Accontentare subito i desideri?

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Jersey ha scritto: Pensate a Polly, dovrebbe fare un mutuo ogni volta che vuole gratificarsi un po' :cisssss: (Polly scusa se ti ho preso ad esempio).
.

:bacio:



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non ho letto tutto lo confesso (sono entrata proprio nel vortice noimammoso leggere le prime e le ultime pagine quando non si ha tempo hahahahah)
dico la mia scusandomi in anticipo se magari ripeto o non centro il problema essenziale, scrivo quello che ho capito dalla poca lettura ma davvero ho il pc che fa tilt e mi devo "sbrigare"

Io trovo che l'esempio sia davvero importantissimo, ma il discorso varia molto con il crescere dei figli. I ragazzi di oggi non conoscono proprio il senso dell'attesa, tutto e subito è la loro regola e questo vale per ogni cosa, sia materiale che non.

Questo ha portato questa generazione, almeno i miei figli, a pretendere senza porsi domande: è possibile? i miei genitori possono? ha un senso la mia richiesta? E' troppo presto? ecc. ecc. Valentina comincia ora a capire e ad accettare anche un no dovuto ad esmpio ad un discorso economico.

Con gianluca siamo indietro anni luce non avverte proprio l'importanza dell'attesa che ha per me valore indipendentemente se sia voluta o provocata naturalmente dagli eventi della vita.

Sinceramente non mi pongo traguardi in merito stabiliti a tavolino. In una famiglia come la mia numerosa ma soprattutto diversa nelle età, si impara presto che non sempre una regola è tale in ogni momento della vita e per tutti allo stesso momento e questo fa parte anche dell'educazione all'attesa.
E' inutile che Gianluca continua a dirmi che lui all'età di camilla andava a letto alle 9 di sera e camila invece fa più tardi.

L'evoluzione della famiglia subisce appunto una crescita che cambia di volta in volta, cambiano appunto gli equilibri, un nuovo figlio, una nuova casa una nuova scuola ecc., ecc. spetta all'intelligenza collettiva familiare adeguarsi al nuovo schema e rendere consapevolmente partecipi anche i figli.
E in questo sono i genitori che devono guidare, che non significa quindi educare all'attesa appositamente, ma significa dare valore ogni volta a ciò che in quel momento rappresenta quello migliore e unico, che varia di famiglia in famiglia.

Più i figli crescono e più l'esempio la fa da padorna, ma cominciare fin da piccoli a renderli responsabili su certe questioni a mio avviso li aiuterà da più grandi a riconoscere meglio una motivazione contraria alla loro richiesta, perché "fuori" non è sempre quello che vorremmo fosse e più crescono e più il potere del "gruppo" ha il sopravvento e se dietro non c'è stato un buon lavoro fatto dosando e fondendo un'educazione familiare (diversa da famiglia a famiglia) con una educazione naturale, fisiologica che la vita ti propone, poco possiamo fare per renderli consapevoli e maturi!

Insomma le teorie, i teoremi assoluti ecc. (le TDM ahahah) sono sempre ben accetti a patto che vengano mediati e fatti propri.

e poi mai dire mai è sempre buona cosa ricordarselo e più i figli crescono e più diventa verità!!

dani69

Messaggio da dani69 »

Polly ha scritto:non ho letto tutto lo confesso (sono entrata proprio nel vortice noimammoso leggere le prime e le ultime pagine quando non si ha tempo hahahahah)
dico la mia scusandomi in anticipo se magari ripeto o non centro il problema essenziale, scrivo quello che ho capito dalla poca lettura ma davvero ho il pc che fa tilt e mi devo "sbrigare"

Io trovo che l'esempio sia davvero importantissimo, ma il discorso varia molto con il crescere dei figli. I ragazzi di oggi non conoscono proprio il senso dell'attesa, tutto e subito è la loro regola e questo vale per ogni cosa, sia materiale che non.

Questo ha portato questa generazione, almeno i miei figli, a pretendere senza porsi domande: è possibile? i miei genitori possono? ha un senso la mia richiesta? E' troppo presto? ecc. ecc. Valentina comincia ora a capire e ad accettare anche un no dovuto ad esmpio ad un discorso economico.

