Capricci o richiesta di attenzioni?

 

 

Buongiorno dottoressa,

 

sono mamma di una bimba di 19 mesi che è gestita solo da me perché tutti i miei parenti abitano a 800 km di distanza e mio marito torna dal lavoro alle 21.00.Siamo insieme 24 h su 24, compresi cambio, pappa e nanna con conseguenza per me di nervosismo e stress. Devo sempre cercare alternative per distogliere l’attenzione dalla cosa che le fa scattare il capriccio, urla soprattutto quando le spiego che non deve mettere una determinata cosa in bocca. Mi ascolta subito, ma dopo due minuti la rimette in bocca.

 

Per evitarlo cerco di darle il ciuccio, ma lo tiene un po’ e rimette un’altra cosa in bocca, comprese le dita che sono sempre in bocca. I giochi sono adatti a lei, ma se mi distraggo un attimo per preparare da mangiare prende qualcosa di pericoloso dai cassetti anche se le ho spiegato che non deve farlo e comunque ho tolto le cose più pericolose,ma può capitare una penna, un pezzo di carta.

 

Morde anche il divano o le sedie che potrebbero essere sporche di polvere anche se le pulisco tutti i giorni. L’altro giorno ha cercato di mettere in bocca anche un fiore che ha raccolto nel parco. Purtroppo non so più cosa fare per farmi capire. Sta ultimando la dentizione e le do un farmaco omeopatico che mi ha consigliato la mia pediatra (chamodent della loacker remedia),ma non ho risolto molto.

 

La notte il dolore lo avverte molto più forte, così quando sta molto male le do la tachipirina consigliata sempre dalla mia pediatra. La mia domanda è: "esiste un metodo per spiegarle, anche con il gioco, che non deve mettere niente in bocca?"

 

Premetto che dice qualche parola, ma solo quando vuole lei, quindi non riesco a capire quando sta male perché non dice "ho male", piange e basta e io devo interpretare il suo pianto.

Grazie mille da una mamma un po’ stressata che cerca però di essere tanto paziente.

 

Distinti saluti,

Simona Scazzari

 

 

 

 

 

La tua bimba ha un comportamento normalissimo per la sua età: sei tu che ti devi tranquillizzare e soprattutto, a mio parere, cominciare a distrarti un po’ e a pensare a qualcos’altro oltre all’accudimento della bimba.

 

In questa fase del suo sviluppo, infatti, la bimba che ha finalmente imparato a muoversi liberamente nello spazio fa quello che qualsiasi persona farebbe dopo essere stata per molti mesi in un ambiente pieno di cose e situazioni potenzialmente interessanti senza poter interagire con esse perché impossibilitato dalla incapacità di muoversi liberamente.

 

Nella bimba, alla naturale frenesia e curiosità per tutto quello che la circonda unisce, ora che ha finalmente imparato a camminare, la voglia irrefrenabile di movimento e di conquista dello spazio e in tutta questa sua naturale esuberanza si fa strada anche il desiderio di provocarti, di andare contro il tuo volere, di disobbedirti, sia per sentirsi grande, sia per attirare la tua attenzione.

 

Una mamma stressata e magari anche un po depressa non riesce, infatti, a comunicare sempre serenità e sicurezza: la bimba può percepire questa tua momentanea fragilità e può viverla come una relativa incertezza dei tuoi sentimenti nei suoi confronti: pertanto ti provoca proprio per avere la conferma che lei è costantemente nei tuoi pensieri e anche per la sua necessità di avere risposte chiare e univoche che le indichino i limiti nei quali è confinata la sua libertà e per essere orientata e cominciare ad imparare cosa è bene e cosa è male.

 

Ma questo insegnamento non può ancora avvenire tramite un ragionamento troppo razionale, deve avvenire con risposte perentorie, coerenti e univoche: tutto quello che è sì è e rimane sì, comunque e, nei limiti del possibile, in ogni circostanza, mentre quello che è no è e sarà sempre no, anche in questo caso in ogni circostanza senza bisogno di spiegare ogni volta il perché.

 

Aspetta che sia la bimba a porti le domande quando sarà matura per ricevere le risposte, non anticipare i tempi con spiegazioni da lei non richieste e che non è pronta per capire. Nel frattempo sappi essere autorevole quando serve e altrettanto amorevole quando senti che la bimba ti chiede tenerezza.

 

Abbi il coraggio di lasciarle la libertà di esplorare di cui ha così tanto bisogno, a costo di soffrire un po’ per il timore di situazioni un po rischiose, ovviamente nei limiti del ragionevole. Non impedirle di correre se si trova su un prato senza ostacoli anche se hai la quasi certezza che possa, prima o poi cadere e accetta il rischio calcolato che metta un fiorellino in bocca per conoscerne meglio il sapore e la consistenza: in fondo, ragiona, che sarà mai di così grave! Se sarà lasciata libera di sperimentare, molto presto quel fiore non avrà più l’interesse di prima, mentre se le verrà inibita ogni esplorazione e ogni esperienza, la frustrazione e il comportamento capriccioso e irragionevole avranno il sopravvento e si creerà un circolo vizioso che renderà il tuo e il suo comportamento fastidiosi, stressanti e scarsamente educativi.

