Allergie e intolleranze, come muoversi?

Gentile dottoressa, buongiorno,

Le scrivo per avere alcune informazioni circa una eventuale intolleranza o allergia al latte della mia piccola di 16 mesi.

Complessivamente sta bene, ma ci sono un po’ di sintomi che credo siano legati tre loro e che mi impensieriscono:

Per diverse settimane ha fatto delle feci bianche, cosa che poi è un po’ migliorata da quando le ho tolto diversi alimenti (pomodori, legumi in scatola, latte, uova).

Ha un grande appetito, anche se poi pesa 10.400 (e dalle tabelle dei percentili si evince che è comunque al di sotto del 50°).

Ha una pancia davvero un po’ troppo prominente.

Ha sempre avuto, dalla nascita, eritemi, eczemi, pruriti vari.

Cosa ne pensa?

Andando a tentativi, mi sembra che togliendo il latte la situazione sia migliorata: attualmente le dò solo latte di capra, ho eliminato il parmigiano e gli yogurt; devo essere ancora più radicale (eliminando ad esempio tutti i prodotti che possano contenere il latte nella loro preparazione)

E se avessi sbagliato ad individuare l’alimento intollerato? E’ dannoso far mangiare degli alimenti non tollerati? Cosa provoca?

Devo farle fare delle analisi del sangue?

La ringrazio anticipatamente per la risposta

Cordiali saluti

Francesca

(PS: il vostro sito è davvero molto ben fatto, complimenti)


Cara Francesca,

le diete da eliminazione non precedute da analisi specifiche che potrebbero confermare o smentire definitivamente un dubbio di allergia ad un determinato alimento hanno senso solo in un numero ristretto di casi e solo se attuate con giusta causa. Con le ricerche allergologiche si possono individuare solo le vere allergie, quelle che scatenano reazioni evidenziabili nel sangue come aumento delle immunoglobuline E degli eosinofili, positività ai test PRIST e RAST ed eventualmente a test cutanei e così via. Quando si sospetta legittimamente una allergia alimentare si può anche tentare la dieta da eliminazione prima di eseguire accertamenti, soprattutto quando il bambino è molto piccolo e le analisi potrebbero dare esito negativo anche in presenza di allergia, però si deve fare una dieta concepita in modo razionale: si tenta, cioè, l’eliminazione del latte e derivati (latticini, formaggi e tutti gli alimenti che lo contengono), mantenendo tutti gli altri alimenti, per alcune settimane, osservando attentamente la scomparsa o meno della sintomatologia che si suppone derivante dall’allergia a quegli alimenti, poi si reintroduce l’alimento e si osserva la ricomparsa o meno dei sintomi precedenti. Se i sintomi non ricompaiono, vuol dire che non era allergia, se i sintomi ricompaiono è un elemento in più per parlare di allergia anche senza avere fatto analisi specifiche che vanno, a questo punto, eseguite per conferma visto che in caso di allergia vera l’alimento deve essere sospeso per un periodo molto lungo, se non definitivamente, cosa improponibile senza la certezza di dovere prendere questa decisione. Nel caso di sintomi più sfumati, quando non si sospetta allergia ma una semplice intolleranza, si procede inizialmente nello stesso modo, con la sospensione dell’alimento incriminato per alcune settimane, poi si reintroduce prima a dosi minime (nel caso del latte addirittura a cucchiaini in numero crescente giorno per giorno) poi sempre di più fino a capire la dose massima che il bambino tollera bene senza presentare sintomi particolari. Si procede in questo modo con tutti gli alimenti sospettati, eliminandone uno alla volta, però, altrimenti non si arriverà mai ad una conclusione definitiva. Nel caso della tua bimba, quindi, se dovessi decidere io, ricomincerei i tentativi da capo tenendola a dieta assolutamente libera e completa per un po’ e osservando la ricomparsa dei sintomi annotando scrupolosamente quali sono. In caso di ricomparsa farei le analisi allergologiche e aspetterei le risposte prima di impostare una dieta da eliminazione in modo empirico. Se le risposte dovessero essere negative e la bimba dovesse avere problemi evidenti di digestione, andrei con la dieta da eliminazione per un singolo alimento alla volta per almeno tre settimane e successiva reintroduzione dello stesso con gradualità. In ogni caso, allergia o meno, è importantissima una corretta igiene alimentare utilizzando cibi freschi, possibilmente biologici, anche se sul biologico ci sarebbe molto da dire purtroppo, e variando spesso sotto la guida di schemi preparati in modo razionale affinché di ogni alimento non ci sia una assunzione eccessiva. Vanno poi banditi il più possibile i fuori pasto, i cibi conservati, quelli troppo dolci e troppo grassi, perchè, a volte, è solo questione di "troppo" e non di un cibo piuttosto che di un altro. L’alimentazione, per i bambini come per gli adulti, non deve mai essere un noioso perditempo "casuale", ma un vero e proprio rito quotidiano con regole precise da assimilare come i credenti assimilano la bibbia o qualsiasi libro sacro: senza pedanteria ma semplicemente perché ci credono e si sentono bene se agiscono in un certo modo piuttosto che in un altro.

Considera poi che l’addome gonfio e prominente può anche dipendere da un torace ancora piccolo e poco sviluppato sia per l’età che per sua costituzione e da una particolare ipotonia dei muscoli della parete addominale, anch’essa dovuta alla costituzione (bisogna vedere a chi assomiglia e se uno dei genitori tende ad avere lo stesso problema). In tal caso non c’è altro da fare che rinforzare la muscolatura con sport, il migliore, fino a sei anni, è il nuoto. Non trascurare, inoltre, l’ipotesi di una intolleranza al glutine, che dovrebbe essere inserita tra le analisi da prescrivere.

Un caro saluto,

Daniela