda somministrazione, indipendentemente dal dosaggio, che potrebbe essere anche inferiore a quello consigliato per peso e per età (vedi crisi asmatica che ti ha spaventata e che ci si può aspettare solo nei soggetti predisposti).
I FANS, poi, sostanzialmente andrebbero prescritti per alleviare sintomi fastidiosi e mal sopportati dal paziente: sono dei sintomatici, non dei curativi, cioè, anche con i fans la malattia segue il suo corso regolare, non si aiuta il paziente a guarire, solo si riducono i dolori e i malesseri vari che una determinata malattia comporta derivati essenzialmente dalle reazioni infiammatorie, ovunque esse siano.
Quindi fans sì, per esempio, per un forte mal di denti, che spesso è veramente insopportabile, fans sì per un forte mal di testa e male alle ossa in caso di influenza forte, fans sì nei tremendi dolori articolari dell’artrite reumatoide o della malattia reumatica, con attenzione alla comparsa di tutti gli eventuali effetti collaterali, s’intende, ma fans forse no in un banale raffreddore o quando un bambino ha solo catarro alle prime vie respiratorie che tarda a scomparire, come nel tuo caso. Meglio allora un po’ di vapore caldo, qualche mucolitico per aereosol – anche in questo caso senza l’uso smodato di cortisone (clenil o altri) che si fa da un po’ di anni a questa parte – un po’ di latte caldo e miele come emolliente efficace, oppure camomilla calda e miele; meglio umidificare molto l’ambiente dove soggiorna il bambino fino a fare appannare i vetri e fare cambiare aria al bimbo portandolo a respirare aria pulita sia al mare che in montagna se la giornata è soleggiata e non piovosa: questo anche se è raffreddato purché senza febbre o comunque in buone condizioni generali.
L’assenza di terapia impone un controllo medico in più, cioè una attenzione stretta all’evoluzione della patologia, facendo visitare il bimbo magari anche ogni tre giorni finché non è perfettamente guarito ma il pediatra dovrebbe sapersi a volte trattenere dal prescrivere farmaci, qualsiasi farmaco, quando capisce che non ve ne è stretta necessità.
Anche le mamme però devono cambiare mentalità e non pretendere, o quantomeno non aspettarsi di uscire per forza dall’ambulatorio medico con la ricettina in mano pur di far guarire il bimbo presto o subito.
Farmaci miracolosi non esistono: il vero miracolo lo compie la natura quando esce vincente giorno dopo giorno dalle infinite battaglie silenziose contro le infezioni che combatte tutti i giorni anche quando non ce ne accorgiamo, anzi, soprattutto quando non ce ne accorgiamo.
Noi pensiamo che quando ci sentiamo bene è perché nulla sta succedendo: errore, quando ci sentiamo bene è perché stiamo vincendo senza fatica; quando invece compare qualche sintomo, significa che stiamo vincendo un po’ di misura, un po’ col fiatone, ma stiamo comunque vincendo e non abbiamo un gran bisogno di aiuto, le nostre risorse ci bastano ancora.
Solo quando i sintomi si fanno gravi l’organismo lancia il suo s.o.s con il suo linguaggio tipo dolori forti, febbre molto alta, difficoltà respiratoria, malessere importante ecc.: sono queste le situazioni che richiedono aiuto senza indugio, per tutte le altre, meglio aspettare un po’ prima di trattare con farmaci, ma aspettare solo per la terapia, non per il controllo medico, che deve essere sempre tempestivo e, se possibile, ripetuto nel tempo.
Concludo rispondendo al tuo quesito: niflam o antalfebal? Sono molecole diverse ma farmaci simili, della stessa famiglia: non c’è motivo di temerne uno più dell’altro, gli ipotetici effetti collaterali sono simili e le precauzioni riguardo al loro impiego sono soprattutto necessarie se il soggetto che li assume ha già una patologia preesistente di tipo, per es., asmatico, cardiaco, renale, metabolico, autoimmune e via discorrendo.
Un bambino sano non dovrebbe temerli più di tanto ai giusti dosaggi. Ma quando si possono evitare, perché darli comunque? Ed ora, oltre al consiglio generico di dare pochi farmaci comunque ai bambini, un secondo consiglio: non cambiare troppo i farmaci: se si ha esperienza di uno di un certo tipo, mettiamo tachipirina o comunque paracetamolo per la febbre e magari un Fans (farmaco antinfiammatorio non steroideo) per la sintomatologia dolorosa di qualsiasi tipo, restare fedele a quel farmaco pur usandolo il meno possibili.
Si imparerà così a conoscerne meglio gli effetti su quel determinato soggetto e si potrà anche modularne il dosaggio in base al’esperienza (non così per gli antibiotici che non sono farmaci "fai da te").
Un caro saluto,
Daniela