 

Riserva i no per le cose veramente da evitare, come il cassetto dei coltelli o dei medicinali, lo sportello dei detersivi, l’accesso a scale troppo ripide o a balconi poco protetti, la possibilità di manipolare prese elettriche o giocattoli troppo piccoli o oggetti acuminati che possono essere inalati o ferire, insomma, si sa, previeni tutti i pericoli maggiori, ma lasciala sperimentare, per carità, anche se si sporca un po’ cosa vuoi che sia!

 

Lavora piuttosto sulle tue di paure e quando prende in mano, per esempio, una penna, non pensare subito alla sua potenziale pericolosità ma approfitta dell’occasione per insegnarle o farle vedere cosa si può fare con una penna guidando la sua mano in uno scarabocchio su un foglio bianco e, se la vedi interessata alla nascita delle forme e dei colori, comprale pennarelli atossici o colori con i quali può sporcarsi le mani a piacimento. I bambini non sono dei piccoli adulti, hanno bisogno di vivere completamente e profondamente ogni loro fase di sviluppo, ogni loro età, specie nei primissimi anni della loro vita durante i quali si gettano le basi per la costruzione della loro personalità futura e definitiva.

 

Non permettere che le tue paure si impossessino anche di lei, fai in modo che cresca sicura di sé e del suo diritto di esistere così com’è e non come tu la vorresti, sicura di meritare l’amore dei suoi genitori, i loro incoraggiamenti, la loro attenzione. Invece di impedirle, magari con un certo nervosismo, di mangiare un fiorellino, molto probabilmente del tutto innocuo, gioca assieme a lei con i fiori che tanto attirano la sua attenzione, guidala verso una gestualità corretta, il modo giusto di coglierli e di tenerli assieme nella mano, il modo di toccarli, aiutala a dare un senso corretto ad ogni sua esperienza ma non inibire le occasioni di fare esperienza.

 

Blocca i cassetti con un filo elastico che passi attraverso tutte le maniglie o manopole se contengono oggetti pericolosi ma lasciane qualcuno a disposizione: se anche tirerà tutto fuori per qualche volta di seguito, presto si stancherà di questa azione ripetitiva e non lo farà più; se, invece, le dirai sempre e soltanto no, la sua curiosità verrà inibita senza un motivo per lei plausibile e la bimba svilupperà rabbia e ansia. Per non sentirla piangere le tapperai la bocca con il ciuccio senza che questo sia per la piccola una sufficiente consolazione; la piccola, perennemente insoddisfatta, imparerà a piangere per un nonnulla, diventerà capricciosa perché capirà ben presto che il pianto da fastidio e per questo motivo porta sempre ad una attenzione della mamma, in un senso o nell’altro, senza che questa attenzione sia, però, la risposta precisa alla richiesta insoddisfatta della bimba e il tutto diventa, poi, molto difficile da gestire, mentre sarebbe molto più semplice imparare ad ascoltare veramente la bimba per capire cosa realmente vuole o cosa realmente la farebbe felice in quel momento.

 

Solo quando un genitore riesce in questo intento e, attraverso l’ascolto e la sua presenza empatica, è in grado di decodificare correttamente i messaggi lanciati dal proprio figlio, il bimbo sarà in grado, a sua volta, di capire profondamente quello che vuole e di mettere ordine nei suoi pensieri. Il comportamento del genitore, nel tuo caso, della mamma, diventa così uno specchio sul quale il bimbo può vedere chiaramente l’immagine riflessa della sua interiorità.

 

Il bambino vuole proprio questo: vuole lui stesso sapere quello che vuole e dove lo porta il suo istinto di esplorazione e di conquista del mondo e sono gli adulti a doverlo guidare nella scoperta e nella conoscenza del senso delle cose, a doverlo accompagnare in questo cammino, a dovergli insegnare a mettere ordine e finalità ai suoi pensieri. I no, in questa metafora della vita, sono come delle porte chiuse che ostacolano il cammino e vanno riservati soltanto per tutelarlo dai veri pericoli: essi sono molti di meno rispetto a tutti i no che vengono spesso pronunciati per liquidare frettolosamente una questione.

 

Una bimba che provoca e ripete sempre sfrontatamente la stessa azione "impunita", spesso è soltanto una bimba annoiata che non sa come dirtelo, una bimba che ha bisogno di essere pilotata più decisamente, che ha, forse, bisogno di una giornata più organizzata dove si susseguono momenti chiari e precisi, diversi l’uno dall’altro, che occupino maggiormente la sua attenzione e le sue energie.

 

È anche probabile che cominci ad avere bisogno di confrontarsi con coetanei per allargare i suoi orizzonti, di frequentare un asilo nido dove poter giocare con altri bambini e, così facendo, fare ulteriore esperienza della sua fisicità, dei suoi limiti, confrontarsi con nuove modalità comunicative per imparare ad esprimersi verbalmente, insomma, in un certo senso, per faticare di più ed avere la vita più piena di esperienze. Se questo non ti è possibile, almeno per ora, dovrai essere tu a farti piccola piccola per poter giocare con lei in un certo senso come una coetanea. Anche il papà, nei momenti liberi, dovrebbe darti una mano, calarsi nel suo magnifico ruolo e darti una mano in questo.

 

Un caro saluto, Daniela