Mamma in difficoltà

briciola_79

Mamma in difficoltà

Messaggio da briciola_79 »

Ciao ragazze, sono nuova di questo forum.
Scrivo questo messaggio nel thread "Disagio nel post-partum" e già mi sento male. Altro che post partum. Mio figlio ha già 7 mesi e io ancora mi sento come se avessi partorito ieri. Stessa stanchezza, stessa tristezza, o forse anche peggio. Da quando è nato la parola che dico e penso più spesso è "fatica". Ogni giorno una fatica spaventosa. A pochi giorni dal parto è arrivato il baby blues, pesante come un macigno. Non facevo che piangere, non avevo un'idea di come ci si dovesse comportare con un bambino appena nato. Andrea dal canto suo mi ha sempre dato molto da penare, poverino, lo so che non è colpa sua. Il reflusso gastroesofageo ha reso fin dall'inizio quasi impossibile l'allattamento. Era così doloroso e difficile, con lui che si inarcava di continuo con la schiena e si staccava ogni 10 secondi piangendo disperato, che ho deciso di smettere, con enormi sensi di colpa che mi porto ancora dietro. Poi sono arrivate le coliche, o non so cosa altro fosse, e via pianti disperati (suoi e miei) per almeno 2-3 mesi, almeno un paio d'ore ogni sera. Non riuscivo mai ad uscire, perchè fuori, dopo neanche un quarto d'ora, iniziava a piangere e a strillare di nuovo, e allora subito di corsa a casa, con tutti i passanti che si giravano a guardarmi mentre correvo trafelata spingendo la carrozzina. "I primi 3 mesi sono i più brutti, dopo andrà meglio", mi dicevano, e io cercavo di crederci. Ma sono arrivati il 4° e il 5°, e io ancora non riuscivo a trovare un ritmo, un equilibrio con lui. "Con lo svezzamento ci sarà la svolta", e in effetti almeno l'orario dei pasti ora è un po' più preciso. Ma per il resto, non va. Di notte si sveglia quasi ogni ora, a volte dobbiamo tirarlo su e cullarlo in braccio anche per un'ora, finchè non si riaddormenta di nuovo. Durante questo tempo si lamenta e si contorce, e potete immaginare cosa sia tenere in braccio un bambino di 8kg e 200 alle 3 di notte mentre si agita e non tiene un solo muscolo fermo. Di lasciarlo disperare nel lettino non ce la sentiamo, perchè abbiamo i vicini di sopra e di sotto, che già più di una volta si sono garbatamente lamentati perchè lo sentono piangere molto spesso di notte. Aveva iniziato a starsene tranquillo nel passeggino durante le passeggiate, ma ora pare che non accetti di starsene imbacuccato con il giubbotto e il cappello, ed uscire da sola è diventato nuovamente un incubo. Ogni volta che ci provo devo correre di nuovo a casa, e con le lacrime agli occhi non faccio che ripetermi "questa è l'ultima volta che esco". Non riesco neanche a fare la spesa, e devo chiedere ai miei genitori o a mio marito di comprare questo e quello, come quando era appena nato. A questo si somma il mio stato di disoccupata: la ditta per cui lavoravo ha chiuso i battenti quando ero al 4° mese di gravidanza, e se allora vedevo tutto in un'altra luce, presa com'ero dalla gioia per l'arrivo di Andrea, ora questa condizione mi pesa terribilmente. Mi sento inutile, inadeguata e fallita come madre, come moglie, nel lavoro, in tutto. Sono stanca di farmi trovare in lacrime da mio marito che torna a casa dal lavoro, ancora in pigiama, la casa ancora da sistemare. Sono diventata amara, irascibile, invidiosa, sarcastica. Sto iniziando ad evitare le amiche, perchè quelle senza figli non possono neanche lontanamente capire cosa sto passando, e quelle che sono diventate mamme sembrano passarsela meravigliosamente, con la loro fantastica esperienza dell'allattamento, con bambini bravissimi che dormono tutta la notte, con le loro vacanze già a 3-4 mesi. Io sarei già al settimo cielo se riuscissi a fare una passeggiata di un'ora, per me le vacanze, le cene fuori, sono assolutamente impensabili.
