LETTONE SI, LETTONE NO

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
Avatar utente
Lella
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 4494
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:23 pm

Messaggio da Lella »

mannaggia abbiamo problemi di collegamento !
Ho elto velocemente e mi piace come si è evoluto il post, un pò la vedo come l'ultimo intervento di ninna-nanna.
Volevo aggiungere velocemente che a Jacopo non le interessa niente dormire nella stanza con Andrea, cerca proprio me se si sveglia e lo stesso ad ANdrea, se fà un incubo chiama me, lui che da subito si è abituato a dormire nella sua stanza vuole però che vado io a fargli compagnia nel suo lettino!



Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

se da una parte dormire con qualcuno può infondere sicurezza dall'altra ritarda l'indipendenza dello stesso e quindi la sicurezza acquistata in quest'occasione viene poi a mancare in futuro, magari per altre questioni.
è su questo Monica che non vi sono prove scientifiche Né in un senso Né nell'altro, io per mia esperienza posso smentirle, nel senso che io e mia sorella NON abbiamo MAI avuto il veto di accesso al lettone, eppure a 14 anni siamo andate, ENTRAMBE, a vivere a 50 km dai miei per poter frequentare le superiori abitando in un piccolo paesino della valle Trompia. Abbiamo lavorato veramente dalle elementari (nel senso che avevamo un'attività in famiglia per cui serviva anche il nostro aiuto) e
L'università l'abbiamo fatta entrambe fuori sede e mia sorella si è addirittura trasferita da allora a 200 km da casa, entrambe lavorando per mantenerci il surplus, visto che ci sembrava già troppo chiedere ai nostri genitori di mantenerci casa, tasse ecc.

Conosco gente che NON ha mai dormito coi genitori e ha fatto il mio medesimo percorso di distacco.

Come vale esattamente il cntrario.

Detto ciò, ognuno credo che o ricava benefici dalla sua esperienza o decide di fare esattamente il contrario a secondo di quel che gli è rimasto dentro, quoto il fatto che si debba stare bene, noi e i bambini.

Io non credo che l'indipendenza però passi dal "fingere" di non avere paura, e questo succede quando i genitori si illudono che il figlio è BRAVO solo perché di notte non richiede il loro intervento.

Non nego che esistano bambini che assolutamente vogliono essere indipendenti da subito, li vedo e ne ho conosciuti anch'io, come ho spesso visto bambini, che dato il veto intransigente dei genitori hanno smesso di esternare le loro paure che venivano minimizzate o additittura ridicolizzate dagli stessi, si sono rassegnati.
E nemmeno in questi casi si ha la certezza che avranno TURBE, però a me l'idea che mio figlio si rassegni a fare una cosa (dormire da solo) che nemmeno a me piace, mi fa pensare.

Sulla coppia e sulla famiglia dovremmo aprire in capitolo, io ad esempio son certa che do' a mio figlio più l'idea di FAMIGLIA che di coppia genitoriale, ma questo non solo nel sonno o nella divisione delle stanze, ma in tutto ciò che faccio.
Ma anche questo mi è venuto dall'educazione ricevuta, non mi ha fatto male e quindi lo replico, non mi ricordo di aver mai avuto il complesso di Elettra e questo mio senso forte della famiglia credo venga da lì, proprio nel non aver MAI visto i miei genitori solo una coppia ma noi con loro una famiglia.

Avatar utente
Lella
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 4494
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:23 pm

Messaggio da Lella »

sempre più considerazioni interessanti!!

Secondo me però cambia il discorso tra dormire insieme d'abitudine con quello di non avere il divieto di accesso nel lettone, sono situazioni diverse, secondo me c'è differenza fare addormentare e far rimanere il bambino nel proprio lettone tra la coppia che accoglierlo nel momento che lo richiede.
Forse per capire fino in fondo la teoria della Finzi dovrei riportare anche quello che pensa a proposito del lettino visto come collocazione di spazio all'interno della famiglia. Dopo cerco il pezzo.

Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

Sì infatti si è fatto il processo alla Finzi (io per prima) senza aver letto tutto il resto (anche se alcuno frasi hanno un certo peso e gravità che è impossibile negarle).

La differenza che hai sottolineato magari ha anche una certa importanza se vogliamo disquisire sui menage famigliari (anche se io credo che siano tanto personali e ritagliati su se stessi che farne delle regole "comportamentali" mi pare eccessivo), il problema a mio avviso però sono le CONSEGUENZE, ossia stabilire CON CERTEZZA che in un caso o nell'altro vi possano essere conseguenze nefaste e positive sull'individuo bambino e sul suo futuro da adulto.

Avatar utente
Lella
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 4494
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:23 pm

Messaggio da Lella »

Per dare una visione un pò più completa del pensiero della Finzi riporto altri due passaggi significativi.
Ce ne sarebbe poi uno ancora più "forte" sul divieto dei bambini intorno ai tre anni, se vi interessa possiamo trattarlo e discuterlo in un altro post.

