Il metodo EASY

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
moon373

Messaggio da moon373 »

Tamy ha scritto:Vabbè ci rinuncio...
dite tanto di Estivill che ha la presunzione di scrivere di aver trovato IL METODO...e poi vi comportate allo stesso modo...
della serie: se non fai come me se non usi IL MIO METODO allora il bambino è maltrattato, lo tratti come un oggetto ecc.ecc.
come se stessi tutto il giorno a farla piangere dalla mattina alla sera...
come se i vostri figli prima o poi non si debbano mai rassegnare a nulla...
io non capisco perchè tanto vi fa paura la parola "rassegnazione"...
il bambino non vorrebbe che la mamma stesse sempre in casa con lui? e quando va a lavorare non si rassegna al fatto che la mamma non può stare sempre con lui? ma anche se glielo spieghi 100.000 volte sarà sempre più contento di stare con te...puoi usare tutte le parole belle del mondo ma accetterà comunque di buon grado se la deve ciucciare la mamma che va al lavoro no?

boh...m che ci sarà di male poi...
Rassegnarsi a vedere la mamma andar via per necessità (altrimenti nel più dei casi non mangia!) è un conto, rassegnarsi a non essere ascoltato è una cosa completamente diversa....................................



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Sheireh
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Messaggio da Sheireh »

La rassegnazione per le necessità (seggiolino in auto, lavoro, mancanza di soldi, etc.) è una parte importante, che comunque imparano strada facendo.
La rassegnazione per motivazioni "non è il momento, così imparano, etc." invece non ha nulla di positivo, perché è artificiale, non è dettata da motivazioni REALI.

Vi piacciono gli adulti rassegnati? Le persone che non fanno nulla perché il mondo attorno a loro cambi? Che accettano ogni cosa così come arriva perché tanto non c'è nulla da fare, "tanto io non posso fare niente"?

Insegnare la rassegnazione perché gli altri non ci capiscono e non accorrono ai nostri bisogni (che è, quando sono piccoli, non dare da mangiare quando richiedono, non dargli coccole quando ne sentono il bisogno, etc.) predispone alla mancanza di fiducia in se stessi.

rita2

Messaggio da rita2 »

moon373 ha scritto:Rassegnarsi a vedere la mamma andar via per necessità (altrimenti nel più dei casi non mangia!) è un conto, rassegnarsi a non essere ascoltato è una cosa completamente diversa....................................
quoto

moon373

Messaggio da moon373 »

Sheireh ha scritto: Vi piacciono gli adulti rassegnati? Le persone che non fanno nulla perché il mondo attorno a loro cambi? Che accettano ogni cosa così come arriva perché tanto non c'è nulla da fare, "tanto io non posso fare niente"?
..................Spesso questa gente cade in depressione........
La rassegnazione non è giustificabile se non è necessaria!

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Pandina
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Messaggio da Pandina »

caterina ha scritto:Ecco, anche io sto parlando di lattanti.
Per i bimbi più grandi anche io la penso diversamente.
Ma questi manuali, visto che di loro si stava parlando, parlano di bambini molto piccoli, neonati o lattanti, non bambini grandicelli in età scolare.
E' normale che se mia figlia a 5 anni si mette a piangere nel mezzo della notte chiedendo pane e nutella non corro a prenderla!
Eduard Estivill dice che il metodo va bene dai 6 mesi ai 5 anni.
Non è che si fissa sui neonati eh.

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superstrafra
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Messaggio da superstrafra »

Pandina ha scritto:Eduard Estivill dice che il metodo va bene dai 6 mesi ai 5 anni.
Non è che si fissa sui neonati eh.
non ti andrebbe di dettagliare la tua esperienza positiva con estevil modificato?

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Pandina
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Messaggio da Pandina »

superstrafra ha scritto:non ti andrebbe di dettagliare la tua esperienza positiva con estevil modificato?
Non c'è molto da dire.
La situazione prima/dopo l'ho già dettagliata prima.

