Acetone: come si riconosce?

 

Buongiorno Dottoressa,

per cortesia potrebbe dirmi come si può riconoscere quando un bimbo soffre di acetone? Ci sono dei sintomi particolari o delle situazioni che possono provocarlo?

Mi scuso per la banalità della domanda, ma non so dove argomentarmi in merito se non dai Suoi preziosi consigli.

Grazie Roberta.

I corpi chetonici, comunemente chiamati acetone, sono delle sostanze che derivano dal metabolismo dei grassi e che l’organismo produce quando ha necessità di energia e non la può reperire dagli zuccheri presenti nell’organismo, che sono i fornitori di energia pronta e si metabolizzano velocemente. In questi casi, piuttosto che metabolizzare le proteine, che sono sostanze ancora più lente da metabolizzare e dalle quali si ricava energia con ancora maggior difficoltà, vengono chiamati in causa i grassi, dai quali si ricava energia dopo averli opportunamente scissi e metabolizzati.

I prodotti del loro metabolismo vengono eliminati prevalentemente con le urine ed hanno la caratteristica di essere volatili e di odore caratteristico di frutta marcia o qualcosa di simile all’acetone o ai solventi per vernici. La loro volatilità permette loro di essere eliminati anche attraverso l’aria espirata dai polmoni. Pertanto, quando un soggetto (solitamente un bambino) ha una forte concentrazione di corpi chetonici lo si può capire dall’odore caratteristico del suo alito, in parte riconoscibile anche nelle urine e dal dosaggio dei corpi chetonici praticato su un campione di urine oltre che da altri sintomi come il vomito che non sono, però, specifici delle crisi acetonemiche.

Gli zuccheri dell’organismo disponibili per essere utilizzati per tutti i processi vitali e per produrre energia in ogni situazione non si reperiscono soltanto dagli zuccheri ingeriti, ma anche dai depositi di glicogeno dei muscoli. Un bambino può essere soggetto a crisi acetonemiche quando il suo metabolismo, cioè le sue richieste energetiche, per un motivo qualsiasi, sono aumentate rispetto alla norma oppure quando la introduzione di zuccheri con l’alimentazione non è adeguata oppure quando le sue riserve di glicogeno sono scarse.

Possono essere aumentate le esigenze di energia pronta reperita dagli zuccheri in caso di attività fisica impegnativa o di aumento del metabolismo a causa della febbre e possono non essere sufficientemente reperite nell’organismo a causa di una scarsa alimentazione o del digiuno, molto frequente nei bambini malati che hanno febbre, oppure a causa di una alimentazione incongrua che privilegia i grassi e le proteine al posto degli zuccheri, oppure quando il bambino è molto magro e non ha ancora delle masse muscolari sufficientemente sviluppate, cioè non ha sufficienti depositi di glicogeno.

Spesso anche in un periodo di forte crescita in altezza il bambino, che facilmente dimagrisce, può essere soggetto a crisi acetonemiche. Anche un forte stress o una forte emozione possono provocare nei bambini una crisi acetonemica.

I sintomi sono prevalentemente legati ad uno stato tossico che i corpi chetonici in eccesso producono perciò, un bambino con una chetonemia elevata presenta malessere generale, mal di testa, vomito spesso ripetuto e incoercibile, sintomi di disidratazione, lingua patinosa e anche dolori addominali.

La terapia è esclusivamente dietetica e consiste nell’apporto di zuccheri, prima semplici come zucchero, miele o frutta, poi complessi a più lento assorbimento come pasta, riso, pane e cereali in genere assieme ad abbondanti liquidi e nella esclusione prima totale poi quasi totale dei cibi ad alto contenuto in grassi, specie di origine animale, cioè nella esclusione di latte e derivati fritti, insaccati, cioccolata ad alto contenuto di grassi e così via.

 La dieta va proseguita in modo stretto fino alla scomparsa dei corpi chetonici nelle urine ma se un bambino è soggetto a crisi acetonemiche, vuoi perché magro, vuoi perché nella fascia di età maggiormente a rischio che esse si verifichino, come dai due ai sette, otto anni, vuoi perché il suo metabolismo è ancora instabile, l’alimentazione di base deve essere sempre controllata e ricca di cereali complessi tanto quanto povera di grassi.

Un caro saluto, Daniela