Ai 4 mesi di Andrea sono andata da un medico psichiatra, che quando ha sentito i miei sintomi mi ha naturalmente disgnosticato una depressione post-partum e mi ha liquidato con poche parole e una bella ricetta di un ansiolitico e un antidepressivo. Sono stata molto combattuta sul fatto di prenderli o meno. Non volevo che il mio benessere dipendesse da psicofarmaci, che danno dipendenza e pesanti effetti collaterali. Non volevo essere una mamma alterata da molecole chimiche, ma io, così come sono, in grado di prendermi cura di mio figlio. Un paio di giorni dopo la visita dal medico, Andrea aveva inoltre dato segni di miglioramento, aveva accettato di prendere il ciuccio come consolazione, dormiva un po' meglio la notte. L'avevo preso come un segno che potevo farcela senza medicine. Anche mio marito ha sempre pensato che basta un po' di pazienza, un po' di fiducia nel futuro, un po' di organizzazione per venire fuori da queste difficoltà. Ora però sono ripiombata nella tristezza. Il tempo passa e io non vedo la luce in fondo al tunnel. I miei genitori non capiscono neanche lontanamente cosa sto passando, e parlargliene non servirebbe. Tutto ciò che sanno fare è dire in continuazione "quanto è bello, che tesoro, che gioia", e se solo accenno a quanto mi sento stanca e in difficoltà mi liquidano con un "Sì, ma basta che lo guardi e ti passa tutto". Ecco, è questa frase che sento ripetere così spesso dalla gente un po' su con gli anni, e anche da alcune mie coetanee, che mi fa andare in bestia. A me non passa un bel niente. E' vero, è meraviglioso quando ti sorride, quando lo vedi che fa progressi nel prendere gli oggetti, girarsi, provare a mettersi seduto. Ma quando sei devastata da una notte insonne, e da giorni interi passati a capire cosa c'è che non va, a cercare di interpretare i suoi pianti da quando è nato, no, non basta guardarlo. Sarò una mamma degenere, ma non riesco ad essere così sdolcinata. Certe volte addirittura mi viene da pensare che se avessi saputo che sarebbe stato così...non so se l'avrei fatto questo bambino. Poi mi sento in colpa e mi dico che una madre non dovrebbe mai avere di questi pensieri.
I miei giorni passano tra deboli segnali di miglioramento, che mi fanno sentire al settimo cielo, e quelle che io chiamo "regressioni", che mi deprimono enormemente. Mio marito è certo che possiamo parlare solo di progressi, che il tempo che passa è comunque a nostro favore, e presto questa fatica, queste preoccupazioni saranno alle spalle e un giorno ce ricorderemo quasi con affetto. Io mi sforzo ma non riesco a vederla così.
E quello che mi spaventa è che da qualche giorno a questa parte, mentre sono lì che cerco disperatamente di farlo dormire, e magari sono le 4 del mattino, e alla fine, sconfitta per l'ennesima volta, lo devo passare a mio marito, che è più bravo e paziente di me, penso se non sarebbe meglio se fossi morta. Penso che tanto mio figlio non se ne fa nulla di una mamma che non lo sa consolare, che lo considera una specie di enigma, che a volte non si accorge che i suoi vestiti sono sporchi, che non ha sempre voglia di tenerselo in braccio, che ha rinunciato a dargli il suo latte quando era piccino, senza avere lottato fino in fondo contro il dolore e le difficoltà, senza chiedere aiuto a persone competenti. E allora a questo punto una qualsiasi altra donna sarebbe capace di allevarlo, persino mio marito da solo, o addirittura mia madre, mia suocera.
Penso che mio marito preferirebbe una donna più forte, che non lo chiama a mezzogiorno per chiedergli di trovare qualcosa per il pranzo, non si fa trovare a casa in pigiama con gli occhi ancora gonfi di pianto. Probabilmente per lui sono una grossa delusione, anche se non lo ammette apertamente.
E poi penso che sono stanca io di vedermi così, di farmi pena da sola.
Dopo mi rendo conto di cosa sto dicendo, e ritorno in me.
Mai e poi mai avrei pensato di sentirmi così diventando mamma. Se mi sforzo, razionalmente comprendo che questa è una condizione che non è destinata a durare in eterno, lui crescerà, e le difficoltà pian piano dovrebbero diminuire. Ma è come dire a una persona che ha appena avuto un tremendo colpo in testa: "non piangere, non lo sai che tra qualche tempo non ti farà più male?". Io sto male ADESSO, e nessuno mi capisce. L'unica cosa che ho ottenuto è stata una ricetta di psicofarmaci, neanche accompagnata da due parole di conforto. E' proprio vero che è questa l'unica strada?
E' per questo che ho scritto questo lungo post sul forum. Scusatemi se è prolisso, se ci sono degli errori, se a volte è contorto, se non tutte le frasi filano lisce. D'altra parte, è il riflesso di come mi sento ora. Lo so che non potete darmi una soluzione, che non esiste una bacchetta magica in grado di risistemare le cose. Ma già il solo parlarne qui, dove forse posso trovare un po' di comprensione, mi fa stare un pochino meglio.
Un caro saluto a tutte.


