Aggiornamento del “perché non dorme?”


Buonasera dottoressa,

Le avevo scritto qualche giorno fa in merito ai risvegli del mio bimbo di nove mesi e mezzo e lei giustamente mi aveva chiesto delle informazioni fondamentali che io non avevo fornito.

La gravidanza, la prima per me, è stata serena e gioiosa fino all’inizio del nono mese quando sono stata ricoverata per pressione alta e da allora fino al momento del parto, avvenuto alla 41ma settimana, è stato un susseguirsi di controlli, monitoraggi ed esami. Il parto è stato terribile. Ho avuto 23 ore di contrazioni ogni 5 minuti, ma essendo contrazioni poco efficaci non mi dilatavo. Alla fine mi hanno indotto il parto ma il bimbo si è incanalato male, quindi mi hanno dato diverse spinte sulla pancia (non so come si chiamino in termini tecnici) e alla fine, con la ventosa, è uscito. Il peso alla nascita era di 3,8 kg, altezza 50 cm, circonferenza cranica 35,5.

Per quanto riguarda il mio rapporto con lui, credo di essere abbastanza serena nonostante le notti insonni. Non ho mai avuto scatti di nervosismo o crisi di pianto davanti al bambino anche se la stanchezza si fa sentire. L’ambiente familiare è tranquillo, giochiamo spesso insieme, usciamo ogni giorno a fare passeggiate e anche mio marito è molto presente. I risvegli frequenti sono iniziati a sei mesi esatti (anche se come le dicevo non ha mai dormito molto) ed era un momento particolarmente tranquillo anche perché eravamo in vacanza. Non ho notato grandi cambiamenti da quando sono tornata al lavoro due settimane fa, a parte nel pisolino pomeridiano che si è ridotto di un’ora (prima ero io a farlo dormire e spesso stavo con lui nel lettone a riposare). Al momento lo curano i miei genitori con cui il bambino ha un ottimo rapporto. Non credo quindi che i risvegli siano da imputare ad una causa psicologica.

Per quanto  riguarda le cause organiche ho notato, soprattutto da un paio di mesi a questa parte, che non ha un grande appetito ed è sempre piuttosto pallido. Ho iniziato lo svezzamento a 6 mesi e fino a quel momento si è nutrito esclusivamente con latte materno. Fino ai sette mesi e mezzo non ho introdotto la pappa serale perché non mi sembrava avesse accettato ancora quella di mezzogiorno. La sua alimentazione al momento è la seguente: colazione con latte materno, frutta a metà mattina, pappa con 180-200 ml di brodo, verdura e 2 cucchiai di creme varie alternate più un omogeneizzato (ma non la finisce mai), merenda con frutta, cena con 200 ml di brodo e due cucchiai di pastina con verdura. Poi inizia l’epopea notturna in cui le poppate si sprecano. È l’unico modo per calmarlo e mi rendo conto che non sia corretto attaccarlo continuamente ma il pianto è inconsolabile in qualunque altro modo. Non è un colosso. A sette mesi pesava 7,850, a otto mesi e mezzo 8,300 e ora che ne ha nove e mezzo pesa poco meno di 9 chili. L’altezza al momento è di circa 75 cm, negli ultimi due mesi e mezzo è cresciuto di 4-5 cm circa.

Da una settimana ho eliminato i latticini dalla mia alimentazione e la situazione è leggermente migliorata. I risvegli si sono stabilizzati a sei, contro gli otto-dieci di una settimana fa, ma non dorme per più di 2 ore e mezza di fila. Il sospetto del reflusso mi è venuto perché ha avuto qualche episodio di vomito ultimamente (anche questa sera) e perché ha delle evidenti difficoltà digestive (dopo aver fatto degli esperimenti ho deciso di non dargli più la frutta dopo i pasti perché era particolarmente irritabile, come se gli creasse pesantezza). Mio marito ha lo stomaco molto piccolo e ha risolto i problemi digestivi facendo tanti pasti leggeri. Ho il sospetto che anche per mio figlio valga la stessa regola. Dopo aver letto la sua risposta ho eliminato i latticini anche al bambino ma sono passati solo tre giorni, quindi forse un po’ poco per notare dei miglioramenti. Quello che può farmi pensare a un’intolleranza è che presenta praticamente fin dal primo mese alcune screpolature sulla pelle, soprattutto sulle gambe. La pediatra mi ha detto che sono dei piccoli eczemi ma non ha dato importanza alla cosa. Il fatto che li abbia da molto prima dello svezzamento mi fa pensare che, se dovesse trattarsi di intolleranza, forse è solo mia, non sua.

