Ad un mese di vita ha cambiato ritmi e abitudini

Buongiorno,

Le scrivo perchè ho 1 bimba di 20 giorni, fino a qualche giorno fa dormina nella carrozzina sia di giorno che di notte, mangiava non regolarmente(a volte ogni 1,5 ore a volte ogni 3…cmq è sempre cresciuta) e tutto procedeva bene. Da un giorno all’altro, ovvero dal suo sedicesimo giorno vuole stare sempre ed unicamente in braccio, mangia sempre e comunque, ma non ne vuole sapere di stare in carrozina.

Gli orari sono sempre più sballati perchè dormemeno (per il mangiare mangia a volte più a volte meno, ma mangia e fino ad ora e sempre cresciuta). Gli unici 2 cambiamenti sono stati: mio marito che mi è stato vicino giornalmente i primi 15 gg ha ripreso a lavorare ed il tempo, ovvero dai 24 gradi di una primavera che semprava "sbocciasse" la perturbazione attuale ha portato un calo delle temperature  e brutto tempo

Sono preoccupata, sia perchè dorme meno con orari stranissimi esolo se in braccio (di più il mattino e molto meno la sera)

Devo specificare che non è che strilla e fa pianti disperati, ovvero dopo un po’ che tento di appoggiarla alla carrozzina, lei prima mugola e poi piange per essere tirata su e poi quando è in braccio e spesso con il seno in bocca è tranquilla eserena.

Non so a cosa assocciare questo cambiamento, magari non c’entrano le 2 varianti di cui sopra, ma è il mio latte? (io l’allatto al seno).

In cosa sbaglio? Mi aiuti la prego.

Quando si avvicina il primo mese di vita un bambino può modificare le sue abitudini giornaliere per molti motivi e non è raro che questo succeda.

Può capitare, per esempio, che la madre abbia un transitorio calo di produzione di latte per motivi ormonali – una certa ciclicità nella produzione di ormoni ipofisari si mantiene anche durante l’allattamento e può provocare, ogni 20, 30 gg, un transitorio calo di latte nei giorni in cui sarebbero comparse le mestruazioni della durata di tre o quattro giorni circa, dopo 3, 4 settimane dalla nascita possono comparire le prime coliche gassose che, quando sono destinate a manifestarsi, non arrivano mai subito dopo la nascita ma quando la quantità di latte assunta dal lattante comincia ad essere più abbondante, a volte iniziano i primi sintomi di reflusso gastro esofageo, a volte la mamma comincia ad accusare i sintomi di una forte stanchezza e stress di adattamento alla sua nuova situazione, spesso così totalmente presa dal bimbo e dall’allattamento da annullarsi per lui senza dare più spazio alcuno alle sue esigenze di riposo e il piccolo può recepire questo stato depressivo materno, ecc., ecc.

Bisogna quindi disporsi con il giusto stato d’animo e valutare la situazione con calma e lucidità, magari facendosi aiutare da una figura esterna come il pediatra, l’ostetrica, una esperta di allattamento, la propria mamma e via discorrendo.

In certi momenti è difficile valutare le situazioni da sola perché l’eccessivo coinvolgimento unitoalla stanchezza non permettono una visione sempre lucida dei piccoli problemi che inevitabilmente un lattantino pone. Se potesse parlare sarebbe molto più facile, ma bisogna accontentarsi del suo pianto e delle sue smorfiettee imparare a decodificarle.

Io direi che, fermo restando l’allattamento libero a richiesta, se, dopo alcuni giorni di doppia pesata, diciamo, a poppatealterne, per valutare la quantità di latte che la bimba assume di volta in volta – abitudine da togliersi velocemente anche prima della fine del primo mese per non diventare inutilmente nevrotici e ansiosi – l’orario delle poppate andrebbe un po definito. Parlo di orario e non di numero di poppate che possono essere sei come sette, otto o dieci.

Un orario un po’ definito serve per dare un ritmo alla giornata e permettere di inserire altre attività come la passeggiata, prima solo mattutina poi, dopo alcune settimane, all’arrivo della bella stagione, anche pomeridiana, il bagnetto, fattopossibilmente tutti i giorni alla stessa ora prima di una poppata, l’ora del gioco assieme alla mamma e al papà o quant’altro.

Tutte queste attività, quando si svolgono sempre alla stessa ora con una durata più o meno sempre uguale danno indirettamente un ritmo alle poppate e al sonno di un lattante che non starà, quindi, sempre a pensare ad attaccarsi al seno oppure non si concentrerà soltanto sui suoi piccoli fastidi interni come doloretti di pancia e così via…

Pertanto, dare stimoli sempre diversi e sempre unovi ad un piccolo, indirettamente, regola il desiderio di alimentarsi senza che la mamma dia direttamente un orario regolare alle poppate e faccia per questo piangere o attendere troppo il bimbo quando desidera attaccarsi al seno. Oltre aciò, la pesata, per ora, settimanale, ma dalla fine del primo mese in poi quindicinale se non addirittura, meglio, mensile, ti daranno l’idea della buona crescita della bimba e ti dovrebbero tranquillizzare sulla tua capacità di produrre latte a sufficienza, sempre con le fisiologiche piccole differenze che ci possono essere tra un giorno e l’altro.

Detto ciò, anche la tuavita deve diventare piuttosto regolata: anche tu devi mangiare bene e bere asufficienza, anche tu hai diritto alle tue ore di riposo, che, anche se non saranno più quando le vorrai tu, dovranno per lo meno essere com’plessivamente nell’arco delle 24 ore quelle idonee a riprendere le energie spese, cioè almeno otto, anche se non consecutive.

Per fare questo bisogna che tu ti adegui ai ritmi della piccola e cerchi di dormire quando dorme lei, facendoti aiutare da qualcuno che badi alla piccola dopo alcune poppate in modo che tu ti possa rilassare adeguatamente per almeno due o tre ore senza il pensiero fisso della poppata altrimenti a piccola muore di fame! Questo aiuto deve essere adeguato ale tue esigenze che non possono essere del tutto annullate, quindi dovrai essere tu a stabilire in quali ore del giorno averlo e per quanto tempo.

È vero che i cambiamenti climatici possono influire sull’umore giornaliero di una persona e questo anche se si tratta di un piccolissimo lattante, però è bene dare a essi il giusto peso e non di più.

Se la piccola dimostra di avere molto bisogno di contatto fisico, procurati un marsupio o una fascia dove poterla contenere ma continua a svolgere le attività che più desideri, cioè esci, cammina, passeggia, distraiti soprattutto portando sempre la tua bimba con te a meno che tu non vada in luoghi affollati o saturi di fumo, quindi insalubri.

Gestisci questa tua maternità serenamente e allegramente e non con pesantezza ed esagerato senso del dovere. Sii te stessa, insomma, senza farti condizionare da troppi consigli o pareri.Vedrai che in questo modo anche la bimba si comporterà in modo più sereno in quanto il suo stato d’animo rispecchia il tuo e anche tu diventerai più intuitiva e più capace di capire le esigenze dewlla tua bimba senza preoccupazioniinutili.

Se hai tempo e modo, prova ad iscriverti ad un corso di massaggio infantile, un modo per confrontarsi con altre mamme che stanno vivendola tua stessa esperienza e, perché no?, iscriviti alla leche leaghe, per confrontarti con altre mamme esperte sull’allattamento senza che vi siano per forzafigure professionali mediche.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.