Eve
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Messaggio da Eve »

ciao briciola,
mi chiamo Evelina ed ho vissuto tutte le cose che tu hai elencato. e anch'io in quei momenti pensavo non potesse passare, mi sentivo in colpa, etc...
1 - non ho mai allattato Irene perchè non sono mai riuscita ad attaccarla
2 - in compenso mia sorella, che ha partorito un mese prima, si tirava il latte anche per lei, così almeno una volta al giorno per un po' di mesi è riuscita a prenderlo, ma non da me
3 - anche lei aveva le coliche, la pediatra mi ha dato un latte artificiale che ha subito risolto il problema, oltre a delle gocce per le crisi più forti (avvenute raramente per fortuna)
4 - anche lei piangeva come un ossesso se mi allontanavo, non voleva stare con nessuno a parte me
5 - anche lei di notte si calmava più facilmente col papà perchè io ero troppo agitata e lei lo sentiva
6 - anche io dicevo che mio marito era più bravo di me, non vedevo l'ora che tornasse a casa
7 - mia mamma pensava andasse tutto bene, sono stata una brava attrice, ma quando l'ho guardata negli occhi e le ho detto che avevo paura a fare il bagno da sola a Irene ha capito che avevo bisogno di aiuto e mi è stata vicina il tempo necessario per riprendermi
8 - anch'io sono andata da una psicologa, da cui però andavo già prima della gravidanza, e mi ha aiutato molto, anche senza farmaci, ma forse proprio perchè già mi conosceva bene e sapeva che potevo farcela
9 - mi sono venuti dei forti attacchi d'ansia con formicolii a gambe e braccia, mio papà mi ha consigliato di prendere il magnesio che aiuta proprio per l'ansia, e devo dire che ha funzionato, magari ti basta quello.

questo brutto elenco solo per farti capire che qui di sicuro non sei sola, puoi sfogarti quanto vuoi e chiedere consigli.
ma è importante farti aiutare dalla famiglia, se lo capisce, o da un consultorio, normalmente anche lì puoi trovare delle psicologhe proprio per questi problemi, sono andata anche lì perchè volevo uscirne a tutti i costi!
perchè non era colpa mia, nè di Irene che piangeva, nè di mio marito che doveva per forza andare a lavorare.
è una situazione nuova, difficile da affrontare. non nasciamo mamme, lo diventiamo col tempo e a volte ce ne serve un po' di più.
io inizio a sentirmi mamma da poco tempo.
e con 2 sorelle con 3 e 4 figli mi sento sempre imbranata.
fatti forza e fatti aiutare.