Prima di arrivarci ho studiato per bene mia figlia.
Non sono una sadica, non sono una mamma che ama far del male ai propri figli, mi ritengo una mamma pragmatica e attenta a determinati segnali. Senza falsa modestia posso anche dire di aver capito ben prima della pediatra che Alice avesse qualcosa che non andava. Ho davvero dovuto insistere parecchio affinché non mi dessero della visionaria e mi dessero finalmente retta. Alice aveva un bel reflusso importante.
Dopo la terapia le cose migliorarono nettamente e Alice finalmente smise di essere così tanto frignona e nervosa.
Era una bambina incazzata con il mondo. Letteralmente.
Tentai di tutto. Cromoterapia da un luminare ad un'ora di auto da qui ogni settimana, osteopatia, test Brazelton, massaggi neonatali, lettura di milioni di testi specializzati, veramente di tutto di più.
Mia figlia aveva qualcosa che non andava. Io lo sapevo. Nessuno mi dava retta. "Signora i bambini piangono, non sono degli oggetti stile soprammobili", me la ricorderò per sempre questa frase. E invece avevo ragione. Sono una che ha occhio e sesto senso per determinate cose. Con le persone in generale. Io sento con facilità come è la gente, ho naso.

Comunque, ritornando al reflusso, una volta trovata la terapia Alice smise di sentire male, smise di essere sempre così nervosa ed agitata, ma ormai aveva instaurato un pessimo rapporto con il sonno. Non aveva imparato ad addormentarsi.
Ogni sera erano strilli pazzeschi perché incapace di lasciarsi andare. Con noi vicini era ancora peggio, il lettone era una palestra da gioco. Ne ho tentate di ogni. Alla fine cadeva nel sonno sempre senza rendersene conto, magari ciucciando il mio mignolo e mentre camminavo avanti e indietro.
Ma questo non andava bene. Ogni volta che si accorgeva che si era addormentata balzava subito su spaventata urlando come una pazza. La situazione in cui si era addormentata non c'era più, mancava il ninnamento, mancava il mio dito e allora via di nuovo a piangere. C'era da morire ve lo giuro.

Io ero esaurita, stressata, nervosissima e sotto antidepressivi anche perché oltre a tutti i problemi con Alice avevo avuto un parto di merda e 3 mesi dopo mi hanno dovuta portare in sala operatoria per riaprirmi di nuovo a mo' di pollo sullo spiedo e richiudere. Insomma la situazione era davvero insostenibile. Io ero a terra sia fisicamente che emotivamente e moralmente.

Alice aveva bisogno di rendersi imparare ad addormentarsi da sola. Nel suo lettino. Per me era assolutamente fondamentale. E anche per lei, perché dormiva assolutamente troppo poco per una neonata e di conseguenza quando era sveglia era comunque nervosetta, stanca, si vedeva che non era mai veramente rilassata e riposata.

Ho letto il libro 3 volte. Lo conoscevo a memoria. I concetti fondamentali su cui concordavo alla perfezione mi hanno assolutamente convinta (soprattutto la teoria secondo la quale nei micro risvegli che tutti abbiamo di notte non ci ritroviamo nella stessa situazione in cui ci siamo addormentati è chiaro che ci svegliamo di soprassalto e non siamo in grado di riaddormentarci fino a quando non riappare la situazione di prima).

