Canale lacrimale chiuso

Buonasera,

il mio bambino ha quasi 4 mesi e dalla nascita ha sempre avuto un occhio lacrimoso.

Le lacrime escono durante tutto il giorno, in più, quando il bambino dorme, al suo risveglio l’occhio è spesso chiuso e le lacrime formano un pus nell’angolino.

Sembrerebbe congiuntivite ma la pediatra mi ha detto che è quasi sicuramente il canalino ancora chiuso. A volte l’occhio è gonfio nella parte inferiore.

Mi ha dato il collirio Tobral da somministrare a settimane alterne (3 gocce al dì) ma lo sto facendo già da un mese e mezzo e non si è risulto nulla.

Mi può dare il Suo parere?

Grazie.

Distinti saluti

Martina.80



 

Cara Martina,

il canale lacrimale è una struttura embrionale che deriva dall’ectoderma, il più superficiale dei tre foglietti che daranno origine all’embrione, dal quale derivano anche la pelle e molti altri organi o strutture. Esso, alla nascita, dovrebbe essere già completamente formato, ma a volte questo non succede e il bambino nasce con il canale lacrimale ancora chiuso a causa della mancata apertura di una valvolina che si chiama valvola di Hasner e che si trova nella parte del canale lacrimale più distante rispetto al suo sbocco nell’angolo interno dell’occhio.

Il canale lacrimale scorre nelle vicinanze delle ossa del naso e sbocca nelle cavità nasali ed è per questo che quando si piange e si producono lacrime si sente il bisogno di soffiarsi il naso. Questa valvolina, quando non è già aperta alla nascita, può aprirsi in un momento qualsiasi fino al primo anno di vita tanto che si consiglia di aspettare il compimento del primo anno prima di decidere se intervenire o meno con l’apertura chirurgica della valvolina.

Alla fine del primo anno di vita, infatti, meno del 10% dei bambini nati con il canale lacrimale chiuso ha ancora il problema. In caso di canale lacrimale chiuso, quindi, le lacrime che si formano costantemente nell’occhio non possono o hanno difficoltà a defluire nel canale lacrimale e nel naso e tendono a fuoriuscire: l’occhio, quindi, lacrima sempre.

Per evitare almeno il ristagno di lacrime nella porzione superiore del canalino bisogna praticare al bambino quotidianamente un leggero massaggio circolare ai lati del nasino partendo dal basso, cioè dalla narice, per poi salire lentamente fino al forellino che si apre nell’angolo interno dell’occhio.

Questo massaggio dovrà essere alternato a piccole pressioni praticate dal polpastrello sul canalino stesso in vicinanza del suo sbocco nell’occhio. In questo modo si evita il ristagno delle lacrime, che con la pressione delle dita fuoriescono e il rischio di infezione. L’occhio va pulito ogni mattina con soluzione fisiologica o acqua sterile, al massimo con un collirio a base di camomilla e solo se vi sono segni di infezione con congiuntivite o formazione di pus va usato un collirio antibiotico.

Anche il naso va spesso pulito con lavaggi con soluzione fisiologica e la pulizia dell’occhio va fatta cominciando dal bordo esterno fino ad arrivare all’angolo interno, dove sbocca il canalino. Iniziando nell’altro senso, infatti, come normalmente viene spontaneo fare, una eventuale infezione o presenza di batteri accumulati nel canale lacrimale si spargerebbe lungo tutto l’occhio.

Un parere dell’oculista per un eventuale sblocco chirurgico del canalino si deve chiedere solo se la lacrimazione è in costante aumento e le infezioni all’occhio sempre più frequenti e se la pressione sul canale lacrimale compiuta praticando i massaggini diventa dolorosa. In questi casi lo sblocco del canalino si può attuare introducendo una piccola sonda flessibile a punta tonda fino ad arrivare alla valvolina e ad aprirla. L’intervento, quando praticato nei primissimi mesi di vita, non richiede anestesia, ma dopo sì, affinché il bambino possa stare fermo durante la manovra.

Un caro saluto,

Daniela