sono una donna...

Moda, tendenze e bellezza
E.L.I.S.A
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sono una donna...

Messaggio da E.L.I.S.A »

non sò dove metterlo 'sto post.
non nel mamme si diventa
non nella depressione post partum (perchè di "post" qui c'è veramente poco)
qui si parla di moda, bellezza, però uno dei punti fondamentali del mio pensiero attuale è questo: non sono solo una mamma, sono una DONNA...

Ho un figlio a dir poco meraviglioso, non fà una storia nè per mangiare, nè per dormire (e qui già qualcuna mi tirerà le sassate), è solare, intelligente e soprattutto sano...
Ho un marito che adora me e il nostro bambino. é molto assente per lavoro (lavora in proprio e i suoi orari sono dalle 8 di mattina alle 8 di sera, il che vuol dire che mediamente è a casa poco prima delle 9 e alle volte se flavio si addormenta prima nemmeno lo vede) e a me spesso pesa essere "sola" nella gestione della vita e dei problemi quotidiani e non poter contare sulla sua presenza...
Ho dei genitori stupendi, mia madre che mi è sempre vicina e mi aiuta nella gestione del piccolo, così abbiamo sostituito la baby sitter con l'asilo e al pomeriggio ci pensa lei e, visto che c'è già un bel mutuo da pagare, non è poco...in più ogni tanto cucina per tutti e mi solleva anche da quell'impiccio.

Solo che...
non ho un attimo della giornata che sia mio: come dice l'intro sull'homepage del sito, sto maturando tempi biblici per una cagata solo per star sola 5 minuti...mio marito lavora tanto, ma 2 sere a settimana si fà la sua bella partita di pallavolo tornando alle 11, 11.30...perchè io non faccio lo stesso? perchè penso che se facessi altrettanto 2 sere non c'è lui, 2 sere non ci sono io e quando cavolo ci si vede??!! quindi niente durante il giorno perchè la sera mi sbrigo a tornare a casa per non gravare su mia madre, niente palestra, niente uscita con le amiche (e non ne ho nemmeno tante, sono sincera..i casi della vita mi hanno portato a trasferirmi a 21 anni in una città dispersiva come roma; le poche amiche che ho hanno la loro vita e vivono lontane, incontrarsi è complicatissimo). La domenica non posso manco pensare ad un'uscita all'ultimo minuto senza il dubbio se mia suocera verrà a trovarci o meno (lavora con mio marito tutta la settimana, la domenica è l'unica volta che vede flavio) e allora lascio perdere sennò mi fà sentire in colpa...
il lavoro? una monnezza! con la maternità sono stata "riassorbita"...dopo che mi ero fatta un mazzo quadrato per raggiungere un certo livello e una certa stabilità è andato tutto a quel paese, il lavoro attuale fà schifo e non solo non ho speranza di cambiarlo (nel mio settore parlare di morte civile è solo un eufemismo), ma non sò nemmeno se questo me lo potrò tenere a lungo, visto che girano voci insistenti di "ristrutturazione"...vivo nell'ansia perenne. Mi sento svilita nel mio ruolo e mi chiedo cosa ho studiato a fare, laurea e dottorato, per cosa??!!!
mi sento travolta, dalla mia vita di moglie e di madre che non mi lascia spazio per altro, dalla situazione lavorativa che non è in mio potere gestire e quindi mi sento solo un'"unità" da piazzare da qualche parte...penso che mal che vada l'anno prossimo mi metto in maternità...ed ecco che allora mi assaolgono i dubbi per qualche impiccio di salute (ciste ovarica, mioma) che forse dovrei risolvere prima e non sò se ne ho la voglia e la forza...Ma posso pensare "vabbè mal che vada faccio il secondo figlio!" non dovrei pensarlo nel cuore e non con la testa???!!!

sono una donna, solo questo...
perchè mi sembra che il mondo non se ne accorga?



