Beve solo latte, diarrea e nervosismo

Gent.ssima Dott.ssa Daniela,
il mio Alessandro ha 20 mesi compiuti il 15 dicembre 2007.
Da dopo le feste è molto nervoso e va di corpo una volta al giorno, ma quasi diarrea; produce molta saliva e quindi ho il sospetto che siano altri dentini che debbano uscire, ma sono tutte supposizioni che ho io. Il mio problema è anche che mio figlio assaggia tutti i cibi ma due o tre forchettate o cucchiai e poi sembra sazio, e dopo un’ora circa chiede il latte e va avanti con il latte, non riesco a toglierlo.
Dopo 4 ore, al massimo cinque, per lui esiste solo il latte e non c’è verso di dargli altro, anche di notte ci svegliamo per dargli il latte con i biscotti e adesso che ha la dissenteria metto un cucchiaino di crema di riso.
Vedo altri bambini anche piu’ piccoli di lui che mangiano quasi come i grandi, il mio Alessandro invece "va a latte". Cosa devo fare? Come mi devo comportare? E’ per questo che è nervoso e ha questa dissenteria?
P.s. Le racconto un episodio di oggi: arrivo a casa da lavoro alle 12.30 e fino a questo momento con la tata e’ stato bravissimo. Arrivo io e si scatena, sembra un altro bambino, piange, è nervoso, vuole i bombi, si mette a urlare, non gli va bene nulla, chiede il famoso "gnam, gnam" che sarebbe il suo latte, ne beve un po’ e poi lo lascia, vuole addormentarsi ma è talmente nervoso che non riesce, io cerco di calmarlo, abbracciarlo, fargli le coccole e dopo un bel po’ si calma…..
Non capisco, aveva lacrimoni come se avesse un fastidio, ma io non lo comprendo.. A me prende l’ansia, dott.ssa, anche perché non m’importa di altro, solo che stia bene. Ma come devo comportarmi? A volte mi prende lo sconforto, mi faccio mille domande senza ottenere risposte. Chiedo a Lei cosa devo fare.
La ringrazio e la Saluto Dott.ssa e mi scusi per il mio sfogo….   
Mamma Sandra

Cara Sandra, io non so se il tuo bimbo ha diarrea – se si può chiamare tale una sola evacuazione al giorno – perché prende troppo latte o perché stanno spuntando i dentini o perché, magari, ha avuto una enterite virale e ora non tollera più bene il lattosio, però, a 20 mesi, con il latte vaccino, il bambino non può più fare come vuole lui.
Devi dargli una regola assolutamente.
La "diarrea da dentini" è osservazione comune e non necessiterebbe di alcuna terapia o restrizione dietetica, però è assolutamente transitoria e scompare appena spuntato il dentino quando l’ipersalivazione si riduce.
La diarrea persistente dopo una enterite virale dipende di solito da una transitoria intolleranza al lattosio e si cura dando un latte dietetico tipo HN25 oppure un latte privo di lattosio per alcuni giorni.
La diarrea da eccessiva introduzione di latte si cura con momentanea sospensione del latte vaccino, diciamo per uno o due giorni e con sua reintroduzione graduale fino a 500 cc al giorno e non di più, considerando anche lo yogurt e altri latticini come mozzarella, yocca e simili: cioè un biberon da 250 gr la mattina e un altro al pomeriggio o alla sera, eventualmente sostituibile da uno yogurt e mezzo, meglio se parzialmente scremato.
Tutto l’altro latte è un di più e può creare problemi digestivi o colichette o diarrea, compresa insonnia e agitazione, se si sviluppa una forma di intolleranza alle proteine vaccine.
L’episodio che mi racconti penso sia una crisi abbandonica, il bimbo non tollera la tua lontananza anche se lo lasci in buone mani e quando torni te la fa scontare. Se non puoi fare a meno di lasciarlo la mattina, accertati che sia veramente trattato bene dalla tata (non ne dubito ma meglio verificare sempre e non fidarsi del resoconto della tata, a meno che tu non la conosca bene e l’abbia già sperimentata).
Poi, certo, coccolalo, ma senza creargli il riflesso condizionato consolazione = cibo e soprattutto cibo di un certo tipo. Convinciti che questo atteggiamento non ti porterà da nessuna parte né ora né in futuro. Reagisci ai tuoi sensi di colpa per lasciarlo ad altri quando vai al lavoro e convinciti che è normale e giusto che il bambino ne risenta, guai se non fosse così, ma è altrettanto normale, salutare ed educativo che impari a stare lontano da te per un po’.
Il problema è creargli la fiducia necessaria perché lui sappia aspettare il tuo ritorno e sappia riempire il vuoto e la lontananza semplicemente con il piacere di stare al mondo e di scoprire e imparare cose nuove con lo stupore e l’entusiasmo che contraddistingue tutti i bambini.
