Il giorno precedente le prime le avvisaglie...e da buona primipara mi sono precipitata al’ospedale. Eh signora è presto, vada a casa e si rilassi...e così feci. Poi per paura di andare troppo presto, cercai di resistere più che potevo. La mattina dopo mi sono infilata nella vasca da bagno e lì son rimasta per tipo 3 ore...era l’unico posto dove riuscivo a resistere. Alle 4 del pomeriggio non ce la facevo più e ho chiamato il marito. Corsa da gallarate per arrivare a milano, al buzzi dove avevo deciso di partorire. lì mi visitano e mi dicono che ho iniziato il travaglio, ma che non hanno posto!
così mi ritrovo fuori dal buzzi al telefono con il mio gine che mi dice di andare alla mangiagalli perché era l’unico posto che mi assicurava l’epidurale a quell'ora. E così faccio. Mio marito a quel punto si stava agitando non poco, abbiamo preso due multe per arrivare all’ospedale (che poi siamo riusciti a non pagare
)... Una volta lì, mi rivisitano e mi dicono che sono di 2 cm circa, dopo nemmeno un’ora avevo già l’epidurale fatta. Quando ho visto entrare l’enestesista bello canuto, ho tirato un sospiro di sollievo
...la paura era a mille!
Da lì in poi una passeggiata vera per circa 6 ore. Momento in cui, avendo raggiunto i 9 cm, mi sospendono la flebo. E lì son cominciati i dolori...e che dolori, visto che ho spinto per 2 ore e mezza. Quella cretina di ostetrica che non faceva nulla se non dirmi di spingere. Ma io stavo già spingendo con tutte le mie forze!
Ad quel punto entra il gine di turno, guarda il monitor del tracciato, guarda l’ostetrica e mi salta letteralemnte sulla pancia. Mio marito si spaventa e urla, io sento un dolore atroce e gli apro il braccio con le unghie. Al che lui molla la presa e dice che la bambina sta soffrendo e dobbiamo intervenire subito. E sta cretina che ci sta a fare qui, ho pensato io...a quel punto cerco di trovare il coraggio e dico, ok proceda. Lui mi risalta sulla pancia e insieme diamo una bella spinta. Esce la testa e sento cloc, cloc. E lì capisco. Giorgia aveva due giri di cordone intorno al collo, arrivava ad un certo punto e tornava su. Un incubo!
Non la sento piangere e chiedo perché? Allora finalmente me la fanno vedere. Piango dalla gioia e dalla stanchezza probabilmente. Me la appoggiano e la vedo in tutta la sua bellezza. Troppo bella per essere mia e chiedo se è davevro mia figlia...
erano le 12,36 minuti del 25 settembre 2003.
Mi guardava con quello sguardo serio, con quegli occhioni che sarebbero diventati verdi, senza che né io né suo padre li avessimo verdi...quella boccuccia a cuore, che ancora non sorrideva, ma che pareva dipinta e i suoi meravilgiosi capelli biondi. Non scorderò mai quello sguardo, mai amore mio!