"vogliono la mamma"

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Giulia1970
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"vogliono la mamma"

Messaggio da Giulia1970 »

Mia madre ha "dovuto" smettere un lavoro che le piaceva tanto, quando si è sposata. Come tante donne della sua generazione, ha subìto la rigida divisione del lavoro fuori/dentro casa che vigeva una volta. Ha sempre fatto la mamma e la casalinga, mettendosi a dare lezioni e fare traduzioni a casa quando proprio l'idea di non avere alcuna entrata, sia pur minima, solo propria le è risultata intollerabile. Penso che abbia voluto fare di necessità virtù, infatti l'ho sempre sentita parlare di come meglio crescano i figli a contatto con la madre, di come si sentano soli i figli delle lavoratrici, etc.
Adesso questo vissuto risulta pesantemente influenzare l'accudimento, sia pur saltuario, dei miei figli: infatti quando mio marito (che insegna quindi il pom è a casa a meno che non abbia riunioni o simili) non può tenerli, stanno con loro e appena torno, non perde occasione di farmi notare come io sia mancata a loro, il massimo è quando per qualche motivo sono arrabbiati o piangono e lei: "sai, te la stanno facendo pagare, ti volevano prima e non c'eri". Per fortuna la maggior parte delle volte esultano e mi vengono incontro per abbracciarmi. Il bello è che mia mamma è contentissima che io vada al lavoro(quando ci vado, sono "atipica" e "non strutturata", quindi contenta a maggior ragione)!!!
Io sento che, con questo atteggiamento:
-non aiuta i bambini
-non aiuta me, che a mia volta soffro molto per la mancanza dei figli
-involontariamente, suggerisce che, andando al lavoro, io "tolga qualcosa" ai miei figli (anche se DA SUBITO io le ho specificato che non mi sento assolutamente in difetto coi miei figli perchè vado al lavoro).
Avete qualche consiglio in merito, sia per consolare i bimbi sia per far vedere a mia madre la cosa da un altro punto di vista?

Per finire ecco il racconto di cosa ha detto Raffaele 3enne:
una sera: "mamma, tu non vai al lavoro, tu vai alla casa. Papà va al lavoro!"
Io: "ma è meglio che vada anch'io, se uno va al lavoro gli danno dei soldini, abbiamo bisogno anche di quelli che danno alla mamma, per prendere questo..e questo, quindi domani mi alzo, prendo il pullman e vado al lavoro, così non mi lasciano a casa e finché non mi scade l'assegno danno dei soldi anche a me"
Qualche mattina dopo, mi sono alzata ed eravamo tutti svegli (ore 6) e abbiamo fatto colazione insieme. A un certo punto dico a R.: adeso bevo il caffè, poi mi preparo, vado a prendere il pullman..." Lui mi interrompe: "soddini?" io dapprima non capisco poi mi ricordo del discorso fatto: "s', vado al lavoro, poi mi danno i soldi..." e lui "VAI. PENDI BOSSA."


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Lella
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Messaggio da Lella »

Io più che un suggerimento ti chiedo di riflettere, nel senso che, tu hai già fatto la tua scelta, che inevitabilmente comporta dei pro e dei contro per quanto riguarda sia la tua vita da mamma che da donna, ma anche la vita dei tuoi bambini.
La tua serenità su questa scelta sarà anche la serenità dei tuoi bambini indipendentemente da ciò che la tua mamma può dire loro.
Giulia1970
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Messaggio da Giulia1970 »

Hai proprio colto il punto: da un lato riconosco la necessità materiale del lavoro e sono contenta perchè il mio lavoro mi piace, dall'altro vorrei passare più tempo coi miei bambini, vorrei essere a casa con loro quando tornano dall'asilo, portarli a trovare i loro amici..vorrei dedicarmi alla casa solo quando loro non ci sono. La mia mamma mi ricorda tutto questo, quando eravamo piccoli e bevevamo il latte guardando i cartoni in tinello con lei, confesso che sono momenti che mancano a me e non posso riviverli coi miei bimbi (oh, poi quando scadrà il contratto mi lamenterò delle disgrazie del precariato!)
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Rie
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Messaggio da Rie »

Giulia1970 ha scritto: Per finire ecco il racconto di cosa ha detto Raffaele 3enne:
una sera: "mamma, tu non vai al lavoro, tu vai alla casa. Papà va al lavoro!"
Io: "ma è meglio che vada anch'io, se uno va al lavoro gli danno dei soldini, abbiamo bisogno anche di quelli che danno alla mamma, per prendere questo..e questo, quindi domani mi alzo, prendo il pullman e vado al lavoro, così non mi lasciano a casa e finché non mi scade l'assegno danno dei soldi anche a me"
Qualche mattina dopo, mi sono alzata ed eravamo tutti svegli (ore 6) e abbiamo fatto colazione insieme. A un certo punto dico a R.: adeso bevo il caffè, poi mi preparo, vado a prendere il pullman..." Lui mi interrompe: "soddini?" io dapprima non capisco poi mi ricordo del discorso fatto: "s', vado al lavoro, poi mi danno i soldi..." e lui "VAI. PENDI BOSSA."
Io direi che non è un problema dei tuoi figli, considerando questa conversazione mattutina...
E dunque, ambivalenza e senso di colpa a parte :) , nemmeno tuo.
E' un problema di tua mamma!
Devi cercare di concentrarti su questo, e percepire la TUA tendenziale serenità.

E' chiaro che mancano. A quale mamma lavoratrice, anche part time, non mancano certi momenti? Ma ci sono anche il tuo benessere, la maggior sicurezza economica, il fatto che stando a casa forse avresti meno stimoli.
Le mamme quando parlano PER SE', proiettando i loro sentimenti su di noi e sui nostri figli, secondo me vanno proprio ignorate.

PS: Ironia della sorte... mia madre, e non solo lei nella mia famiglia, critica la mia scelta del part time per avere più tempo per i bimbi. Avrebbero preferito un maggior impegno sul lavoro. De gustibus!
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la yle
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Messaggio da la yle »

anche mia mamma lasciò, mal volentieri, il lavoro. ha fatto la casalinga, la nostra autista, la segretaria per mio padre, la badante di nonne e zie (era l'unica donna in famiglia con l'auto). ma a lei il lavoro quello "vero" le è mancato molto. diciamo da quando noi siamo arrivati alle scuole medie, poi ha sofferto le nostre superiori per non parlare di quando abbiamo iniziato a lavorare. ha sofferto la casa vuota e, col senno di poi, ha reputato che la scelta fatta fosse stata un errore. Quindi, per far star tranquilla me al lavoro, fa volentieri la nonna, così come mia suocera (che invece ha tatto per quarant'anni l'operaia avvalendosi dapprima di sua mamma e della suocera e poi avvalendosi del figlio ormai grandicello, ma faceva i turni). Io farei volentieri sei ore al giorno, am tant'è.
non so se ti sono stata utile o se mi sono spiegata bene ma purtroppo la ricetta giusta non c'è. un abbraccio
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