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Gabry
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Messaggio da Gabry »

Sarò impopolare, ma credo che diventando madri si perda un pezzo di quello che eravamo. Si acquista molto è vero, ma non sei più quella di prima. E non parlo del fisico ma della mente: mio marito riesce a staccare, ritagliare spazi, organizzare e sopratutto delegare. Io no, per quanto me lo chieda, io non posso e non riesco a staccare. Il sonno non è più sereno e profondo e se per grazia ricevuta nessuno dei tre si sveglia, mi sveglio io, perché l'allarme interno di mamma si chiede come mai nessuno fiata. Se esco per commissioni le loro faccette deluse mi perseguitano in ogni vetrina di negozio. Non ne sono felice, questo dipendere totalmente da me mi opprime, ma ho fatto delle scelte e per nulla al mondo tornerei indietro

Teresa
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Messaggio da Teresa »

Gabry ha scritto:Sarò impopolare, ma credo che diventando madri si perda un pezzo di quello che eravamo. Si acquista molto è vero, ma non sei più quella di prima. E non parlo del fisico ma della mente: mio marito riesce a staccare, ritagliare spazi, organizzare e sopratutto delegare. Io no, per quanto me lo chieda, io non posso e non riesco a staccare. Il sonno non è più sereno e profondo e se per grazia ricevuta nessuno dei tre si sveglia, mi sveglio io, perché l'allarme interno di mamma si chiede come mai nessuno fiata. Se esco per commissioni le loro faccette deluse mi perseguitano in ogni vetrina di negozio. Non ne sono felice, questo dipendere totalmente da me mi opprime, ma ho fatto delle scelte e per nulla al mondo tornerei indietro
Non so, pero' il pensiero tuo Gaby mi sembra popolarissimo, non e' impopolare.
E' forse impopolare l'aver scelto "PERDERE" un pezzo di cio' che eravamo, magari il concetto e' lo stesso, ma piuttosto che PERDERE, la maternita' AGGIUNGE.

Poi se l'aggiunta toglie tempo e energie per altro, questo dipende da noi, dalla societa' ,ma soprattutto da noi e da quanto vogliamo che questo "pezzo" sia grande.

Ieri, dico una cosa assurda, ma non voglio aver paura della verita'..
ieri ero in piscina. Accanto a me una madre con tre bambini.
Una grande di otto, uno medio di 5 e un bambino con tratti somatici trisomici di meno di 2.

Era li che si dibatteva per vestirli, mentre io ero seduta e avevo le mie che facevano da sole.

GIURO DAVANTI A DIO ho provato nei suoi riguardi un senso bonario d'invidia.

Non so come verbalizzare questa sensazione senza sembrare folle.
PErche' mi sento lucida, non mi sento pazza.
Ma e' come se d'improvviso mi fossi resa conto di non essere ancora pronta a riprendermi i miei spazi, i miei tempi, come se avessi ancora bisogno di prendermi totalmente cura di un bambino.
DI un altro ancora.

Che forse non faro' perche' ho paura, perche' mi sento vecchia per averne uno e giovane per non averne piu'.
Non lo so.

So pero' che la maternita' ci toglie un tempo materiale e un tempo immateriale.
QUello di cui parli tu e' il tempo dell'anima, del fatto che siamo poi proiettati su di loro, per sempre.

Quello di cui parla lei, forse, e' piu' un tempo materiale e quello ritorna, ma ritorna vuoto. O, almeno, a me gia' mancano quelle giornate d'esaurimento ma piene di coccole e di contatti.

