noimamme approssimative...

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lenina
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Messaggio da lenina »

Solange ha scritto:Beh, ma randagio a tutti costi è diverso dall'esserlo di natura. Cioè, non è che ci impegniamo ad essere "randagi", lo siamo e basta.
Al massimo ci si impegna a limitarsi un po'. :mumble:


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sinanna
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Messaggio da sinanna »

da quello che leggo però mi viene da dire che c è una bella differenza tra l'essere rigide e metodiche e l'essere approssimative.
Volgio dire, con un bambino piccolo non cambia granchè mangiare alle 12 o alle 12.30.
Cosi come non succede nulla se si mangia la bucci adel mandarino.
Ma se mi chiedi cosa mangia mia figlia apranzo, che mangia all'asilo, io te lo so dire, perch`
biaffy72

Messaggio da biaffy72 »

lenina ha scritto:Una riflessione nata con Silvi quando ero a Roma.

Ci sono persone che vivono in modo approssimativo, non sanno mai bene cosa mangeranno a cena e a volte neanche dove, e riescono pure a cambiare idea all'ultimo minuto.

La casa la tengono in piedi questo è quanto, e sui programmi a lungo o breve termine boh...si fanno giusto per cambiarli.

Persone così diventano per forza di cose, per quanto cerchino di essere organizzate mamme approssimative.

Cosa mangia di solito mio figlio a cena? Non saprei quel che capita.
E ha merenda? Boh a volte mi dimentico di dargliela se no dipende da dove siamo e da cosa c'è a disposizione.

E il bagnetto? Quante volte a settimana? Non saprei quando è sporco, quando mi viene in mente.

...........

Giusto per fare qualche esempio.

Ecco sì sono una mamma approssimativa, non ho idea di quanto mangia mio figlio, e se decide di assaggiare un mandarino con la buccia lo lascio pure fare (vero Silvi :cisssss: ?)
Se quello che sta mangiando cade ci si soffia sopra e fine (dipende pure da dove siamo e dove è caduto non sono così tanto approssimativa).

Non saprei dire quali sono gli orari di mio figlio, da più di 7 mesi non lo pesavo (è stato pesato ieri giusto perchè c'era il bilancio dei 2 anni).

Non saprei neanche dire quanto dorme mio figlio dorme quando ha sonno.

La mia vita è priva di routine e di conseguenza anche quella di mio figlio.

Ma ce la caviamo comunque. :cisssss:
grazie lenina mi hai tirata su di morale,non sono sola :cisssss:
però fino ad un certo punto del tuo raccontare mi sono sentita un pochino male,come presa in castagna ,sembrava un'accusa ,e siccome del tuo modo d essere mamma se posso ne prendo spunto mi sono sentita un po male :cry:
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sinanna
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Messaggio da sinanna »

da quello che leggo però mi viene da dire che c è una bella differenza tra l'essere rigide e metodiche e l'essere approssimative.
Volgio dire, con un bambino piccolo non cambia granchè mangiare alle 12 o alle 12.30.
Cosi come non succede nulla se si mangia la bucci adel mandarino.
Ma se mi chiedi cosa mangia mia figlia apranzo, che mangia all'asilo, io te lo so dire, perchè sull'alimentazione per esempio sono attenta e s eja mangiato uova a pranzo non voglio ridargleiel la sera.

Per fare un esempio.
Sul sonno...io non sono rigida neanche sull'ora a cui va a dormire, ma questo non vuol dire esswerer approssimativi secono me, solo lascair liberi`
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caterina
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Messaggio da caterina »

Comunque dipende anche dal figlio.
Io ero una cazzeggiatrice, adesso non posso esserlo.
Mia figlia alle 20.30 comincia ad urlare.
Non si strofina gli occhi, non piange un pò, non si lamenta.
Lei URLA.
Quindi non possiamo andare a cena ad orari assurdi, non possiamo fare certe cose che facevamo prima.
Non le ho dato io questo modo di fare...è tutto suo.
Quindi non potrei proprio, se anche volessi, approssimare in questo.
Giovedi avrei una cena di compleanno.
Io non posso, non posso farglielo, e non posso farlo a me stessa.
Devo stare a casa e farla dormire...
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Solange
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Messaggio da Solange »

