Se e come proporre Gonzales (o consigli di sorta)
Posted: Sun Oct 25, 2009 5:34 pm
Forse sbaglio a inserirmi qui, e forse la mia è una domanda sciocca. :red:
Nel caso non vogliatemene.
La cosa è questa: la compagna di un mio cugino (a cui io voglio strabene, che è stato mio testimone di nozze, che ha deciso di chiamare la sua bambina come me... un fratello, davvero) aspetta una bambina che nascerà a giorni.
Sto preparando adesso il pacco con il regalo che mi hanno chiesto.
Avevo pensato di "condirlo" con due libri che io ho apprezzato moltissimo("Besame mucho", e "Impariamo da lui", di Penelope Leach).
Vorrei farlo per dare alla "quasi-mamma" una mano, uno spunto utile.
Lei è di origini calabresi, si è trasferita in Toscana per vivere con mio cugino quando sono rimasti incinti, è lontana dai suoi, e attorniata dai miei parenti. Che non son cattive persone, eh. Però... però, ad esempio, io ringrazio che mia mamma sia lontana, perchè quando si parla di come educare i bambini è faticosissima, saccente, retriva, propugnatrice instancabile di quella gran stronzona della Hoggs. E mia mamma è uno degli elementi migliori.
Io, credo si capisca da quel che scrivo, se devo definirmi sono decisamente gonzaliana. Ho letto Gonzales un mesetto fa, ho letto la Leach (un'altra "voce" che apprezzo) quando la nanina aveva già un paio di mesi, e li ho letti annuendo tutto il tempo, felice di esser riuscita a fare per istinto quello che loro raccomandavano. In gravidanza avevo troppa paura di perdere la bimba per lasciarmi andare a letture... ma se avessi letto prima "Besame mucho" forse avrei "salvato" il mio allattamento, e sicuramente sarei stata ancora più ferma nel rigettare le ingerenze di terzi e ancora più serena nell'applicare le mie convinzioni.
Vorrei quindi proporre a lei (e a mio cugino, ma giocoforza più a lei che a lui) qualcosa che a me è stato utile, in piena buonafede.
Ma c'è un modo giusto per farlo? Lei non mi conosce bene (non conosce benissimo neppure mio cugino...), e inoltre ha in programma di tornare a lavorare dopo 3 mesi, per scelta (che non è proprio una scelta gonzaliana, ecco, e io mi sarei infastidita moltissimo se mi avessero proposto un approccio agli antipodi rispetto al mio... se lei si sente, che so, estivilliana, Gonzales me lo tira in testa).
Meglio lasciar perdere? O c'è un modo di proporle questi libri senza offenderla o infastidirla?
Nel caso non vogliatemene.
La cosa è questa: la compagna di un mio cugino (a cui io voglio strabene, che è stato mio testimone di nozze, che ha deciso di chiamare la sua bambina come me... un fratello, davvero) aspetta una bambina che nascerà a giorni.
Sto preparando adesso il pacco con il regalo che mi hanno chiesto.
Avevo pensato di "condirlo" con due libri che io ho apprezzato moltissimo("Besame mucho", e "Impariamo da lui", di Penelope Leach).
Vorrei farlo per dare alla "quasi-mamma" una mano, uno spunto utile.
Lei è di origini calabresi, si è trasferita in Toscana per vivere con mio cugino quando sono rimasti incinti, è lontana dai suoi, e attorniata dai miei parenti. Che non son cattive persone, eh. Però... però, ad esempio, io ringrazio che mia mamma sia lontana, perchè quando si parla di come educare i bambini è faticosissima, saccente, retriva, propugnatrice instancabile di quella gran stronzona della Hoggs. E mia mamma è uno degli elementi migliori.
Io, credo si capisca da quel che scrivo, se devo definirmi sono decisamente gonzaliana. Ho letto Gonzales un mesetto fa, ho letto la Leach (un'altra "voce" che apprezzo) quando la nanina aveva già un paio di mesi, e li ho letti annuendo tutto il tempo, felice di esser riuscita a fare per istinto quello che loro raccomandavano. In gravidanza avevo troppa paura di perdere la bimba per lasciarmi andare a letture... ma se avessi letto prima "Besame mucho" forse avrei "salvato" il mio allattamento, e sicuramente sarei stata ancora più ferma nel rigettare le ingerenze di terzi e ancora più serena nell'applicare le mie convinzioni.
Vorrei quindi proporre a lei (e a mio cugino, ma giocoforza più a lei che a lui) qualcosa che a me è stato utile, in piena buonafede.
Ma c'è un modo giusto per farlo? Lei non mi conosce bene (non conosce benissimo neppure mio cugino...), e inoltre ha in programma di tornare a lavorare dopo 3 mesi, per scelta (che non è proprio una scelta gonzaliana, ecco, e io mi sarei infastidita moltissimo se mi avessero proposto un approccio agli antipodi rispetto al mio... se lei si sente, che so, estivilliana, Gonzales me lo tira in testa).
Meglio lasciar perdere? O c'è un modo di proporle questi libri senza offenderla o infastidirla?