E.L.I.S.A
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Messaggio da E.L.I.S.A »

Gabry ha scritto:Sarò impopolare, ma credo che diventando madri si perda un pezzo di quello che eravamo. Si acquista molto è vero, ma non sei più quella di prima. E non parlo del fisico ma della mente: mio marito riesce a staccare, ritagliare spazi, organizzare e sopratutto delegare. Io no, per quanto me lo chieda, io non posso e non riesco a staccare. Il sonno non è più sereno e profondo e se per grazia ricevuta nessuno dei tre si sveglia, mi sveglio io, perché l'allarme interno di mamma si chiede come mai nessuno fiata. Se esco per commissioni le loro faccette deluse mi perseguitano in ogni vetrina di negozio. Non ne sono felice, questo dipendere totalmente da me mi opprime, ma ho fatto delle scelte e per nulla al mondo tornerei indietro
Nemmeno io tornerei mai indietro...quelle rare volte che non ho avuto flavio per casa, mi sono chiesta che cosa facessi tutto il tempo "prima", mi sentivo persa e vuota...rimpiango di non averlo avuto prima, quello sì e magari adesso non starei qui a chiedermi se mai riuscirò ad averne un altro!
E non tornerei indietro nemmeno sulla scelta che ho fatto riguardo alla carriera. Per il lavoro che faccio se avessi voluto puntare sulla carriera sarei dovuta andare all'estero anni fa e magari scegliere proprio di non sposarmi e non avere figli, o comunque di vivere lontano dalla mia famiglia d'origine...ho scelto diversamente, di formarmi una famiglia con la persona che amavo (e amo) e non mi avrebbe potuto seguire e di farmi "andar bene" un lavoro mal pagato e sottovalutato in Italia.
Non rimpiango nulla delle scelte...solo alle volte mi sembra alto il presso che pago (e paghiamo più in generale tutte noi donne) alla società e anche a me stessa, il prezzo che pago per fare la brava moglie e madre e donna di casa e ricercatrice...e la società in Italia ti appiccica un'etichetta. Le donne in carriera sono viste spesso come delle povere sfigate, se non hanno famiglia sono "zitelle", se ce l'hanno sono "esaurite"...se rinunci alla carriera per i figli ti guradano come un sfigata uguale.... e tutto questo mi fà una rabbia :frusta: :frusta:

Teresa
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Messaggio da Teresa »

E.L.I.S.A ha scritto:Le donne in carriera sono viste spesso come delle povere sfigate, se non hanno famiglia sono "zitelle", se ce l'hanno sono "esaurite"...se rinunci alla carriera per i figli ti guradano come un sfigata uguale.... e tutto questo mi fà una rabbia :frusta: :frusta:
questo, sinceramente, non lo condivido.
Perche' spesso siamo piu' carnefici che non vittime.

Io quando vedo una donna con una famiglia SANA penso sempre che sia una donna realizzata.
Se poi ha anche un lavoro e che magari le piace, penso che sia una donna che avra' fatto delle scelte, che avra' una vita intensa, ma mai penserei di lei che e' una sfigata.

Credo che il segreto sia soprattutto nella realizzazione e credo che questa provenga maggiormente dalla famiglia.

Per la donna.

Per l'uomo forse questo [ancora] non vale ma, aggiungo, mi dispiace per lui.

E lo dico perche' lo penso e lo penso in modo convinto.
Non e' retorica o demagogia.

Dovremmo rivalutare profondamente il senso della realizzazione nell'avere una FAMIGLIA SANA.

Poi non importa come la vuoi interpretare, se con convivenza, matrimonio, legame di potenza o di fatto.
Importa avere dei figli -se li vuoi-ed amarli, importa trovare nella coppia e nei bambini un senso profondo e radicale dell'esistenza.

O anche altrove, se non li vuoi, ma e' importante credere in qualcosa di "buono" e soprattutto di VERO.

Se su questa certezza poi vuoi cucirci lavoro, sport, messa in piega o fitness, non importa.
Importano le fondamenta.

E non ho visto mai sfigate ergersi su fondamenta solide.

