Ano anteriorizzato


Buongiorno,

la mia bambina inizia oggi l’ottava settimana. È nata un po’ piccola (2.620 kg) a 38 settimane + 5, comunque ha recuperato per bene, prendendo ogni settimana 260- 270 gr. Allatto al seno.

Alla nascita le è stato riscontrato un ano leggermente anteriorizzato, problema che, a dire la verità, al momento non ho ritenuto
particolarmente importante.

Ora invece comincio un po’ a preoccuparmi, perchè Aurora piange quando sta evacuando, ed a volte mi rendo conto
che spinge per ore. In particolare la notte, puntuale come un orologio, comincia a spingere (piangendo) alle 5 di mattina, ma riesce ad evacuare (sempre piangendo) solo diverse ore dopo.

Posso fare qualcosa?

L’ano anteriorizzato è considerato una malformazione lieve, purtroppo più frequente nelle femmine rispetto ai maschi, che, però, non è priva di disturbi fastidiosi quando, a causa della dislocazione in avanti dell’orifizio anale, cioè più vicina alla vagina di quanto non sia lo sfintere anale con le sue fibre muscolari, le feci al momento della evacuazione non seguono un percorso lineare ma la massa fecale deve seguire una curva in avanti prima di fuoriuscire.

La conseguenza è, spesso, oltre alla difficoltà nell’emissione delle feci attraverso un orifizio che a volte è meno elastico e più duro rispetto al normale, il ristagno di una certa quantità di feci nell’ampolla rettale e una evacuazione incompleta.

Questo ristagno di massa fecale può, a lungo andare, sfiancare le pareti del retto che si dilata favorendo ulteriormente il ristagno di feci e la formazione di fecalomi di dimensioni importanti e con una forma tondeggiante difficile da fare transitare attraverso l’orifizio anale.

Se una alimentazione adeguata (il latte materno è ricco di lattosio quindi dovrebbe avere un blando effetto lassativo sulla piccola), la stimolazione nei momenti più difficoltosi con la punta di un termometro o con un sottile sondino lubrificato e la somministrazione saltuaria di microclismi e, ancora piùsaltuariamente, di lavaggi rettali con un sondino nel quale si fa scorrere soluzione fisiologica, camomilla magari mista a glicerina, non risolvessero il problema e se la situazione si facesse sempre meno sopportabile, esiste la chirurgia ricostruttiva che di solito da ottimi risultati sempre affidandosi a mani esperte.

Cerca anche tu di seguire una alimnetazione equilibrata dove frutta e verdure non devono mai mancare in abbondanza in modo che anche questo possa giovare alla bimba.

Altro non ti saprei consigliare se non quello di evitare di fare passare molti giorni tra una evacuazione e l’altra della bimba onde prevenire il più possibile la formazione di fecalomi dovuti all’ammasso dei possibili residui di feci nell’ampolla rettale dovuti alle evacuazioni incomplete.

Puoi anche provare a favorire una buona peristalsi intestinale praticando alla bimba, dal secondo mese in poi, il massaggio infantile.

Un caro saluto, Daniela