Un anno di te, di noi.
Il tuo primo compleanno, piccolino mio.
IO che non volevo diventare mamma, non ancora, ho ricevuto un dono, e quel dono si chiama Alessandro.
Sei arrivato il 15 giugno 2008. Un anno esatto, di già.
Quella mattina mi sono preparata come per andare a una gita.
Doccia, creme e cremine, un bel vestito. Faceva caldo e alle 5 ero in piedi, con quella pancia ormai enorme in cui mi sentivo intrappolata.
Non vedevo l'ora che nascessi.
Le mie aspettative erano rosee, dopo nove mesi passati tra ansie, paure, difficoltà e gioie.
Il dolore è stato grande, lungo, pensavo che avrei sofferto così per sempre, che non sarebbe finito mai. In fondo in fondo forse non mi rendevo conto di quanto vicino tu fossi.
Dentro di me, scivolavi piano. Troppo piano. Volevano farmi il cesareo entro un ora. Ma io e te li abbiamo fregati, tu sei stato bravissimo, hai sopportato quegli stritolamenti e hai sentito la mamma piangere e urlare e aggrapparsi coi denti e le unghie all'idea di te.
Io ho raccolto tutte le forze e anche di più.
Non era ora, ma non volevo un cesareo. Non dopo dieci ore di travaglio.
Ho letto la delusione negli occhi di tuo papà, che voleva tanto vederti nascere.
Non potevo, non potevamo e così, insieme, abbiamo fatto del nostro meglio.
Alle 20.23, l'ultima spinta.
Mentre sentivo il tuo corpo schizzare via da me, ho capito razionalmente che eri reale. Che c'eri davvero, mentre a volte ti avevo pensato come un sogno troppo grande per essere vero.
Eccome se eri vero.
Ti ho spinto talmente forte che l'ostetrica non se l'aspettava e tu sei rotolato col tuo piccolo corpicino nudo sul materasso.
Tuo papà rideva, piangeva, con gli occhi persi laggiù dove io non vedevo.
Per qualche istante mi sono sentita persa, vuota, e non riuscivo a vederti.
Poi, ti hanno appoggiato a me.
Le tue manine blu, fredde fredde, strette a pugno, la tua testolina appuntita e gonfia, e quel corpo minuscolo e un pò insanguinato, sembravi un piccolo girino, arrabbiato col mondo.
Il tuo piangere mi faceva tremare il cuore. Io pensavo che su di me ti saresti calmato e invece eri arrabbiatissimo, tiravi su la testolina e facevi "mhèèèèèèè"......
Ti hanno lavato, vestito e consegnato a un papà tremante.
Mentre la ginecologa mi dava i punti, ti guardavo così, in braccio a Simone.
Vi guardavate negli occhi, ti eri calmato e lui ti diceva tutte quelle cose che fino a poche ore prima sussurrava alla mia pancia.
Era estasiato, di una gioia aliena. E io ero in pace, avevo trovato la mia perfezione.
Il dolore è sparito in quell'attimo che ti ho visto.
Ho realizzato che è così che deve andare, che ogni dolore o difficoltà la posso affrontare, per te, per vederti star bene.
Quante cose cambiano in un solo anno.
L'attimo prima era la mia pancia, l'attimo dopo eri TU.
E oggi sei un bimbo bellissimo, dolce, coccoloso e testardo, che avevi un bel caratterino lo potevo presagire dai calcioni che mi tiravi nella pancia. Da quei pugnini chiusi su di me, a volerti tirare su e urlare il tuo disappunto.
Sei il mio orgoglio.
Mi guardi, mi tocchi, mi chiami anche adesso.
Mi vuoi.
Ogni giorno ti guardo scoprire il mondo, imparare tanto.
Ti vedo imitare i miei gesti, le parole.
So che cerchi di crescere e che io e tuo papà siamo le tue guide. Che ti fidi di noi e ci segui senza dubbi.
Sei tu, l'amore più grande, l'amore totale e assoluto.
La mia conquista.
La mia "isola che non c'è".
Questo primo anno, se devo proprio fare un bilancio, è stato intenso, faticoso e pieno di gioia. Ed è volato.
Ma è così, è la vita.