Se questo entusiasmo istintivo viene meno e le persone che circondano ed accudiscono il bimbo non sono capaci di darglielo, il bambino cadrà in un certo senso in depressione e la simbiosi con lui, cioè il suo costante bisogno di esserti vicino, si risolverà con difficoltà. D’altra parte il processo di progressiva individualizzazione-separazione dalla figura materna è lento e complesso e varia da bambino a bambino potendo impiegare anche tre anni prima di essere ultimato. Quindi a 20 mesi un comportamento di questo genere non è strano. Solo il bambino va aiutato con pazienza e sta essenzialmente a te convincerti e convincerlo che la tua assenza è solo transitoria, che la tata è una figura amica e positiva (lo è davvero? o è meglio l’asilo-nido?) e che, quando tornerai a casa, insieme farete tanti giochi interessanti e riceverà tante coccole.
Ma non coccole alimentari: tieni duro sul cibo senza sensi di colpa. Devi convincerti che non sei una cattiva madre solo perché sei rientrata al lavoro e che non hai nulla da farti perdonare. Però deve essere vero che tu non puoi fare a meno di lasciarlo perché il lavoro per te è indispensabile ecc. ecc.
Se è vero questo e non torni al lavoro solo per fuga dal quotidiano (non lo penso minimamente, ma è per ragionare: alcune mamme preferiscono il lavoro al ruolo di mamma a tempo pieno), allora non devi avere ambivalenze e comportarti con il bambino in modo ovviamente amorevole come sempre, ma deciso, e devi convincerti che non è la frustrazione a fare male ad un bambino, ma la mancanza di strumenti operativi e di risorse psicologiche per superarla e farsene una ragione.
Questi strumenti, devi essere tu a darglieli. Come? Con l’esempio del tuo comportamento sereno e convinto della "giustezza" delle cose e delle scelte che hai fatto senza lasciarti prendere dallo sgomento se il bambino, per attirare la tua attenzione, fa sceneggiate inconsolabili. E’ giusto che le faccia se deve esprimere un disagio ma è altrettanto giusto che tu lo aiuti a farsi una ragione di questo disagio e a diventare giorno dopo giorno più autonomo e sicuro di se. Lui leggerà sul tuo viso e nei tuoi occhi questa convinzione e farà sue le tue sicurezze, riprendendo così il gusto delle regole. Se il suo atteggiamento comincerà a cambiare anche solo di un pochino, tu lo gratificherai con una piccola concessione, ma piccola, non un ritornare indietro: il bimbo deve cominciare ad apprezzare quello che ha, quello che la mamma gli offre (tata, giochini, tanto amore ecc.) e deve cominciare a capire il concetto di merito, cioè di cosa è bene e cosa è male; deve cominciare a capire che il mondo è interessante lo stesso anche quando la mamma, per una manciata di ore, si allontana da lui, anche quando gli impone i primi divieti per il suo bene.
E’ dura, lo immagino, ma sappi che anche se tu stessi a casa sempre con lui, prima o poi ti troveresti ad affrontare gli stessi momenti educativi faticosi, soprattutto  quando si tratta di figli unici che non hanno l’esempio del comportamento più autonomo di un fratello più grande da emulare.
Quindi, mi raccomando, niente più ansia quando il bimbo si comporta nuovamente come mi hai raccontato e neanche fretta di farlo smettere di piangere e di urlare dandogli subito tutto quello che chiede, anche se sono cose poco ragionevoli (come hai constatato, alla fine lascia tutto perché non è quello che vuole veramente): impara a contenere il tuo disagio ed ad accogliere con calma lo sfogo del piccolo senza fare molto, solo ascoltandolo e aspettando che si calmi tra le tue braccia.
Quando avrà scaricato tutte le sue tensioni tornerà improvvisamente tranquillo e non sarà stato il latte a farlo rasserenare ma il fatto di avere avuto tutto il tempo per sfogarsi e per esprimersi, anche se a modo suo, e la sensazione di essere stato ascoltato anche se forse non capito del tutto.
Quando si sarà calmato e solo allora, se non ha ancora mangiato con la tata, lo farai mangiare e gli darai le cose giuste, non prima, e non il biberon per non sentirlo urlare.
L’ansia del tuo piccolo, qualsiasi ne sia l’origine, si placherà soltanto se si sentirà accolto, ascoltato, accettato così com’è e come si comporta, da una mamma comunque serena, nella quale rispecchiarsi per poter fare sua la tua serenità.
La tranquillità del tuo bimbo dipende comunque da te, da come ti comporterai quando starai con lui, indipendentemente dalle tue brevi o lunghe assenze che dovrà imparare prima di tutto ad accettare, poi, fra un po’, anche a capire.
Un caro saluto,
Daniela