io mi sento un po' impontente di fronte a questa situazione.
Comincio piano piano a capire le dinamiche dei gruppetti all'asilo e percepisco un'Alice un po' sofferente.
Vorrebbe giocare con certi bimbi che però pare non vogliano giocare con lei.
Altri bimbi più grandi la lasciano giocare con loro ma lo fanno solo per avere una bimba più piccola da trattare un po' così così e cui fare dispetti... Alice porta a casa i disegni pasticciati di lato (è stata quella bimba, io spostavo il foglio più in là ma lei continuava a pasticciarmelo), oggi ha pianto perché una bimba voleva scambiarle la ciotola del gelato e lei non voleva.
Sono cretinate, me ne rendo conto. Ma la sofferenza di Alice la percepisco come reale.
So che crescerà e queste cose non le ricorderà nemmeno più.
Però non vorrei che ora questi episodi cominciassero ad incrinare qualcosa e che lei non andasse più volentieri all'asilo.
Forse oggi mi sento un po' così perché Alice per la prima volta ha pianto all'asilo.
Ha cominciato quando l'ho lasciata lì (è iniziata male perché i bimbi più grandi le avevano nascosto il suo pelouche preferito) e la maestra quando sono tornata a prenderla mi ha detto "oggi non è andata tanto bene. ha iniziato a frignare da subito e a fasi alterne questa cosa ritornava".
Certe volte vorrei che tornasse ancora piccola per poterla proteggere dal mondo e dalla sofferenza e dalla frustrazione.
Ma non si può, me ne rendo conto.
Ci sono momenti in cui l'asilo lo percepisco come una giungla.
Alice è una bimba molto sensibile, fino ad ora l'asilo ha portato solo peggioramenti in lei. Insabilità emotiva, insicurezze, parole che qui non ha mai sentito, dispetti eccetera.
Ma possibile che si debba per forza passare da tutto questo per crescere?
Rivoglio la mia bimba dolce e tranquilla. Voglio poterle dare di nuovo i suoi ritmi e le sue abitudini. So che qui sto sbagliando in pieno. Ma lasciatemelo dire almeno adesso. Sono pensieri che non mi permetto nemmeno mai di fare. Non appena tentano di formarsi li ricaccio subito in un angolino e faccio finta di niente.
La vita è questa. Non li potremo proteggere per sempre e allora è meglio che imparino ad arrangiarsi da soli. Lo so.
Ma nessuna fa mai pensieri come i miei?
Alice fatica a socializzare
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Athina
Però strano che le maestre non intervengano quel minimo, quando i dispetti sono un po' troppi. Cioè tutti i disegni pasticciati per esempio, io in quel caso interverrei per dire all'altra bimba di smettere.
Comunque non so cosa dirti, perchè ho visto anche io Samuel rifiutato da bambini (al parco giochi però) e mi si stringeva il cuore. Però lui mi sa che ha un carattere diverso, perchè ho notato che non si scoraggia e ci prova sempre e ancora e ancora. La tenacia l'avrà ereditata da me
Ma sono d'accordo con te quando dici che sono le piccole sofferenze che li aiutano a farsi forti, per affrontare le varie difficoltà e prove della vita.
Credo che tu possa aiutarla coccolandola e spiegandole la dinamica delle cose (io a volte a Samuel propongo le alternative quando vedo che altri non vogliono giocare con lui, gli spiego che non hanno voglia, che lui forse per loro è ancora troppo piccolo, insomma, gli parlo tranquillamente spiegandogli come stanno le cose, in semplicità e verità).
Se vedi che la tristezza di Alice perdura, magari parla con le maestre e vedi con loro cosa consigliano di fare o dire.
Un abbraccio e non ti preoccupare, di pensieri ne vengono milioni.
Comunque non so cosa dirti, perchè ho visto anche io Samuel rifiutato da bambini (al parco giochi però) e mi si stringeva il cuore. Però lui mi sa che ha un carattere diverso, perchè ho notato che non si scoraggia e ci prova sempre e ancora e ancora. La tenacia l'avrà ereditata da me
Ma sono d'accordo con te quando dici che sono le piccole sofferenze che li aiutano a farsi forti, per affrontare le varie difficoltà e prove della vita.
Credo che tu possa aiutarla coccolandola e spiegandole la dinamica delle cose (io a volte a Samuel propongo le alternative quando vedo che altri non vogliono giocare con lui, gli spiego che non hanno voglia, che lui forse per loro è ancora troppo piccolo, insomma, gli parlo tranquillamente spiegandogli come stanno le cose, in semplicità e verità).
Se vedi che la tristezza di Alice perdura, magari parla con le maestre e vedi con loro cosa consigliano di fare o dire.
Un abbraccio e non ti preoccupare, di pensieri ne vengono milioni.




