Ritardo psicomotorio


 
Salve, 

sono mamma di una bimba di due anni affetta da ritardo psicomotorio. La bimba segue un programma di neuro-psicomotricità cinque giorni a settimana dall’età di nove mesi. Tutti gli esami (neurologici e genetici) effettuati fino ad oggi sono risultati negativi. La bimba presenta difficoltà motorie (non gattona, non si regge in piedi, non cammina) e cognitive (età mentale 10 mesi). Lalla, ma non dice paroline. È un caso senza diagnosi!
Mi chiedo se non sia opportuno di iniziare un percorso di logopedia specifico.

Mi spiego. Il NPI mi dice che la bimba nel fare psicomotricità è stimolata anche per l’aspetto linguistico. 
Ma è così che funziona? 
Il logopedista non dovrebbe lavorare esclusivamente sull’aspetto linguistico? 
Mi si dice anche che la bambina ha un livello di comprensione tale che non le consentirebbe di seguire un programma specifico di logopedia.
Mi chiedo se abbiano ragione o se si sta perdendo tempo prezioso. E, in quest’ultimo caso, cosa posso fare perché cambino i programmi? 
Mi chiedo, inoltre, se la lallazione sia un’anticipazione della parola: mia figlia parlerà un domani? Posso sperare in questo miracolo?

Grazie in anticipo.

Mamma72
 
 
Buongiorno,
non posso fare nessuna prognosi rispetto all’evoluzione linguistica della bambina, non conosco la bambina, non conosco il caso e, soprattutto, una diagnosi aiuterebbe molto, in modo da comparare l’evoluzione di vostra figlia a quella di altri casi analoghi.
Tengo a precisare che la logopedia è una cosa e la neuropsicomotricità è un’altra. Tutte e due le discipline possono andare a stimolare gli aspetti cognitivi del linguaggio, ma la logopedia è più tecnica, si occupa anche della stimolazione muscolare della bocca, della lingua e, non da ultimo, dell’impostazione della voce e dell’educazione all’ascolto della stessa. La logopedia aiuta ad usare il linguaggio per comunicare e insegna che ad un determinato suono corrisponde una conseguenza, che la voce serve per giocare, per chiedere, per arrabbiarsi, per esprimere bisogni in generale.
Non posso dire che sta perdendo del tempo prezioso, sicuramente il NPI che ha in carico il caso di sua figlia sarà competente e se le ha proposto questo tipo di trattamento l’avrà fatto con cognizione di causa. Ciò non toglie che la figlia è vostra e potete anche decidere di intraprendere un percorso alternativo. Attenzione: un percorso non esclude l’altro, potete chiaramente dire al medico che volete provare per un breve periodo a fare sia logopedia che psicomotricità, non per questo dovrete essere biasimati! Anch’io sono mamma e so che cosa significa avere un figlio con dei problemi, vorremmo sempre il meglio e sempre di più, e nonostante ciò ci sembra che non basti mai. Come ho detto già prima, l’ultima parola spetta a voi.
In bocca al lupo e un bacio alla vostra piccola.
Silvia Cerri.
Ritardo psicomotorio
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