Accontentare subito i desideri?

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Avatar utente
Rie
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 7933
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:51 pm

Messaggio da Rie »

Ho piacere di accontentarli ragionevolmente in fretta per le piccole cose (non caso sono piena di gormiti et similia ahaha!) ma per i regali grandi chiedo di attendere. Magari raccomandando loro di ricordarsene al momento del compleanno, o della lettera a Babbo Natale. Faccio lo stesso con me stessa, in fondo!

Lo ammetto, a volte il piccolo e agognato regalo viene dimenticato una volta ottenuto.
Ma c'è sempre tempo per riscoprirlo in seguito, o (anche questo succede spesso!) può interessare di più al figlio che originariamente non l'aveva richiesto.
La magia dell'attesa penso che debba venire da sé, non essere insegnata perdendo quel guizzo di gioia che si può ottenere con così poco.



Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

caterina ha scritto:Un conto è farli aspettare.
Un conto è non esaurdirli tutti.
Se mio figlio mi chiede un gormita e io posso concederglielo perchè quei 5 euro in questo momento non sono un problema, glielo compro e glielo dò.
Non sono invece d'accordo sul comprarlo dicendogli "te lo dò in un altro momento".
Lo trovo crudele.
Sul fatto di non dire sempre SI, invece, ovviamente sono pienamente d'accordo.
Quotisco all'ennesima.

Avatar utente
Rie
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 7933
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:51 pm

Messaggio da Rie »

Simo72 ha scritto:
parlando di oggetti di poco valore, vicino all'asilo c'e' una pasticceria che vende kraffen buonissimo, se fosse per loro ogni giorno a merenda ne vorrebbero uno ed e' veramente difficile non acconternarli, pero' non sarebbe giusto ne salutare, oltre ovviamente al fatto che sarebbe un'abitudine costosa, a fatica sto abituandoli al giorno del kraffen, stabilito nel martedi ed e' bello vedere come aspettano con entuasiasmo quel giorno per gustarsi il loro premio merenda, li accontentassi tutti i giorni non sarebbe la stessa cosa...
Va beh Simo, ma qui si mescolano considerazioni d'altro genere: tutti i giorni krapfen a merenda non è il massimo, o no?
Io ho il dramma lecca lecca dopo la scuola dal panettiere sotto casa.
Ma se mi contengo non è per creare aspettativa. E' solo perché un lecca lecca al giorno, sempre, non mi sembra particolarmente salutare.

Sulla pubblicità hai ragione. Io la taglio registrando i programmi o propongo i cartoni su internet ma le rare volte che la vedono dai nonni è un delirio. :storto:

Avatar utente
Daria
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6327
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:36 pm

Messaggio da Daria »

lenina ha scritto:Ma su cosa vorresti puntare?
Sulla frustrazione legata all'attesa?

Davvero ti sembrano sensate teorie che arrivano a imporre di far aspettare i bimbi per magiare perchè così imparano ad aspettare (e da come la descrivi la teoria pedagogica a cui faceva riferimento la maestra è questa)
non mi pare assolutamente dei aver parlato di questo nei miei interventi
perche' frustrazione? Se la mamma e' in grado di spiegare al bambino che non si puo' avere tutto e subito ma che per certe cose bisogna aspettare , altre bisogna meritarsele, c'e' qualcosa di frustrante o sbagliato?

Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

lenina ha scritto: Non mi piace il "no" o il "poi" non motivato detto solo per prolungare l'attesa,

infatti, mi s apiù di giochetto sessuale col partner che di linea educativa che secondo me va sempre condivisa:
sì,perché...
no perché...
aspetti quella data perché...

e poi quoto anche il fatto di fare coi bambini quello che si fa PER SE', noi aspettiamo di comprare qualcosa solo per crogiolare nell'attesa? io credo di no, magari aspettiamo di autogratificarci, magari aspettiamo di avere i soldi ma non credo vi sia nessuna che dica: aspetto a prendere la pedana della WI (ahhahah) così la desidero di più!

Avatar utente
Nat
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6237
Iscritto il: sab dic 16, 2006 12:38 pm

Messaggio da Nat »

Simo72 ha scritto:non mi pare assolutamente dei aver parlato di questo nei miei interventi
perche' frustrazione? Se la mamma e' in grado di spiegare al bambino che non si puo' avere tutto e subito ma che per certe cose bisogna aspettare , altre bisogna meritarsele, c'e' qualcosa di frustrante o sbagliato?
Simo state a dire la stessa cosa secondo me
anche lei dice che se la cosa non si può si dice no o si fa aspettare,
solo non lo si fa a scopo educativo ma , appunto, per reale necessità...

Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

Simo72 ha scritto: perche' frustrazione? Se la mamma e' in grado di spiegare al bambino che non si puo' avere tutto e subito ma che per certe cose bisogna aspettare , altre bisogna meritarsele, c'e' qualcosa di frustrante o sbagliato?

Scusa Simo ma guarda che questo è quello che ti sta dicendo dall'inizio lenina, che i NO vanno motivati non che non si debbano dire.

ma che motivazionde del cazzo è: ti faccio aspettare così ti aumenta il dsiderio?

ti faccio aspettare perché hai appena comprato quest'altro gioco
ti faccio aspettare perché non hai rispettato i patti che ci eravamo dati
ti faccio aspettare perché per adesso è una spesa che non possiamo affrrontare

questo è un NO che educa, non: ti faccio aspettare così ti tengo in pugno.

Chloe83

Messaggio da Chloe83 »

Per me l'attesa immotivata non è un "valore". Se non c'è una ragione per rimandare l'esaudimento di un desiderio non vedo perchè non esaudirlo subito. Del resto mi comporto così anche verso me stessa, sarei ipocrita se negassi a mia figlia qualcosa che a me concedo, o se pretendessi da lei una capacità di attendere che io spesso non reputo ci sia ragione di esercitare.
Il che non significa dire sempre "sì", o non rimandare mai nulla. Ma a mio modo di vedere si rimanda per una ragione concreta, non per "educare".

Rispondi