Simo* ha scritto:Comunque aldila' del discorso del sonno, io non ci vedo assolutamente nulla di male a dare delle abitudini ai propri figli, secondo me non e' un discorso di rigidita' mentale o conformismo, ma un modo anche per dargli serenita' e sicurezza, sanno che alle 16 c'e' la merenda e sono felici di questo piccolo appuntamento, sanno che la cena e' alle 7 e subito dopo ci sara' quel cartone animato su quel canale e quando il pendolo batte le 8 (contano loro) e' ora di andare in camera dove c'e' il solito libro ad aspettarli e la solita preghiera da recitare. Io sono una persona anticonformista per natura, pero' questi rituali quotidiani da condividere con loro mi piacciono perche' oltre a far bene a me sento e vedo che fanno bene anche a loro

io posso dimenticarmi di lavarmi i denti o fare la merenda ma per loro e' importante e mi sforzo di non mancare su queste cose
Sicuramente quando arrivano all'età scolare viene quasi spontaneo dare degli orari per scandire la giornata.

Però io non convinta che darli sia veramente necessario. Ogni famiglia deve trovare il suo modo preferito di vivere le proprie giornate.

Sicuramente Sveva è una di quella cui va bene tutto, le va bene dormire nel letto se siamo a casa, in fascia, in macchina, nel passeggino o in braccio se siamo in giro. Io non esco sempre allo stesso orario, certi giorni esco solo al mattino, altri sia al mattino che al pomeriggio, spesso con la fascia, a volte con il passeggino, il venerdì andiamo sempre al gruppo mamma bambini e si prende il treno e così via, a volte siamo dai miei, altra da amici, a volte a casa.

già da piccolissima non ha mai avuto gli stessi orari, la vedo tranquilla così, se la sera va a dormire più tardi recupera al mattino, se al mattino non dorme dorme di più il pomeriggio, se non fa pranzo a mezzogiorno lo fa all'una e mezza anche perchè lei vuol mangiare con me, se siamo in giro le dò solo tetta o assaggini miei.

cioè, se si vuole va bene dare una routine ma non la vedo indispensabile ecco, almeno per ora e io proprio non ce la farei perchè darle da mangiare sempre alla stessa ora, per esempio, vorrebbe dire rinunciare ad uscire al mattino perchè lei dovrebbe dormire prima di pranzo altrimenti se ha sonno non mangia e io preferisco stare fuori che in casa e godere del sole quando c'è senza l'ansia del pranzo da preparare.
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lenina
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Messaggio da lenina »

caterina ha scritto:Comunque dipende anche dal figlio.
Io ero una cazzeggiatrice, adesso non posso esserlo.
Mia figlia alle 20.30 comincia ad urlare.
Non si strofina gli occhi, non piange un pò, non si lamenta.
Lei URLA.
Quindi non possiamo andare a cena ad orari assurdi, non possiamo fare certe cose che facevamo prima.
Non le ho dato io questo modo di fare...è tutto suo.
Quindi non potrei proprio, se anche volessi, approssimare in questo.
Giovedi avrei una cena di compleanno.
Io non posso, non posso farglielo, e non posso farlo a me stessa.
Devo stare a casa e farla dormire...
anche questo è essere un po' approssimative Cate.

Per me essere approssimativa non è solo non far caso a orari o simili.

Ma proprio adattarmi a quello che trovo sulla mia strada.

Ho un bimbo che dorme ovunque e mi comporto di conseguenza, se avessi un bimbo che dorme solo in un certo moto di comporterei in modo diverso.

Io mi adagio nelle situazioni anche se sono temporanee se sto una settimana in albergo ma anche 3 giorni per me quel luogo è la mia casa, ma 2 giorni dopo mi adatterò allo stesso modo a un luogo diverso.
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Artemis
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Messaggio da Artemis »

assolutamente approssimativa
sono quasi da ricovero
i miei amici sanno che spesso, quando si è organizzato qualcosa, cambio idea all'ultimo
faccio e vivo le cose sul momento
con Viola lo sono abbastanza: bagnetto quando capita, uscite solo se c'è il sole e siamo di buon umore, magari ho detto che andrò da mamma e invece all'ultimo cambio idea
sono tremenda
del resto quando lavoro sono tutto il contrario
ho la responsabilità di 50 persone che si svegliano, mangiano, vanno in bagno e fanno tutto tutto quello che decido e programmo IO, quindi devo stare attentissima, mai rimangiarmi la parola, programmare tutto con precisione cercando di assecondare i loro desideri e le loro necessità. E non è per niente facile.

L'unica cosa sulla quale tento di essere precisa per Viola è l'ora della nanna la sera. Già verso le otto siamo in modalità nanna e per le nove-nove e mezza (al massimo eh!) deve essere crollata o nel lettino o nel lettone con me.
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