E.L.I.S.A
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Messaggio da E.L.I.S.A »

Teresa ha scritto: So pero' che la maternita' ci toglie un tempo materiale e un tempo immateriale.
QUello di cui parli tu e' il tempo dell'anima, del fatto che siamo poi proiettati su di loro, per sempre.

Quello di cui parla lei, forse, e' piu' un tempo materiale e quello ritorna, ma ritorna vuoto. O, almeno, a me gia' mancano quelle giornate d'esaurimento ma piene di coccole e di contatti.
Forse parlo di entrambi, non lo sò, sto cercando di concretizzare questa mia sensazione di malessere alla luce delle vostre riflessioni..
il tempo materiale mi manca, ma come dicevo mi accorgo che non sò che farmene nel momento in cui mi viene a mancare mio figlio e mio marito, ormai sono una simbiosi con loro, vivo con loro e per loro, non ha senso cucinare se mangio da sola, nè vestirmi carina se nessuno di loro mi guarda...
il tempo dell'anima non lo sò...fatico a sentirmi ancora come un essere a sè stante e mi sembra che anche il resto del mondo si accorga di me solo in funzione del mio ruolo di moglie/madre/ecc. ecc.
forse attraverso una delle mille fasi di stanchezza/depressione che prima o poi passiamo tutte....

Roxy
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Messaggio da Roxy »

Ciao stellina,
mi spiace di sentirti così .... ma penso che a turno ci sentiamo così un po' tutte.
Soprattutto chi di noi si sente, perchè forse lo è, indispensabile.
Penso che siamo un po' noi a non volervi staccare. Forse potremmo anche farlo, ma non ci sentiamo di farlo perchè sentiamo che tutto dipende da noi.
Ma non perchè i nostri mariti ci obblighino, ma perchè viene proprio da noi, da dentro, questa sensazione di essere indispensabili. E una volta fatto in famiglia ... lo vorremmo anche sul lavoro, lo vorremmo dappertutto questo primato di brave mamme, brave mogli, brave lavoratrici, brave casalinghe, brave cuoche. Solo che in tutto questo non c'è tempo per essere noi stesse. Passiamo tutto il tempo a dimostrare agli altri quello che sappiamo fare!!!
Anch'io sai.
Prima andavo in palestra.
Adesso niente. E ci soffro un sacco. Mi sembra di perdere l'opportunità di dedicare tempo e salute a me stessa. Eppure non me lo vieta nessuno. Non è che mio marito non saprebbe metter su un piatto di pasta ... è che non mi sento io di lasciare tutto in mano a loro.
Sento che IO so farlo meglio, IO devo esserci per fare andare le cose in un certo senso. E poi IO devo fargli ripassare la lezione prima di andare a letto; IO devo controllare che abbia fatto bene lo zaino e preparato le cose per domani.
Lo so che il problema sono IO, cosa credi?

Tu no?

P.S. = poi mi dici i risultati dell'holter :nani:

E.L.I.S.A
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Messaggio da E.L.I.S.A »

Teresa ha scritto: E non ho visto mai sfigate ergersi su fondamenta solide.
no ma guarda nemmeno io!
non ritengo una sfigata nè una donna che punta sulla carriera, nè una che punta sulla famiglia...sono figlia di una casalinga che ha rinunicato alla carriera per farla fare a mio padre (si trasferiva spesso per lavoro e noi con lui), non ha mai avuto aiuto o appoggio da nessuno e ha tirato sù esattamente quella che tu definisci una famiglia SANA. E io ritengo mia madre una persona meravigliosa, altro che sfigata! ad avercene come lei! non mi permetterei mai di pensare una cosa del genere di lei o di altre!
ma spesso sei costretta a scegliere o uno o l'altra e anche se come te ritengo che la realizzazione, la MIA principale realizzazione almeno, derivi dalla famiglia e non dalla carriera o dalla messa in piega, mi sembra assurdo dover fare una scelta...nel 2000!! questo è medioevo ed è mi sembra indice di una società che non sempre funziona...

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