Una vita sfortunata...

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Lelia
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Messaggio da Lelia »

Sì è vero Claudia. Tristissimo ma vero. Però d'altra parte mi dico anche che le situazioni economiche difficili ci sono sempre state, in certi periodi anche più di ora, eppure ci sono sempre state donne che hanno avuto il coraggio di lasciare mariti insostenibili (non pensiamo che prima della legge sul divorzio non ci fossero separazioni, ci son sempre state anche se ovviamente erano molto più rare).
Forse quello che manca davvero è una famiglia allargata sulla quale poter contare. Mia nonna quando lasciò mio nonno tornò temporaneamente a vivere dai suoi genitori e fu aiutata da tutti i suoi 8 fratelli. Lei lavorava come sarta, e intanto mia madre e mia zia stavano con i nonni o con i tanti zii. C'era miseria e c'era pure la guerra, ma ci si aiutava tanto. Oggi forse manca questo. O forse non siamo più abituati a fare a meno di tante cose e ci si spaventa di più all'idea di dover far senza. Non lo so, sto riflettendo ad alta voce.
E' anche vero che io vengo da una famiglia con generazioni di donne lavoratrici e bene o male in grado di contribuire al bilancio domestico. Credo che l'indipendenza economica della donna faccia un'enorme differenza in queste cose. Infatti io son stata cresciuta con l'idea del "sempre meglio avere un lavoro che dover dipendere da un bischero di marito" (altissima considerazione del genere maschile, del resto è comprensibile se rileggete la mia storia famigliare :ehehe: ).



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Enza 52
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Messaggio da Enza 52 »

per dare un po l'idea di come si concepiva il mondo femminile, 50 anni fa, racconto un episodio accaduto ad una lontana parente di mia madre.
il marito la tradiva, anzi aveva proprio una doppia vita, e questa signora si era talmente rassegnata al fatto, che quando l'amante del marito venne a mancare, accolse tranquillamente in casa, il figlio avuto con quest'altra donna, lo tratto come fosse suo figlio e senza considerare la cosa un fatto straordinario.
allora era un bimbetto, è l'unico della famiglia ad essersi laureato ed oggi è un politico.

ps. quando l'amante era in vita, la parente di mia madre, aveva diviso con questa doppia famiglia, non solo il marito ma anche lo stipendio d'impiegato comunale di quest'uomo (se così possiamo definirlo)

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Claudia
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Messaggio da Claudia »

Lelia ha scritto:Sì è vero Claudia. Tristissimo ma vero. Però d'altra parte mi dico anche che le situazioni economiche difficili ci sono sempre state, in certi periodi anche più di ora, eppure ci sono sempre state donne che hanno avuto il coraggio di lasciare mariti insostenibili (non pensiamo che prima della legge sul divorzio non ci fossero separazioni, ci son sempre state anche se ovviamente erano molto più rare).
Forse quello che manca davvero è una famiglia allargata sulla quale poter contare. Mia nonna quando lasciò mio nonno tornò temporaneamente a vivere dai suoi genitori e fu aiutata da tutti i suoi 8 fratelli. Lei lavorava come sarta, e intanto mia madre e mia zia stavano con i nonni o con i tanti zii. C'era miseria e c'era pure la guerra, ma ci si aiutava tanto. Oggi forse manca questo. O forse non siamo più abituati a fare a meno di tante cose e ci si spaventa di più all'idea di dover far senza. Non lo so, sto riflettendo ad alta voce.
E' anche vero che io vengo da una famiglia con generazioni di donne lavoratrici e bene o male in grado di contribuire al bilancio domestico. Credo che l'indipendenza economica della donna faccia un'enorme differenza in queste cose. Infatti io son stata cresciuta con l'idea del "sempre meglio avere un lavoro che dover dipendere da un bischero di marito" (altissima considerazione del genere maschile, del resto è comprensibile se rileggete la mia storia famigliare :ehehe: ).
E' vero, siamo sempre più sole. Soprattutto in città, anche se leggo di donne che se la passano in modo simile anche nei piccoli centri.
L'indipendenza economica può certamente fare la differenza, come può farla l'esempio ricevuto.
Devo andare ora Lelia ( che bel nome hai) micetta mia è un'ora che mi fa la posta per venire a dormire accanto a me!
Non è solo per questo, sono stanca, la giornata è lunga se la si inizia alle 5,45!
Ti auguro una buona notte!

Buonanotte anche a te lucina accesa!

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Lelia
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Messaggio da Lelia »

Sì Enza, le storie delle "doppie famiglie" erano all'ordine del giorno.
Ma parliamo di 50 anni fa appunto. Non di 20 o 30, e in Italia tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta/Ottanta sono state fatte conquiste sociali enormi. Che poi si faccia prima a cambiare le leggi piuttosto che le teste della gente o i costumi della società è verissimo.
Ma è altrettanto vero che ogni essere umano è in parte artefice del proprio destino.
Poi non so quale sia la storia della mamma di Sharazade né in quale parte di Italia viva, ripeto che il mio è un discorso generale.
Ma torno a dire che ognuno fa delle scelte. Si può non avere il coraggio necessario per fare delle scelte di rottura, ma purtroppo allora se ne pagano le conseguenze. Non è giusto in certi casi, ma è così. Io non ritengo corretto parlare solo di "sfortuna".

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Lelia
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Messaggio da Lelia »

Claudia vado a nanna anch'io.
Grazie per il complimento, Lelia era il nome di una delle sorelle della mia nonna, anche lei un bel tipino tosto!
Buonanotte!

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franceschina
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Messaggio da franceschina »

Mi dispiace tanto per la situazione e ti capisco molto bene...
Un abbraccio forte,
Francesca

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Sharazade
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Messaggio da Sharazade »

viola 52 ha scritto:la mamma di sherazade, dovrebbe avere più o meno la mia età, ai nostri tempi non era facile buttarsi tutto dietro le spalle, per scelta, si ma obbligata.
mia madre diceva "figli e mariti come ti vengono te li tieni"

per persone giovani non è facile afferrare questo concetto.
ed è vero che i figli ne subivano le peggiori conseguenze, ma non c'era una cosa diversa da fare.
sopratutto se si era al sud, dove la donna sembrava essere nata solo per subire.
mio padre ha sempre dato tutto economicamente sia a mia madre che a noi figli, ma ha dato solo quello.
capisco questa figlia e questa mamma, e auguro di cuore ad entrambe di ritrovare un pochino di serenità.
Ecco...appunto. Poi c'è un'altra grande questione. Nel momento in cui per mia mamma fu possibile liberarsi di lui, mio padre si ammalò di diabete.
La situazione per lui era molto triste, così lei con grande coraggio se l'è ripreso, per curarlo.
"Come faccio a dire che sono cristiana se adesso che sta male lo butto in mezzo a una strada?" diceva lei.
Una scelta di grande umanità, che sinceramente poche donne avrebbero fatto. Certo, lei sperava che almeno diventasse più gestibile e un pizzico riconoscente...

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Sharazade
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Messaggio da Sharazade »

Lelia ha scritto:Chiedo scusa per aver un po' invaso questo post con considerazioni personali.
Personalmente, per carattere, non credo molto alle scelte obbligate in questo campo, quanto piuttosto a tutta una serie di paure e di condizionamenti che crediamo insormontabili e che ci servono poi da alibi per giustificare una serie di non-scelte.
Non è eroico, ma è umano.
E' eroico a volte scegliere il male minore. Ho parlato anche di un ragazzo con sindrome di down, mah scusa non mi va di raccontare certi risvolti legali e di persone incomprensibili...lascio stare.

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