Il pianto era controllato. Sapevo bene distinguere un pianto rognoso da "sono stanca e mi devo lamentare un po' fino a quando mi lascio andare e mi addormento" da un pianto disperato stile "mioddio sono terrorizzata".
Una mamma sa riconoscere il tipo di pianto del proprio figlio.
IL pianto stile borbottamento era meglio non disturbarlo. Nel senso che se entravo e mi facevo vedere in quella fase peggioravo assolutamente la situazione, come se interrompessi il suo modo per svuotarsi dalle tensioni per poi lasciarsi andare al sonno. In quel caso infatti ripartiva incazzata ad urlare molto più forte. Nel caso invece di pianto disperato entravo subito, anche se erano passati 10 secondi, e rassicuravo. UNa volta tornata in fase lagna da borbottamento la lasciavo al suo rituale e mi defilavo.
I 5 sere (in cui tra borbottamenti, momenti di calma e pianti non si è mai superato i tre quarti d'ora) ha capito che addormentarsi non era così tremendo.
E ve lo giuro un bambino non è che in 5 sere smette di piangere quando lo metti a letto solo perché si è rassegnato. NOn esiste.
Mia figlia ha imparato che addormentarsi era una cosa naturale, che al sonno si poteva affidare in tutta serenità, perché la mamma era lì pronta a rassicurarla quando ce ne fosse stato bisogno, che i suoi orsetti e i suoi ciucci e tutte le sue cose erano sempre lì al loro posto.
Veramente un cambiamento nettissimo.
Dal terrore pure di lasciarsi andare al sonno persino in braccio alla mamma, alla serenità di abbandonarsi al sonno con fiducia e tranquillità.
In 5 sere. Di cui solo le prime due con 45 min circa di lamentele e pianti, poi via via sempre meno. La quarta sera solo 15 minuti, la quinta sera 10 minuti. E da lì via più niente.
La mettevo giù e lei tutta tranquilla si girava di là rilassata e partiva.
Mai più un risveglio notturno in cui abbia avuto bisogno di me per riaddormentarsi. Ogni risveglio in cui ha chiamato da lì in avanti era per un problema (pipì, sete, febbre, vomito). Da lì in avanti mia figlia ha sempre adorato il suo lettino prima e il letto da grande dopo. Alla mattina si svegliava a la sentivi parlottare fitta fitta tranquilla e felice con i suoi pelouches e le sue bambole. Ancora oggi è così, e ha 5 anni.
Assolutamente nessun trauma, nessuna paura del buio, nessuna paura di andare a letto, niente di niente.
Anzi, la dovevate vedere a 18 mesi che diceva "mamma nanna!" prendeva il suo orsetto e mi tirava fino al lettino per farsi mettere a nanna perché era stanca e voleva essere messa a letto.

Per me è stato un successo completo.
Ma ripeto, io ero certissima che quello fosse il sistema giusto per lei. Il più adatto per la situazione.
Contesto anche io ad Estivill che il libro venga spacciato come IL metodo. Manco fosse un sistema standard perfetto per tutti. Quello no.
Poi io ho le mie idee anche rispetto a chi dice che sia giusto assecondare i bambini in ogni richiesta e quant'altro. Ma mai andrei a dire a queste persone che secondo me sbagliano. Ognuno fa quello che ritiene giusto per se stesso e per i propri figli.

P.S. Da neonata alice dormiva massimo 8-9 ore sulle 24 ore. Dopo il metodo passò a dormire 13-15 ore ogni 24 ore. Ancora a 3 anni si faceva 12 ore al giorno come minimo.

maestrina78

Messaggio da maestrina78 »

superstrafra ha scritto:non ti andrebbe di dettagliare la tua esperienza positiva con estevil modificato?
Tanto posso raccontarvi la mia......

non avevo mai avuto problemi...ma per curiosità mi ero letta il famigerato libro

e quando dall'ultima poppata prima della nanna con cui si addormentava subito in braccio,siam passate alla pappa serale e andare "a letto"senza cibo d'accompagnamento...all'ora in cui mi accorgevo che aveva sonno, ho iniziato un solito rituale:
cambio\pigiama\messa nel lettino spiegato che era l'ora della nanna e poi ninna nanna il tempo del carrillon e poi prima che dormisse uscivo dalla stanza

rientravo sempre dopo1minuto poi3 non è mai arrivata oltre e non si è mai sgolata...se andava in crisi carezze,parole e a volte anche ripresa...

e riniziare....

adesso a volte non fa un fiato a volte mugugna un pò...

ma la notte se si risveglia che me ne accorgo 2 minuti si riaddormenta,trova il ciuccio da sola e io mi alzo di rado...

se è periodo no vado la coccolo e se neccessario dorme con noi nel lettone!

Per il pisolo pomeriggio stessa cosa...ruzzola un pò parlocchia sola e poi dorme

quindi ho preso uno spunto nel senso che per me devono imparere anche a non avere paura,l'arte dell'addomentarsi soli...

non sarei per farli straziare o vomitare mi fa strano credere che qualcuno lo faccia...ma pensare anche di fare5 anni insonni...arrivi fuori di testa!

(poi lei dalla nascita ha sempre preferito dormire sola...culla...poi lettino solo se sta male vuole compagnia...)

riassumendo:

sì al lettino
sì alla sua stanza
sì al rituale
sì alla stessa ora dopo che da sola stabilizza l'ora del sonno
sì all'uscire dalla stanza prima che dorma

no al superare pause lunghe
no al negargli un pò di contatto
no al negargli un pò di ninna nanna

quindi no al metodo ma sì a qualcosa...almeno per me ha funzionato!

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