Anni di tosse e muco

Gent.ma dott.ssa,

Le scrivo per chiederLe dei pareri circa la problematica che affligge la mia bimba di 7 anni.
Premesso che, io sono stata soggetto allergico/asmatico fino all’età di 9-10 anni, la bambina (nata prematura) invece, ha sofferto di broncospasmo fino ad un paio di anni fa (ultimo episodio). Da allora però è soggetta per lunghi periodi a tosse mediamente grassa con muco bianco che in alcuni casi si ingiallisce.

Periodicamente facciamo trattamenti con Prontinal+Breva+soluzione isiologica (aerosol), con risultati estemporanei, molto spesso la situazione finisce con l’aggravarsi, sfociando in tosse secca e a volte febbre, che richiede l’uso di Bentelan e/o antibiotici. Il pediatra dice che la situazione migliorerà con la crescita, ma mi chiedo: questa persistenza di disturbi può portare alla cronicità di una qualche patologia?
L’aggravarsi dei sintomi con le sudate dovute ad attività fisica, devono farla astenere da esse?
Ci sono delle terapie alternative per migliorare la situazione all’insorgere dei disturbi descritti?
Bisogna fare delle indagini più approfondite e se sì quali consiglia?
RingraziandoLa per la disponibilità, porgo cordiali saluti.
Anna

Non mi è facile rispondere alle tue domande senza conoscere la bambina e senza poter valutare la portata esatta del suo problema. Se la tosse prolungata di cui soffre attualmente può essere inquadrata con certezza tra le forme asmatiche o allergiche, la terapia per l’asma bronchiale varia molto a secondo dei casi e si avvale attualmente di farmaci efficaci di ultima generazione somministrati prevalentemente sotto forma di spray nasali o erogati con distanziatore, attivi spesso per 24 ore costituiti da nuove molecole, sempre comunque derivanti dal cortisone o dagli antistaminici.

È, prima di tutto, necessario stabilire l’episodicità e la frequenza dei ripetuti episodi di tosse e flogosi bronchiale, oltre a distinguere tra flogosi bronchiale di natura allergica o infettiva con componente broncospastica. Se si è in presenza di episodi acuti anche se prolungati, ma con intervalli tra un episodio e l’altro di totale benessere, senza presenza di una forma cronica o sub clinica di asma o broncospasmo (la distinzione tra le due forme è ormai considerata aleatoria), la terapia sarà occasionale, diretta a neutralizzare l’episodio acuto, ma senza la necessità di una terapia continuativa a scopo preventivo del ripetersi degli attacchi. Se, invece, tra un episodio e il successivo, la bambina manifestasse segni di asma cronico sub clinico con riduzione della funzione respiratoria (spirometria) e segni di infiammazione bronchiale cronica, sarebbe necessario intraprendere una terapia continuativa in associazione, magari, alla terapia specifica in caso di episodio acuto intercorrente.

Solo una accurata visita allergologica può stabilire questo. I farmaci antiasmatici di nuova generazione sono molti e molto efficaci. Sono sempre della famiglia dei glucocorticoidi e di quella degli antistaminici (gli antistaminici attuali sono più efficaci di quelli di vecchia generazione nei confronti degli episodi asmatici e non presentano effetti collaterali particolari). Tra gli antistaminici vi sono la desloratadina e la rupatadina e tra i cortisonici vi è il mometasone, il fluticasone, la ciclesonide e molti altri. Per l’asma da sforzo che insorge dopo attività fisica o per il solo fatto di respirare più affannosamente aria fredda quando si corre in ambiente esterno, è indicato anche il montelukast o altri farmaci compresi tra quelli menzionati prima da somministrare prima dell’attività sportiva che può, in questo modo, essere tranquillamente continuata senza particolari controindicazioni. L’asma e gli episodi di broncospasmo, come vedi, possono tranquillamente essere tenuti a bada egregiamente, però è bene che sia un allergologo a stabilire la terapia più idonea per la tua bimba e, se non l’hai mai fatto, è bene che venga effettuato un controllo allergologico oppure pneumologico perché, a lungo andare, gli episodi di asma trascurati o insufficientemente curati, possono ridurre la funzionalità respiratoria globale del soggetto.

Un caro saluto, Daniela