Con gianluca siamo indietro anni luce non avverte proprio l'importanza dell'attesa che ha per me valore indipendentemente se sia voluta o provocata naturalmente dagli eventi della vita.

Sinceramente non mi pongo traguardi in merito stabiliti a tavolino. In una famiglia come la mia numerosa ma soprattutto diversa nelle età, si impara presto che non sempre una regola è tale in ogni momento della vita e per tutti allo stesso momento e questo fa parte anche dell'educazione all'attesa.
E' inutile che Gianluca continua a dirmi che lui all'età di camilla andava a letto alle 9 di sera e camila invece fa più tardi.

L'evoluzione della famiglia subisce appunto una crescita che cambia di volta in volta, cambiano appunto gli equilibri, un nuovo figlio, una nuova casa una nuova scuola ecc., ecc. spetta all'intelligenza collettiva familiare adeguarsi al nuovo schema e rendere consapevolmente partecipi anche i figli.
E in questo sono i genitori che devono guidare, che non significa quindi educare all'attesa appositamente, ma significa dare valore ogni volta a ciò che in quel momento rappresenta quello migliore e unico, che varia di famiglia in famiglia.

Più i figli crescono e più l'esempio la fa da padorna, ma cominciare fin da piccoli a renderli responsabili su certe questioni a mio avviso li aiuterà da più grandi a riconoscere meglio una motivazione contraria alla loro richiesta, perché "fuori" non è sempre quello che vorremmo fosse e più crescono e più il potere del "gruppo" ha il sopravvento e se dietro non c'è stato un buon lavoro fatto dosando e fondendo un'educazione familiare (diversa da famiglia a famiglia) con una educazione naturale, fisiologica che la vita ti propone, poco possiamo fare per renderli consapevoli e maturi!

Insomma le teorie, i teoremi assoluti ecc. (le TDM ahahah) sono sempre ben accetti a patto che vengano mediati e fatti propri.

e poi mai dire mai è sempre buona cosa ricordarselo e più i figli crescono e più diventa verità!!
con "pacatezza"....ti quoto...

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dani69 ha scritto:con "pacatezza"....ti quoto...
grazie carissima :bacio:

erinmay
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Messaggio da erinmay »

Polly ha scritto: Più i figli crescono e più l'esempio la fa da padorna, ma cominciare fin da piccoli a renderli responsabili su certe questioni a mio avviso li aiuterà da più grandi a riconoscere meglio una motivazione contraria alla loro richiesta, perché "fuori" non è sempre quello che vorremmo fosse e più crescono e più il potere del "gruppo" ha il sopravvento e se dietro non c'è stato un buon lavoro fatto dosando e fondendo un'educazione familiare (diversa da famiglia a famiglia) con una educazione naturale, fisiologica che la vita ti propone, poco possiamo fare per renderli consapevoli e maturi!

ecco questo passaggio è esattamente quello che intendo io
l'educazione impartita dai genitori e quella impartita dalla vita devono compenetrarsi, integrarsi, "spiegarsi" a vicenda, e la prima non deve compensare la seconda (nel senso, tanto siccome di batoste ne prenderai dalla vita fuori, a casa ti concedo tutto; a casa, secondo me bisogna fornire gli strumenti emozionali per subire le batoste e attutire i colpi senza che questi li soverchino)


ho quotato solo questo per evidenziarlo, ma mi trovo d'accordo con tutto il post di polly

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Cosetta
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Messaggio da Cosetta »

Erin-75 ha scritto:perfetto,e su questo siamo d'accordo

ma che ha di negativo l'attesa di babbo natale, del gioco grande e più costoso, l'attesa del coniglio dispettoso che rimescola le uova e le nasconde per la caccia al tesoro?
boh, sarà che daniele va in fibrillazione già da luglio, comincia a pensare a come disegnare (quest'anno a come scrivere) la lettera. Si fa i film su quale elfo aiuterà babbo natale a costruire il suo giocattolo, programma già il tipo di biscotti che vuole preparargli, a luglio mi ha "costretto" a comprare una serie particolare di formine a forma di granchio, di stella marina, di pesce e di conchiglia, perché dove vive babbo natale mamma c'è solo la neve, il mare non c'è e lui sarà contento di vedere i biscotti a forma di mare.
e.