"La cosa migliore è che il bambino dorma subito non solo nel suo lettino, ma nella sua stanza, se è possibile: e questo dal primo giorno, quando arriva a casa dalla clinica. Se si vive in un appartamento piccolo, dove non c'è una cameretta tutta per lui, è bene creare comunque una separazione fra l'ambiente in cui dormono i genitori e quello del bambino. Lo si può fare mettendo un paravento fra il letto e la culla. Oppure sistemando il piccolo appena fuori dalla camera dei genitori, in uno spazio riparato, da trasformare in una sua nicchia.
Già appena nato è importante che ogni bambino abbia uno spazio per sé, nella famiglia: prima di tutto come persona, nella mente dei genitori, che ne riconoscano l'unicità, l'individualità. Un riconoscimento che trova una conferma concreta nello spazio fisico che si ritaglia per lui nell'ambiente familiare: un luogo separato che lo aiuti ad elaborare a poco a poco la sua autonomia dalla coppia.

.....
.....

Le eccezioni alla regola.
Come ogni regola, anche questa ha le sue eccezioni: purchè naturalmente l'eccezione non diventi la regola. A volte è bene avere un po' più di tolleranza, di flessibilità di fronte alle richieste dei bambini.
Nulla vieta che, in casi particolari, lo si porti con sé, nel lettone, per farlo addormentare, riportandolo poi nel suo lettino. Si evita così di condividere, insieme al sonno, anche un'intimità che non và condivisa. E nello stesso tempo si dà modo al bambino di sentirsi rassicurato, protetto, quando in momenti particolarmente difficili della sua crescita, si fa più forte il bisogno della vicinanza dei genitori, per potersi addormentare tranquillo.
In alcune fasi dello sviluppo infantile, il bambino sembra ritornare piccino, in balia di angoscie difficili da contenere, che gli rendono più penoso il distacco serale e più drammatico il risveglio notturno.
Allora il letto dei genitori può rappresentare quel “contenimento fisico” di cui ha bisogno nel momento critico del passaggio dalla veglia al sonno. Questo bisogno emerge anche di fronte a cambiamenti improvvisi che, contrastando la natura fondamentalmente abitudinaria del bambino, incrinano la sicurezza che trae dalla ripetitività degli eventi quotidiani.

.......

Ma se è sempre meglio evitare di dormire insieme, tutta la notte, nel lettone, di giorno invece le cose cambiano. Il corpo non è più così abbandonato come nel sonno: c'è più controllo, più consapevolezza da parte dei genitori. E allora stare insieme nel letto coniugale, magari la domenica mattina, quando c'è più tempo per indugiare dopo il risveglio, può essere un momento di gioia, di allegria, di piacere condiviso: una festa per tutti, dopo una settimana di lavoro che spesso porta ciascuno per strade diverse"

Avatar utente
Cosetta
Moderatore
Moderatore
Messaggi: 8322
Iscritto il: lun lug 22, 2013 4:13 pm

Messaggio da Cosetta »

Io giuro non capisco di cosa parla. Di che tipo di "abbandono" che potrebbe essere così nocivo, ad ogni modo son sicura che nel nostro caso non esista!!!
Mi viene in mente una notizia di qualche giorno fa: padre processato per "attenzioni" notturne verso la figlia di 9 anni che dormiva accanto a lui, e assolto perchè considerato appunto non consapevole di quel che faceva perchè aveva agito nel sonno.
Ecco ma se Luca avesse (dioloscampi!) sto genere di atteggiamenti notturni io me ne accorgerei immediatamente... tanto per cominciae non li ha con me (quando dorme dorme, anzi spesso si gura dall'altra parte e abbraccia sto cazzo di cuscino ah ah), ma comunque se ci son contatti notturni sono semmai affettuosi e, se d'altro tipo, sempre in semiveglia, cioè io son sicura che lui è cosciente di quello che fa.
Insomma questo "abbandono" può riguardare una piccola percentuale di persone e forse può anche giustificare la rigidità di questa psicologa sull'argomento non so. Io son cerca che nel nostro caso il problema non esiste e comunque vorrei capire se quelli che usano come scusa "l'abbandono" sotto sotto lo fanno perchè, ahinoi, vorrebbero farlo.. cioè io dubito che non ci sia proprio responsabilità.

Avatar utente
Bibi
Admin
Admin
Messaggi: 2858
Iscritto il: sab feb 11, 2006 12:01 pm

Messaggio da Bibi »

A me sta Finzi m'inquieta :ehhh:

Avatar utente
Lella
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 4494
Iscritto il: ven dic 15, 2006 4:23 pm

Messaggio da Lella »

Infatti Cos, ho notato che lei insiste molto sull'involontarietà del corpo nell'abbandono del sonno, cioè a quanto pare il presunto problema da evitare deriva proprio dai genitori!

Bloccato