Per quanto riguarda i risvegli ho notato che appena apre gli occhi si alza immediatamente in piedi, reggendosi alle sbarre del lettino o alla testata del lettone a seconda di dove dorme, come se non vedesse l’ora di mostrare questa sua nuova grande conquista. È un bambino molto attivo, non sta mai fermo nemmeno per un secondo ed è solare fino al tardo pomeriggio quando inizia a cedere per la stanchezza, diventa irritabile e nervoso e spesso ha crisi di pianto.

La dentizione sicuramente è dolorosa. Al momento ha quattro dentini e per gli incisivi superiori ha avuto perdite di sangue per qualche giorno. Se gli tocco le gengive urla, ma non so se i risvegli sono imputabili soltanto a questa causa.

Mi scusi se sono stata troppo prolissa ma volevo offrirle tutti gli elementi necessari. Anche se i risvegli sono diminuiti, mi preoccupa il fatto che non riesca a dormire più di due ore e mezza di fila. Mi preoccupa anche l’associazione tra sonno e allattamento, ma non so davvero come calmarlo quando si sveglia urlando.

Grazie mille per l’aiuto che mi ha offerto con i suoi consigli. Nessuno aveva mai dato così importanza a questo problema perché sembra naturale che quando si ha un bambino piccolo si è destinati a non dormire. Anch’io da piccola non dormivo, quindi forse c’è una certa famigliarità, ma credo sia importante scartare le cause organiche prima di rassegnarsi.

Un caro saluto

Letizia


 

Da quanto credo di capire dopo le tue precisazioni, il problema dei risvegli frequenti può allora risiedere, oltre che in una base costituzionale – visto che anche tu ti comportavi così all’età del piccolo – in un momento di transitoria insicurezza dovuta al tuo allontanamento proprio in un periodo delicato come quello che i bambini vivono a 8-10 mesi quando a un loro iniziale fisiologico distacco, prima per lo svezzamento poi per l’inizio della deambulazione, si sommano un allontanamento materno per problemi lavorativi, la presenza accanto al bimbo di figure diverse dalla mamma anche se da lui conosciute e amorevoli e l’effettivo disagio dell’eruzione dei denti. Di notte i bambini tendono a dormire stringendo le mascelle, soprattutto se un po’ ansiosi di base e le fitte alle gengive si accentuano.

Il parto difficile può senz’altro aver influito sul suo bisogno di essere consolato e rassicurato e il fatto che prenda ancora il latte materno rende per lui difficile superare la simbiosi con te e accettare serenamente il distacco. La tendenza all’atopia con eczemi cutanei può suggerire una intolleranza al latte vaccino ma non lo assume ancora e non credo sia determinante per capire i risvegli. La crescita è buona quindi non dovrebbe piangere per fame ma chissà che non sia buona solo a costo di succhiare molto spesso il seno, cioè chissà se il tuo latte inizia a scarseggiare?

Dovresti osservare il comportamento del bimbo in un periodo in cui tu stai di nuovo sempre con lui, prendendo magari alcuni giorni di permesso dal lavoro: se si calma in modo sensibile, la diagnosi è presto fatta, altrimenti, se non cambia nulla, il Nopron per alcune settimane può contribuire ad alleggerire la situazione. Se il pallore è decisamente evidente puoi controllare emocromo e sideremia: una carenza di ferro è quasi fisiologica a questa età, ma quando è un po eccessiva va curata perché può essa stessa dare irritabilità.

Un caro saluto,

Daniela

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