Una strada da percorrere insieme, in cui tu saprai sempre di avere le nostre mani a sostenerti ad ogni difficoltà.
Per te ci saremo sempre, non solo quando eri un neonato e dipendevi da noi completamente, non solo ora che hai un anno e muovi i primi timidi passi e tieni le manine in fuori, pronto ad aggrapparti a noi.
Ci saremo fino a quando la vita vorrà, a sostenerti, qualunque sarà la situazione.Ad ogni costo.
Perchè tu sei l'amore.
Sei tu che hai donato a noi la vita, anche se sembra il contrario.
Auguri mio piccolo grande pezzetto di cuore.
Ti amo immensamente e tutto il resto è superfluo di fronte a te.
Ti amiamo.
Mamma, e papà...
un anno...
Moderator: Paola
- Claudina
- Ambasciatore

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un anno...
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- Joined: Mon Sep 22, 2008 10:16 am
Il tuo Ale è fortunato.
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Più ti guardo e meno lo capisco
quale giro hai fatto
ora parte tutto un altro giro
e ho già detto tutto
quando il cielo non bastava
non bastava la brigata
eri solo da incontrare
ma tu ci sei sempre stato
quando il tempo non passava
non passava la nottata
eri solo più lontano
ma tu ci sei sempre stato
E MENO MALE CHE RIE C'E'! (E LO DICE COMUNQUE MEGLIO -Lupina docet-)
COME LO STUDIA ERIN NESSUNO MAI. (Paola M.)
Fortunate noi ad avere FEDE! (Silvi-a-)
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-
bisbetica76
Ciao Claudina,
mi sono rivista, nel tuo racconto, e mi sono emozionata...anche il mio Romeo compie oggi un anno...lo aspettavo per il 26 di giugno ma quella mattina mi sono alzata e perdevo abbondante sangue; siamo andati in ospedale ed è iniziato il mio travaglio; non ho urlato, mai, mentre pensavo che avrei tirato giù i muri...più che altro uggiolavo e latravo come un cane a cui qualcuno schiaccia con forza la coda
Sai, piccolo mio, alle 16.00 mi hanno detto di iniziare a spingere e io pensavo" finalmente, tra poco il dolore finirà e ti avrò tra le mie braccia!" Ma non avevo fatto i conti con la realtà: dopo due ore di spinte interminabili finalmente sei uscito, legato come un salame, con la testa llungata e blu sembravi Marge Simpson...Papà ha pianto mentre ti prendeva in braccio, mentre io ero troppo stanca anche per quello...però quando ti hanno appoggiato sulla mia pancia, tutto rosso, viola e blu e mi hai guardato, ho pensato che eri la cosa più buffa e tenera e dolc edel mondo: "il mio artista" ho detto, e ho cominciato a cantare per te, mentre ti attaccavi la mio seno, e continuo a cantare, anche oggi, la più bella canzone " tanti auguri a te....

mi sono rivista, nel tuo racconto, e mi sono emozionata...anche il mio Romeo compie oggi un anno...lo aspettavo per il 26 di giugno ma quella mattina mi sono alzata e perdevo abbondante sangue; siamo andati in ospedale ed è iniziato il mio travaglio; non ho urlato, mai, mentre pensavo che avrei tirato giù i muri...più che altro uggiolavo e latravo come un cane a cui qualcuno schiaccia con forza la coda
Sai, piccolo mio, alle 16.00 mi hanno detto di iniziare a spingere e io pensavo" finalmente, tra poco il dolore finirà e ti avrò tra le mie braccia!" Ma non avevo fatto i conti con la realtà: dopo due ore di spinte interminabili finalmente sei uscito, legato come un salame, con la testa llungata e blu sembravi Marge Simpson...Papà ha pianto mentre ti prendeva in braccio, mentre io ero troppo stanca anche per quello...però quando ti hanno appoggiato sulla mia pancia, tutto rosso, viola e blu e mi hai guardato, ho pensato che eri la cosa più buffa e tenera e dolc edel mondo: "il mio artista" ho detto, e ho cominciato a cantare per te, mentre ti attaccavi la mio seno, e continuo a cantare, anche oggi, la più bella canzone " tanti auguri a te....