un abbraccio :nani:
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Lelia
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Messaggio da Lelia »

Cara Briciola,
non sono mamma ma ho una storia di depressione alle spalle. Quello che ti posso dire è che hai bisogno di aiuto adesso. Sì, soffri di depressione post partum, un disturbo che può durare anni dopo la nascita di un figlio e che non sempre passa da solo. A mio parere la cosa migliore sarebbe una psicoterapia sostenuta dall'assunzione di farmaci.
Ecco, parliamo dei farmaci: non ti rendono una persona diversa. Stare meglio con i farmaci non è un fallimento, non vuol dire che sei un'incapace che non ce la fa da sola. Vuol dire che stai aiutando l'equilibrio biochimico del tuo cervello che in questo momento ha bisogno di un sostegno. Non ti cambia, non ti rende una persona diversa. Ci sono immensi pregiudizi verso i disturbi psichici e relativi farmaci nella nostra società, ma li devi superare, per il tuo bene e per quello della tua famiglia.
Sono sicura che tuo marito non starebbe meglio senza di te. Sono sicura che si sforza di essere ottimista ma è preoccupatissimo per la tua salute. Sono sicura che non gli pesa aiutarti e sostenerti e che farebbe qualsiasi cosa per vederti felice.
E non dire, né pensare, neanche per un secondo che tuo figlio starebbe meglio senza di te. Chiunque abbia perso un genitore sa quanto è grande il vuoto che queste perdite ti lasciano.
Sei un essere umano, unico, speciale e meraviglioso. Hai un momento di difficoltà, ma ti assicuro, con tutte le mie forze, che passerà. Ma devi farti aiutare e devi sforzarti di guardare al futuro come una cosa bella.
Ti abbraccio forte.
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la Martina
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Messaggio da la Martina »

Carissima Briciola,
benvenuta! Grazie per aver saputo esternare quello che provi, molte di noi ci sono passate, io sono tra quelle.

I nostri figli sono quasi coetanei, la mia Elettra ha 6 mesi e mezzo; ho un altro bimbo di tre anni che ora è all'asilo... Elettra è qui in braccio a me :)

Ti mando un forte abbraccio, so che si sta male. A me ha aiutato moltissimo mio marito, il suo carattere solare... Dalle tue parole mi pare di capire che anche tu hai accanto un uomo forte... Sforzati, ripagalo con un sorriso, se lo merita :)

Spero ti possa aiutare la consapevolezza che non è colpa tua.

Niente di quel che succede è colpa tua. La depressione è come il raffreddore: si prende. Non è una colpa. Poi si cura e va via.
Ti prego di non credere che siano parole semplicistiche, è quello che mi ha detto il pediatra dei miei bimbi quando mi ha vista depressa... Sono parole che mi hanno aiutato a reagire :)

Tu hai il merito di avere dato la vita ad una creatura, a cui dedichi il tuo tempo e i tuoi sforzi... Non sottovalutarti :)
Tra te e tuo figlio c'è un legame che va oltre questi momenti, infinitamente oltre...

:)
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Magui
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Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:00 pm

Messaggio da Magui »

Ciao briciola benvenuta fra noi.
Io ho sofferto di depressione diversi anni fa e so cosa stai provando. Io non ero ancora mamma, ma la sensazione di inadeguatezza che si prova nei confronti del mondo la conosco bene. Ti dico di farti aiutare.
Io ho fatto la spola dallo psichiatra per più di un anno ma adesso sono un'altra persona.
Ho preso anche dei medicinali e concordo sul fatto che non bisogna avere pregiudizi sul prenderli: la depressione è una malattia, non uno stato d'animo temporaneo e quindi VA CURATA.
Ora sei fragile, non è vero che basta guardare tuo figlio perchè passi tutto:lo so che questo ti fa sentire ancora più in colpa.
Quindi ti ripeto: FATTI AIUTARE.
Vai in consultorio e, come hai fatto con noi, dì che hai bisogno di aiuto, sono sicura che lo troverai.
E noi siamo comunque qui.
Ti abbraccio forte.
chiaretta_1974

