Bimbo inappetente o disinteresse per il cibo da masticare?

Gentile dottoressa,

le scrivo per il mio bimbo di 13 mesi, che è da sempre inappetente. Pensi che già appena nato ha passato quasi due giorni senza succhiare nulla, ha rifiutato il mio seno e niente biberon.

Poi ha ceduto, ovviamente, ma il cibo rimane un cruccio per tutta la famiglia. Lo svezzamento è riuscito abbastanza bene, ma ha sempre mangiato solo cose semplicissime, a fasi alterne, ed è sempre stato poco interessato alla cosa. Se gli si offre qualcosa, la guarda con diffidenza e raramente apre la bocca. Ora rosicchia pane, mangia la pappa semplice, passato di verdure e omogenizzati (la carne fresca tritata non la vuole nemmeno vedere) e pastina, ma piccola, e da poco tempo, perché le stelline lo fanno tossire e si soffoca, e rinuncia.

Spesso inizia a mangiare volentieri, ma dopo pochi cucchiaini decide che non ne vuole più e si rifiuta piangendo disperato. Inutile dire che ho provato a cucinargli di tutto, da cose semplici a cose più da grandi, in tutti i modi, ma non riesco a capire cosa voglia mangiare. L’unica cosa che gradisce sempre è il latte vaccino che beve in notevole quantità, dato che dopo un giorno di semidigiuno non me la sento di metterlo a letto senza il suo biberon di latte, che lui poi vuole nuovamente a metà notte.

Ovviamente nei periodi di maggiore inappetenza ha anche notti molto agitate (avrà fame!). La sua crescita è buona, ma credo sia da attribuire in gran parte al latte.

In pratica, quello che lo caratterizza è un estremo disinteresse per il cibo, che spesso sfocia in diffidenza e rifiuto.

Ha qualche consiglio da darmi ? Questa cosa sta diventanto fonte di ansia e preoccupazioni per noi tutti.

La ringrazio anticipatamente

Benedetta


Cara Benedetta,

se il tuo bimbo prende volentieri il, anzi, i biberon di latte, non è disinteresse totale per il cibo ma solo per il cibo da masticare, oppure per il cibo da mangiare col cucchiaio o con la forchetta, oppure eccessiva diffidenza per sapori nuovi o per cibi di consistenza diversa da quella a cui è abituato.

Il problema, quindi, credo sia solo quello di alimentarlo in modo corretto ed equilibrato per le esigenze della sua età nonostante le difficoltà che esprime e non quello di farlo mangiare a tutti i costi cose diverse o nuove o cose che vorresti tu.

Allora assecondalo fin dove ragionevolmente puoi: cioè puoi assecondarlo sulla grandezza della pastina, sul continuare a dargli il semolino, se lo preferisce, tanto le sostanze sono le stesse, sul fatto di dargli la carne ancora omogeneizzata – omogeneizzando, però, la carne fresca assieme alle verdure del brodo vegetale e non continuando a dare i vasetti anche dopo il compimento del primo anno – assecondalo dandogli un pezzo di pane o di pizza da sgranocchiare quando e come vuole, continuando a dargli le verdure passate o omogeneizzate ma sempre più ricche dal punto di vista della varietà e piano piano anche della quantità.

Quindi, sapori e consistenza dei cibi come li continua a volere lui senza neanche forzarlo tanto sulle quantità. Però devi essere rigida nell’evitare la poppata notturna sostitutiva di latte e, in un secondo tempo, quella serale.

Se il bimbo si gratifica ancora succhiando il biberon, avrà il suo biberon di latte la mattina, magari un secondo il pomeriggio, oppure frutta o yogurt un po’ diluiti possono essere dati con il biberon, ma il piccolo deve capire che non è più tempo di poppate fuori orario: altrimenti, così facendo, non avrà mai la fame necessaria per una iniziale curiosità verso i cibi giusti, assumerà troppo latte e potrebbe avere disturbi notturni proprio per questo motivo.

Quando un bambino mangia due pasti al cucchiaio, cioè due minestrine, nell’arco della giornata sono sufficienti 500 cc di latte, cioè due biberon, tutto il resto è un di più anche se dato in sostituzione di una pappa non completamente finita. Quindi assecondalo nei gusti, nei sapori, nella consistenza e nella quantità di cibo che vuole ad ogni pasto prima di chiudere la bocca e rifiutare il resto, senza preoccuparti della monotonia della dieta ma non assecondarlo nel numero dei biberon di latte o nei cibi alternativi che sai non essere idonei per lui.

Assecondalo, se necessario, nella sua voglia di succhiare il biberon la mattina e, volendo, il pomeriggio e dopo cena solo una piccola quantità di latte per contentino serale prima di dormire, ma solo pochi cc che andranno a finire col passare dei mesi.

Di notte nulla perché è diseducativo cercare di far riaddormentare un bambino dando da mangiare (il latte è cibo) dopo il compimento del primo anno di vita, soprattutto se il bambino è già completamente svezzato; tra l’altro si altera tutto il ritmo circadiano delle secrezioni gastroenteriche e dell’insulina e l’appetito del bimbo ne risentirà anche di giorno.

Non puoi aspettarti che sia il bambino a capire ciò e a rompere spontaneamente questo circolo vizioso. Nello stesso tempo tienilo a tavola assieme agli adulti quando mangiate in modo che possa almeno curiosare tra i piatti spontaneamente senza il timore che qualcuno cerchi di violentarlo ficcandogli cucchiaio o forchetta di forza in bocca o con stratagemmi poco sinceri che il bambino, lì per lì, può anche subire ma che non facilitano certo l’acquisizione di un corretto rapporto col cibo.

Abbi fiducia nelle sue capacità di autogestirsi, cerca di essere meno ansiosa, soprattutto sul piano alimentare e più ricca e propositiva per quanto riguarda la tua comunicazione col bambino, soprattutto sul piano ludico: in poche parole, gioca molto con lui, ritagliati tutto il tempo possibile e necessario per raccontargli e leggergli delle favole, cantare assieme a lui o guardare i cartoni assieme a lui: vedrai che il bimbo imcomincerà ad aprire sempre più spesso la bocca davanti a te, prima per ridere, cantare, comunicare, poi anche per mangiare. Però deve fidarsi di te e sentirti amica.

Un caro saluto,

Daniela