Anemia e cura per bambino di tre anni

Salve dottoressa,

sono mamma di un bambino di tre anni al quale, dalle analisi al sangue (mch 25,9 pg; mcv 74,5 fl; rdw 10,7% – polinucleati neutrofili 22,9%, linfociti 65,1% – il resto nello standard), è stata diagnosticata neutropenia, linfocitosi, microcitosi e ipocromia.

La nostra pediatra ha consigliato un soggiorno lungo in montagna, invece che una cura a base di ferro come io avevo immaginato.

Vorrei sapere, se possibile, cosa ne pensa lei e inoltre è vero che il bambino potrebbe essere portatore sano di anemia mediterranea anche senza avere dei genitori portatori?

Se può essere importante ai fini della sua risposta, noi viviamo in Sicilia e vicino al mare.

La ringrazio tanto

Fiorella


In un bimbo di tre anni, il valore medio di MCH, cioè della concentrazione emoglobinica, è circa 27 e si considera basso solo sotto 24. Il valore medio dell’MCV, cioè del volume dei globuli rossi, è 77,7 e si considera patologico solo sotto 71, mentre si può ragionevolmente pensare all’anemia mediterranea se tale valore non raggiunge nemmemo 70 e si attesta attorno a 64, 65 o anche meno.

Pertanto il tuo bimbo mi sembra che non abbia problemi di sorta e men che mai una anemia mediterranea. Essendo i suoi valori non altissimi, ma nei limiti inferiori della norma, per approfondire le indagini e valutare una eventuale carenza di ferro bisogna effettuare una sideremia, una transferrinemia, una ferritinermia e una saturazione della transferrina.

Nelle anemie da carenza di ferro la sideremia è, ovviamente, più bassa del normale, la transferrinemia è più alta del normale, la saturazione della transferrina è più bassa del normale e la ferritina è bassa.

Nella talassemia, invece, la sideremia è alta, la transferrinemia è bassa, la ferritina è alta. Senza queste ulteriori analisi, dunque,non è possibile giungere a nessuna diagnosi certa.

Per quanto riguarda i globuli bianchi, invece, basta una piccola infezione virale per fare aumentare i linfociti e diminuire i leucociti neutrofili, mentre il numero totale dei globuli bianchi può essere più alto ma anche più basso della norma e a tre anni di infezioni virali anche banali ve ne sono una marea, se si includono anche i raffreddori.

Quindi il mio consiglio è quello di effettuare, per scrupolo, anche le altre analisi a completamento dell’emocromo per prendere, poi, eventualmente provvedimenti, se necessario, con la prescrizione di una terapia marziale qualora si evidenziasse una relativa carenza di ferro oltre i limiti considerati normali per l’età.

Oltre alla terapia sostitutiva a base di ferro, bisognerebbe, poi, capire perché il bimbo ha questa carenza: periodo di forte crescita in altezza? infezioni ricorrenti? malattie croniche recidivanti? perdita di sangue da parte dell’intestino a causa di una allergia alle proteine del latte vaccino? altra patologia intestinale? malassorbimento? dieta carente di ferro? alimentazione incongrua o insufficiente?

Se tutto ciò è negativo e la carenza di ferro, ammesso che ci sia, è perfettamente compatibile con l’età, non resta altro da fare che aiutare il bimbo con una dieta corretta e con frequenti soggiorni in montagna, possibilmente alternandoli ad altrettanti soggiorni al mare affinché il cambio di altitudine stimoli il midollo a produrre globuli rossi, forse anche un po’ di più del semplice soggiorno anche lungo alla stessa altitudine.

Una carenza di ferro più importante, invece, dovrà essere trattata con la terapia marziale. Importante sarebbe anche la conta dei reticolociti per valutare la risposta midollare all’anemia carenziale e la costituzione dei genitori qualora vi fosse un genitore costituzionalmente anemico. Anche una anemia in gravidanza più importante della norma o una nascita prematura o a termine ma con peso molto basso per l’età gestazionale possono indurre un veloce esaurimento delle scorte di ferro accumulate durante la gestazione ed una precoce anemia carenziale.

Un caro saluto,

Daniela