Messaggio da chiaretta_1974 »

carissima, a me la depressione post partum per il secondo figlio è durata 18 mesi all'incirca, poi pian piano ho iniziato a riprendermi. ho provato le cose che descrivi, è stato come un grande buco nero in cui ero caduta...un incubo.
lo so che sapere che se ne esce non aiuta sul momento, ma è vero. più che altro, invece che tanti ansiolitici, ti farebbero bene tanti aiuti intorno a te e tanta gente allegra! solitudine, preoccupazioni, mancanza di sostegno materiale e psicologico, non fanno altro che prolungare questo stato...
briciola_79

Messaggio da briciola_79 »

Grazie, grazie a tutte. Sapere che qui ci sono mamme che hanno passato brutti momenti come me, e soprattutto sapere che li hanno superati, mi conforta molto. Concordo pienamente con chi dice che non bisogna avere pregiudizi verso gli psicofarmaci, e che la depressione post-partum deve essere considerata una malattia esattamente come un'influenza o qualsiasi altra. Non è facile convincersene, perchè il problema che sta alla base è che la malattia mentale fa paura, si fa presto a pensare "ecco, allora vuol dire che sono pazza, non sono normale, che mi succede". Guarda caso, a nessuno tranne a una mia cara amica (e ovviamente mio marito) ho confidato che sono stata da un medico. Spero che trovare un piccolo lavoretto part-time o dedicarmi a qualcosa che non mi faccia stare sempre lì a rimuginare sulle mie fatiche e a staccare un po' mi faccia comunque bene. I medicinali sono lì silenziosi nella scatola, se sentirò di non farcela da sola mi farò aiutare anche da loro. E ovviamente da voi supermamme! Se c'è una cosa che sicuramente questa esperienza della maternità mi sta regalando, è la consapevolezza che noi mamme, e comunque noi donne in generale, siamo davvero delle creature speciali, tanto fragili e delicate ma anche tanto forti e coraggiose, anche quando non ce ne rendiamo conto. Con la gravidanza, il parto, l'allattamento, il postparto, dobbiamo sopportare momenti durissimi, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e per quanto gli altri ci aiutino, dobbiamo contare principalmente su noi stesse. Quando mi sento molto giù, cerco di pensare:"ma io sono una mamma, ho portato mio figlio 9 mesi nella pancia, l'ho partorito e ora lo sto crescendo, non mi serve sentirmi dire da qualcuno che sono brava e forte, già questa è una cosa grandissima!".
Un bacione a tutte.
chiaretta_1974

Messaggio da chiaretta_1974 »

briciola, io ho sofferto di una vera e propria malattia mentale a 15 anni, e poi ho avuto gravi depressioni a 20 e 32 anni. in tutti e tre i casi ho provato mentalmente cose inenarrabili, ho avuto pensieri suicidi, episodi di isterismo e anche un attacco di panico.

e non me ne vergogno.

perchè ogni volta ho lottato con tutte le mie forze, mi sono curata e ne sono uscita.

e mi considero una persona molto ragionevole, affidabile, matura.

e gli altri mi ritengono tale, anche se tutti sanno cosa ho passato.

perchè davvero l'unica vergogna è non farsi curare.

chiedi aiuto, ogni volta che senti di non farcela.

chi ti ama sarà lì ad aiutarti.

e tra pochi mesi tutto rinizierà a risplendere, ne sono certa.



senti...la prima volta che vedi o pensi a qualcosa con gioia, ce lo racconti?
anche una cosa piccolissima...perchè è il segnale che la luce sta tornando.
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