Autonomia limitata o sostegno necessario in caso di reflusso?

Buonasera dottoressa,
il nostro bimbo ha quasi 7 mesi e soffre di reflusso.

In seguito alla diagnosi di un’esofagite abbiamo iniziato a somministrargli Ranidil partendo da 0,5 ml due volte al giorno (poco dopo i 3 mesi d’età) fino ad arrivare ad oggi a 1,5 ml due volte al giorno.

Attualmente il nostro bimbo fà 5 pasti al giorno (ore 7:00 latte al seno con aggiunta di latte in polvere / ore 10:00 80 g di frutta / ore 12:00 pappa con brodo vegetale + 3 cucchiai verdure + 30 di g carne o di pesce o di formaggio fresco / ore 17:00 pappa come a mezzogiorno / ore 19:30 latte in polvere 210 g ca.).

Ad oggi il nostro bimbo è meno disturbato dei primi mesi però soffre ancora di:
– eruttazioni anche diverse ore dopo i pasti (acido alla bocca);
– irritabilità con forte agitazione e difficoltà a prendere sonno nonostante mostri evidenti segni di stanchezza;
– singhiozzo anche diverse volte al giorno;
– sonno spesso interrotto durante i riposini diurni.

Durante i pasti “solidi” mostra grande agitazione senza apparentemente aver bisogno di acqua o pause per poi arrivare però quasi a fine pasto lamentandosi e richiedendo in braccio parecchio tempo per calmarsi.
Tra un cucchiaio di pappa e l’altro mostra grande frenesia secondo noi giustificata però più da necessità di ingurgitare qualcosa che non solamente da grande appetito.

Io e mio marito per aiutarlo in una migliore gestione di questi suoi momenti di difficoltà lo teniamo spesso in posizione verticale per facilitarne la digestione, lo teniamo in braccio per facilitarne l’addormentamento e di notte verso le 4:00 quando inizia a dare i primi segni di disturbo lo portiamo a letto con noi per “contenerlo” con più efficacia e permettergli quindi di riposare fino alle 6:30/7:00.
Ci chiedevamo però se con questi nostri comportamenti rischiavamo di limitarne l’autonomia o se sono invece comportamenti necessari da adottare per aiutarlo a superare i suoi momenti di difficoltà.

La sera poi si addormentata dopo l’ultimo pasto “solido” verso le 18.00/18:30 e capita spesso di trovarci a svegliarlo mentre sta dormendo profondamente per dargli l’ultimo pasto della giornata.
Il nostro comportamento ha senso o converrebbe farlo riposare a sua discrezione prima di dargli l’ultimo pasto?

La ringraziamo anticipatamente per l’attenzione che potrà dedicarci.

Marianna




Primo punto: se il peso del bimbo raggiunge gli otto chili, il dosaggio del ranidil può essere aumentato a 2 ml due volte al dì. 1,5 ml vanno bene fino a 6 chili o poco più. Secondo punto: al ranidil si potrebbe associare un alginato tipo riopan gel o gaviscon da dare dopo i pasti anche solo dopo l’ultimo pasto serale. Terzo punto: perché dare la seconda pappa all’ora della merenda? Io farei così: latte materno con o senza aggiunta la mattina, frutta 60, massimo 80 gr a metà mattina, pappa a mezzogiorno al massimo di 180 200 gr in totale con 2 cucchiai di passato di verdure, tre cucchiai di farine precotte o 1,5 cucchiai di semolino da cuocere o di pastina, 30 gr di carne e olio un cucchiaino massimo 2. Verso le 15,30-16 merenda con latte, materno o artificiale ma nel complesso meno rispetto alla mattina e alle 19,30 o giù di lì seconda pappa come alle 12. Coccole quante vi sentite di farne e materasso rialzato di 30 gradi con rialzo sotto il materasso dalla parte della testa. Posizione verticale o semi verticale per 15-20 minuti dopoi pasti. Prendere il bimbo di notte quando piange non sarebbe un problema se fosse comunque abituato ad addormentarsi nel suo lettino e non sempre in braccio. In braccio può stare quanto volete voi genitori ma da sveglio. Quando arriva il sonno dovrebbe essere posto nel lettino. Ma da questo punto di vista ogni genitore deve comportarsi come meglio crede: i consigli servono poco.