Capricci per andare a scuola e rigurgiti del fratellino

Buonasera dott.ssa,

ricorro ancora ai suoi preziosi consigli, questa volta per tutti e due i miei bambini.

Alessandro, 3 anni e mezzo, sta attraversando un periodo un po’ particolare. Ha iniziato la scuola materna a settembre ed è sempre andato tutto bene. Tra le varie malattie che ha preso frequentissimamente non è che abbia frequentato granché, ma per lui andare non era per niente un problema, anzi!

Da una settimana, dopo circa dieci giorni di assenza a causa di febbre e tosse, andare a scuola è diventato come andare al patibolo per lui. Piange disperato già mentre lo vesto, mi implora di non portarlo e di non fare la "crudele" a lasciarlo solo. Ho parlato con la maestra, ma mi ha detto che non ci sono stati episodi particolari che possano averlo colpito. Lei adduce il tutto alla presenza del fratellino, Federico, che ha 5 mesi e che ora che comincia a crescere è più attivo, ed interagisce di più. Lei cosa ne pensa?

Inoltre Ale ha cominciato già prima dell’estate a soffrire un po’ di balbuzie, che adesso, soprattutto in situazioni particolari mi sembra peggiorare… Cosa posso fare? Il mio istinto di mamma mi dice che è una situazione tutta collegata (anche i capricci per mangiare, per stare a tavola, ecc.) ma non so come comportarmi..

E adesso è la volta di Federico: a cinque mesi beve circa 900/950ml di latte (Aptamil 2) in cinque poppate, di cui una con l’aggiunta di un piccolo cucchiaino di biscotto granulato, mentre negli intervalli, quando è nervoso o per farlo addormentare lo attacco ancora al seno. Pesa 7 kg e mezzo, è lungo 67 cm e ha la circonferenza cranica di 44 cm (alla nascita 3 kg lunghezza, 50 cm).

Da un po’ di giorni però ho notato che rigurgita un po’ troppo spesso, a volte anche in abbondanza, cosa che non ha mai o quasi mai fatto. Lui non dorme quasi mai di giorno, se non un’ora alla mattina e una il pomeriggio, di notte però dalle 23 alle 6 (ora della prima poppata) non si sveglia mai.

Ora mi chiedo, queste cose messe insieme non potrebbero essere sintomi di reflusso di cui si legge tanto? Come faccio a rendermi conto se questi sintomi, uniti anche a una irrequietezza alla poppata delle 22 durante la quale si agita e piange, possano essere quelli di un RGE o semplicemente singoli episodi?

Un’ultima cosa e concludo: il 25 novembre Federico ha il secondo richiamo dell’esavalente e dello pneumococco, mentre il 27 abbiamo un aereo (viaggio di un’ora e mezza): ci sono controindicazioni alla partenza? Possiamo partire senza problemi o secondo lei conviene che aspetti?

Davvero la ringrazio di cuore dei consigli e della pazienza.

Un saluto affettuoso

Giulia

 


Per quanto riguarda Alessandro, in linea di massima penso che la maestra abbia ragione e che si tratti, in buona parte, anche di gelosia nei confronti del fratellino che resta a casa a godersi tutte le tue attenzioni mentre lui viene allontanato per una motivazione – la scuola – che forse ancora non capisce e non assimila molto bene, soprattutto se quest’anno è passato dall’asilo nido alla scuola materna, trovando ambiente e compagni diversi con i quali non ha ancora fatto abbastanza amicizia.

Però potrebbe anche trattarsi di una residua debolezza lasciata dalla malattia, magari anche un po’ di anemia da carenza di ferro o quant’altro che non lo fa sentire perfettamente in forma e desideroso di coccole e attenzioni che, per forza di cose, a scuola non può ricevere.

Prova a parlare con lui, a farlo parlare e ad ascoltarlo per cercare di farti spiegare cosa non ha ancora accettato della scuola, delle maestre, ecc. Poi cerca di ritagliarti dei momenti durante i quali poter stare esclusivamente con lui senza il fratellino per coccolarlo, giocare assieme a lui, uscire con lui lasciando il piccolo a qualcun altro.

Potresti anche individuare un bimbo o più bimbi che frequentano la stessa classe del tuo da invitare ogni tanto a casa per favorire una amicizia privilegiata che darebbe ad Alessandro una motivazione in più per andare a scuola e ritrovarli. Infine, visto che la maestra sembra avere individuato il problema, pregala di stare vicina ad Alessandro per un certo periodo, incoraggiandolo e stimolandolo nonché lodandolo particolarmente quando si comporta bene o si applica in modo particolare. Il disagio e l’ansia di un bimbo si combattono anche aumentando la sua autostima.

Per quanto riguarda i capricci che fa a casa: considerali come un tentativo di attirare maggiore attenzione su di sé e sul momento particolare che sta attraversando, quindi non dare troppo peso a questi comportamenti e non arrabbiarti: in questo modo faresti soltanto il suo gioco e lui, soddisfatto per avere ricevuto attenzioni, seppur negative, non farà altro che continuare a comportarsi così creando un circolo vizioso perverso che non giova a nessuno.

Quindi, raddoppia la tua pazienza, non alzare la voce se puoi, ritagliati momenti dove stare da sola con lui, lodalo quando si comporta bene e valorizza le sue qualità e tutte le cose nuove che impara a fare ogni giorno piuttosto che rimproverarlo per i suoi capricci che, comunque, devi ovviamente biasimare con fermezza, ma, come ho detto, senza arrabbiarti.

Il bimbo deve capire che attirerà tanto più la tua attenzione quanto più farà il bravo e non il dispettoso e che il rapporto che ha con te è del tutto speciale proprio perché ormai è grande e tu sei molto fiera di lui proprio perché si sta comportando da grande. In un certo senso cerca di responsabilizzarlo anche verso il fratellino favorendo anche molti momenti di gioco tra i due.

Per quanto riguarda Federico: la sua crescita è buona e la sua alimentazione, ovviamente, corretta. I rigurgiti potrebbero anche dipendere da un po’ di catarro alle prime vie respiratorie, però c’è da dire che quando i bambini si avvicinano a un litro di latte al giorno cominciano ad avere bisogno di una alimentazione più varia e più ricca, sia per avere maggiore soddisfazione dal cibo, sia per ridurre la quota di latte a favore di un pasto semi solido. Mi chiedo, quindi, se non sia opportuno iniziare a pensare allo svezzamento, visto che, tra l’altro, assume prevalentemente latte artificiale e non latte materno.

Lo svezzamento, di solito, si impone quando il bambino raggiunge gli otto chili, in modo da ridurre gradatamente la quantità di latte giornaliera, prima a 700 gr poi a 500 gr, con l’introduzione della seconda pappa serale: nel tuo caso ci siamo quasi, quindi credo che sia bene iniziare a pensarci. Sarà comunque il tuo pediatra a decidere, ovviamente.

Per quanto riguarda il viaggio dopo la vaccinazione: se il bimbo non ha avuto reazioni particolari in occasione della precedente vaccinazione, penso che tu possa partire tranquillamente: in ogni caso, eventuali reazioni, o febbrili o comportamentali, come agitazione, inappetenza o altro, si manifestano, di solito, molto precocemente, dopo alcune ore o al massimo un giorno e sono anche fugaci, quindi, dopo due giorni, o non è successo nulla e nulla succederà più, o è successo qualcosa ma è anche passato o sta passando. Puoi, quindi, partire con tranquilità.

Un caro saluto,

Daniela