e chi ha detto che per il gioco "grosso" non sia giusto aspettare?
a me pare di aver detto esattamente questo
Irene aspettava Halloween da un mese, solo per fare una festicciola con un'amica, aspetta Natale, Pasque a il compleanno per mesi, non mi pare di non creare attesa, ma non è che la creo apposta, semplicemente il compleanno, Natale ecc sono una volta all'anno, semplicemente giochi grossi non c'è la possibilità di comprarne spesso.

Poi la quoto anche io Polly, ma posso sapere in cosa contrasterebbe con quello detto finora?
che l'educazione in casa deve educare alla vita?
Ma Fede io non ho mai detto "io le do tutto tanto poi fuori non potrà avere", ma bensì "è naturale che non possa darle tutto e questo basta a imparare"
Questo è il nostro nodo da cui non capisco perché non se ne esce.

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là dove c'è una istituzione uguale per tutti (ad esempio il Natale che viene una volta l'anno per tutti) è più facile far loro capire e quindi far comprendere il senso dell'attesa (OT che poi è fondante la festa stessa: tempo di avvento = tempo dell'attesa della venuta), il problema si pone quando ogni famiglia ha le sue "regole" le sue "priorità" ecc. ecc. e si scontrano con le nostre:

esempio stupido noi una volta alla settimana andiamo dal giornalaio e ognuno può decidere un giornalino entro i 3 euro (ed io non compro niente per me!!!) so di famiglie che lo fanno di regola 2 volte alla settimana, immagino che chi ne ha possibilità lo faccia tutti i giorni, giustissimo perché rientra nell'economia familiare personale.

Questo, soprattutto quando sono più piccoli, è per loro motivo di confronto e di disparità, quindi molto spesso è nelle piccole cose quotidiane che bisogna cercare di "educare" che sia all'attesa, alla responsabilità, alla giustizia, all'equità ecc. ecc. ecc. piuttosto che in quelle occasioni convenzionali, uguali per tutti e, pertanto, più facili da comprendere.

Quello che mi sento di fare è appunto di non sottovalutare mai le piccole cose, che, proprio perché piccole, spesso penso siano meno importanti, quando invece sono le piccole questioni quotidiane che formano maggiormente i figli.

In sostanza mi sembra si stia dicendo un po' tutti la stessa cosa in modalità diverse, come il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per intenderci!

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lenina
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Messaggio da lenina »

Cos73 ha scritto:e chi ha detto che per il gioco "grosso" non sia giusto aspettare?
a me pare di aver detto esattamente questo
Irene aspettava Halloween da un mese, solo per fare una festicciola con un'amica, aspetta Natale, Pasque a il compleanno per mesi, non mi pare di non creare attesa, ma non è che la creo apposta, semplicemente il compleanno, Natale ecc sono una volta all'anno, semplicemente giochi grossi non c'è la possibilità di comprarne spesso.

Poi la quoto anche io Polly, ma posso sapere in cosa contrasterebbe con quello detto finora?
che l'educazione in casa deve educare alla vita?
Ma Fede io non ho mai detto "io le do tutto tanto poi fuori non potrà avere", ma bensì "è naturale che non possa darle tutto e questo basta a imparare"
Questo è il nostro nodo da cui non capisco perché non se ne esce.
Quoto se no finisco per scrivere le stesse cose.

Davvero non capisco perchè non si riesca a sciogliere questo nodo :mumble:

Quello che sta dicendo cosetta (e che sto dicendo io) è che non serve programmare le attese perchè fanno parte della vita (così i regali di Natale arrivano a Natale, le uova di Pasqua a Pasqua il compleanno al compleanno e in queste occasioni arrivano pure i regali grossi che non possono arrivare spesso) è normale non serve "creare attesa" l'attesa c'è.

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