Aig e prelievo sinoviale

 

Gentilissima Dottoressa,

 

alla mia bimba hanno diagnosticato l’ aig poliarticolare e se devo essere sincera mi hanno molto rassicurato sull’esito e sulla prognosi di questa patologia, dicendomi che nella maggior parte dei casi è remissiva dopo una cura adeguata. Dobbiamo fare un day hospital in cui faremo un prelievo del liquido sinoviale dalle due ginocchia con iniezione di soluzione mi pare di avere capito cortisonica. Volevo gentilmente chiederle se sarà una cosa dolorosa per la bambina e se dura molto come operazione. Inoltre dottoressa, cosa mi dice della prognosi di questa patologia? È vero che se ben curata non lascia conseguenze e il bambino può avere una remissione spontanea?

Grazie in anticipo

Manuela

 

 

 

L’artrite idiopatica giovanile è una patologia autoimmune che può esprimersi in svariatissime forme, come tu già ben saprai: monoarticolare, poliarticolare, sistemica ecc. La poliarticolare è il grado leggermente più alto e viene subito dopo la monoarticolare. La sua prognosi è sufficientemente buona anche se è più impegnativa della monoarticolare. Non è facile formulare nei primi tempi una prognosi, specie se non sono ancora passati almeno alcune settimane o mesi dall’inizio della sintomatologia. Si tratta di una reazione autoimmune che avviene quando in un soggetto predisposto vi è la concomitanza di almeno due fattori: uno estrinseco ( non sempre obbligatorio, cioè non sempre riconoscibile e riscontrabile) rappresentato di solito da una infezione, batterica o virale, ma anche da un trauma e l’altro intrinseco rappresentato da una particolare predisposizione genetica dell’organismo a sviluppare anticorpi inizialmente rivolti contro l’agente infettivo in questione (quando presente), poi rivolti, come fossero impazziti, contro alcune particolari strutture o apparati dell’organismo stesso, in modo particolare le guaine e le capsule articolari di alcune articolazioni.

 

Questa reazione, questa aggressione anticorpale, provoca uno stato infiammatorio prima acuto poi cronico degli organi colpiti con tutto il corredo sintomatologico dell’infiammazione stessa come dolore, gonfiore e impotenza funzionale.

 

I farmaci attualmente conosciuti sono prevalentemente dei farmaci antinfiammatori, cioè dei sintomatici: si inizia con l’acido acetil salicilico per poi ricorrere agli antinfiammatori non steroidei, poi, se non bastano, si arriva al cortisone e infine, se necessario, agli antimetaboliti. Attualmente sono in fase di avanzata sperimentazione altri nuovi farmaci promettenti.

 

Si chiama artrite idiopatica giovanile una artrite reumatoide di cui non si riesce a risalire all’origine, cioè al fattore esterno che ha scatenato il tutto, ma si sa che quando questo fattore esterno è rappresentato da un agente patogeno, di solito la prognosi è benigna anche se la patologia può anche essere lunga e caratterizzata da periodi di riacutizzazione alternati a periodi anche molto lunghi – si parla di anni – di completa o parziale remissione della sintomatologia.

Se il coinvolgimento articolare della bimba è limitato alle ginocchia, si può considerare una artrite idiopatica pauci articolare, cioè non monoarticolare ma nemmeno diffusa come la poliarticolare classica, dove sono coinvolte le articolazioni di quasi tutti i distretti corporei.

 

Per quanto riguarda la prognosi, come ho detto, non è facile formularla se non in linea di massima perché in ogni soggetto la malattia può avere un decorso a se stante. La mono o pauciarticolare, se non si generalizza, ha prognosi migliore della poliarticolare diffusa, la forma nella quale si può individuare con certezza la responsabilità di un agente esterno di tipo infettivo ha prognosi sicuramente migliore della forma nella quale si ha difficoltà a mettere in relazione la malattia con una pregressa infezione. Le forme che rispondono bene ai farmaci antinfiammatori non steroidei e nelle quali il cortisone può essere somministrato solo per infiltrazioni locali, come nel tuo caso, soffriranno senz’altro di meno o per nulla degli effetti collaterali della terapia cortisonica (osteoporosi, sindromi cushingoidi, deficit staturali, ecc.), però un esordio della malattia prima dei sei anni è indice di una malattia piuttosto impegnativa anche se pauciarticolare.

 

Alcune situazioni ematologiche correlate con la malattia, come anemia, o ortopediche legate all’infiammazione articolare prolungata o cronica sono ben controllabili con la terapia (sia medica che fisioterapica) ma non sono sempre prevedibili ad inizio malattia così come non è sempre prevedibile, anche se conosciuta, la complicazione oculare come l’iridociclite o la uveite.

 

Nonostante ciò, bisogna sottolineare che i farmaci attualmente conosciuti sono più di uno e hanno buona efficacia: soprattutto, iniziando con i meno impegnativi, qualora non fossero efficaci si possono sostituire con altri di maggiore efficacia e le possibilità terapeutiche non mancano. Pertanto mi sento di rassicurarti, in parte sulla possibilità di guarigione totale e in parte sulla quasi certezza che con l’impostazione di una corretta terapia, i sintomi saranno egregiamente tenuti a bada e le temute complicazioni, molto probabilmente, sventate.

 

Però il quadro si potrà chiarire solo con il passare del tempo. Per quanto riguarda l’artrocentesi: tecnicamente si pratica una puntura con ago sottile prima nel tessuto sottocutaneo superficiale poi, gradatamente, sempre più in profondità in una zona limitrofa alla rotula, di solito sul bordo superiore un po lateralmente, con un anestetico locale poi si procede all’artrocentesi che consiste in un’altra puntura ma con un ago più grosso e più lungo che deve arrivare fin oltre la capsula articolare. A quel punto si aspira un po del liquido articolare, sia, a volte, per analizzarlo in laboratorio, sia per ridurre la tensione intraarticolare quando vi è un versamento e ridurre così anche il dolore e, cambiando siringa ma sempre tramite lo stesso ago, si inietta la sostanza o il farmaco che si desidera iniettare, nel caso della tua bimba il cortisone, il quale di solito procura un sollievo quasi immediato del dolore.

 

L’operazione è semplice e negli adulti, addirittura, potrebbe essere praticata dal medico di base, qualora avesse un minimo di pratica, ma in un bambino è necessario possedere una precisa manualità e avere esperienza. Comunque, data l’anestesia locale, la seconda fase, con l’ago più grosso, è indolore. Penso che ti sarai già sufficientemente informata ma qualora desiderassi ulteriori informazioni sull’artrite idiopatica giovanile puoi farmelo sapere.

 

Un caro saluto, Daniela