Bruxismo

Gent.ma dott.ssa Daniela,
mi complimento per le sue risposte sempre esaustive, grazie per il tempo che ci dedica!
Il mio problema non è grave né urgente, però mi preoccupa un po’. Il mio bimbo di quasi 4 anni spesso "strofina" fra loro le arcate dentarie (facendo un rumore per me intollerabile!) e lo fa senza apparente motivo e nei momenti più diversi, quindi non in momenti di stress o simili. Vorrei sapere se questo può creargli dei danni ai denti (si "consumano"?), anche se sono quelli da latte e soprattutto capire perchè ha questo comportamento.

Infine, qual è l’atteggiamento migliore da tenere da parte mia?
Grazie infinite.
Chiara


Cara Chiara,

il digrignare i denti, più propriamente detto bruxismo, non è un evento raro né negli adulti (si stima che circa un 10% di persone ne soffra) né nei bambini. Di solito si manifesta la notte, o meglio, durante il sonno: soprattutto nella fase immediatamente seguente l’addormentamento, detta fase 2 del sonno, oppure durante la fase REM durante la quale si sogna; ma non è infrequente anche di giorno, come nel caso del tuo bambino. Sono movimenti di sfregamento di un’arcata dentale sull’altra assolutamente involontari e senza alcuna finalità, dei veri e propri tic. Sono riconosciute varie motivazioni che inducono il manifestarsi di questo comportamento:
una può essere la teoria psicologica: stringere i denti, mordere il freno, sono infatti espressioni che fanno ormai parte integrante del nostro vocabolario quotidiano. Ce lo impone una società che obbliga tutti, bambini inclusi, ad essere determinati, competitivi, efficienti, sempre impegnati ad ottenere riconoscimenti. In questo caso, situazioni di stress prolungato e di ansia più o meno latente, sono all’ordine del giorno e non risparmiano, a volte, nemmeno i primi anni di vita.
Ma nei bambini, in particolare, il bruxismo, quando si manifesta prevalentemente durante il sonno, si associa anche ad enuresi notturna o ad altri disturbi del sonno come incubi, parlare ad alta voce durante il sonno e via discorrendo; tutti disturbi che riconoscono una certa sregolazione o un mancato raggiungimento della maturazione di tutte quelle funzioni cerebrali che presiedono e caratterizzano il sonno ben strutturato, più che una causa ansiogena diurna.
Ma vi sono anche cause anatomiche alla base del bruxismo: per esempio una malocclusione. Può essere una infraocclusione quando vi è mancanza di contatto tra i denti dell’arcata mascellare superiore ed inferiore (di solito quelli anteriori, in particolare incisivi laterali e canini). Succede quando vi è un palato ogivale, per esempio, oppure il cosìdetto "morso aperto" quando anche a denti stretti gli incisivi non si toccano e lasciano uno spazio vuoto, oppure quando, al contrario, vi è un sopracontatto, cioè un eccesso di contatto tra due denti corrispondenti, superiore ed inferiore che può deviare l’articolazione temporo mandibolare. Negli adulti questo succede quando, per esempio, si incapsula un dente: il dente ricoperto potrebbe risultare un po più lungo se il lavoro non è stato eseguito in modo perfetto e questo porta all’impossibilità per gli altri denti di toccarsi e combaciare in modo corretto con i corrispondenti dell’arcata sotto o sovrastante.
Il risultato di questa malocclusione sarà un ricercare inconscio dei giusti rapporti dei denti tra loro con conseguente bruxismo notturno o diurno.
Altro motivo di bruxismo nei bambini possono essere sia la presenza di parassiti, come gli ossiuri, che di allergie alimentari; oppure una dieta eccessivamente ricca di cibi che danno putrefazione come le proteine dei formaggi, delle uova o della carne rossa.
Per i disturbi di tipo ansiogeno, menzionati per primi, c’è da fare una disanima dei comportamenti del bambino ed eventualmente rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza con eventuale terapia cognitivo comportamentale. Per i disturbi del sonno non c’è un gran ché da fare se non aspettare che l’organizzazione cerebreale maturi da sola. Per i problemi di malocclusione, ovviamente, bisogna andare dal dentista e dall’ortodonzista. Per gli errori alimentari basta ridurre o abolire latticini, soprattutto se di origine bovina, ridurre la carne rossa a non più di tre volte alla settimana, abolire gli insaccati e le carni conservate in genere, aumentare frutta e verdure fresche e cereali possibilmente integrali. Si possono inoltre somministrare fermenti lattici per qualche mese a dosi opportune. Per il dubbio che il bambino abbia parassiti intestinali, soprattutto ossiuri, è necessario ricercarli con una o più analisi parassitologiche delle feci e se si trovano somministrare antiparassitari come il Combantrin. Anche la presenza di funghi come la candida sarebbe da ricercare nell’intestino dei bambini che presentano bruxismo, soprattutto se sono bambini che tendono ad avere bruciori o prurito anche ai genitali. E anche allergie o intolleranze alimentari che provocano infiammazione cronica intestinale e agitazione notturna possono essere in causa.
Il bruxismo a lungo andare provoca conseguenze di vario tipo: la continua tensione dei muscoli temporo mandibolari e di tutti i muscoli implicati nella masticazione provoca dolori più o meno cronici che si possono ripercuotere alla colonna cervicale e anche alla colonna dorsale, provoca mal di testa e a volte vertigini. Lo smalto dei denti coinvolti nello sfregamento, col tempo, si consuma e il dente stesso può appiattirsi e rimpicciolirsi. Il bambino diventa sensibile ai cibi caldi e freddi e allo sfregamento dello spazzolino quando se li lava. La progressiva limatura dei denti può provocare la loro distruzione e l’alterazione dei normali rapporti tra i corrispondenti superiore ed inferiore. I denti, inoltre, col tempo, possono anche devitalizzarsi e muoversi precocemente dal loro sito gengivale e cadere prima del tempo. I bambini che digrignano i denti la notte, di mattina hanno dolore quando devono aprire la bocca e a lungo andare incontro al classico scrocchio quando sbadigliano. I denti maggiormente coinvolti nel bruxismo sono i canini e gli incisivi laterali. L’usura dello smalto porta carie precoci. Inoltre quando il bruxismo inizia già nell’infanzia tende a persistere anche in età adulta.
E’ bene quindi non sottovalutare quello che può sembrare un semplice e innocuo, anche se fastidioso, tic e riflettere sul problema, come dire?, a tutto tondo, in quanto abbiamo visto che l’origine del disturbo può essere veramente multifattoriale. Un caro saluto, Daniela