La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

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Cosetta
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Re: R: RE: Re: RE: Re: R: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Cosetta »

Lucia76 ha scritto:
Trilli ha scritto:
Lucia76 ha scritto:Io non prendo per verità assoluta ciò che dice la Paglia. Credo che nel suo discorso ci siano verità assolute perché oggettive ed evidenti: per procreare ci vuole un uomo e una donna, questa è la realtà, non è religione né voler imporre le proprie idee. Lei dice che infatti non è la "normalità", sbaglia? Se arriviamo a relativizzare questo davvero diventa difficile anche comprendersi.
Non ti (tu generico) impongo la mia visione, io non ho nulla contro gli omosessuali, ci mancherebbe pure, due persone adulte fanno quello che vogliono, se vogliono vivere insieme se vigliono ufficializzare la loro unione, nessun tipo di problema. Ma se si parla di bambini allora IO (che pur nella mia piccolezza d'opinione gli studi di pedagogia gli ho anche fatti) sono molto perplessa e molto preoccupata. Il discorso di lella è giustissimo a mio parere, mi riferisco al discorso figli. E cosa dire quando la psicologa ti dice che a quel figlio manca un riferimento maschile (ad esempio) e che invece gli servirebbe? Tutto inutile? Figura educativa maschile e femminile sono uguali? No. E non lo dico io, e neppure il papa,
Quindi torno a chiederti: le mamme sole? Bisognerebbe imporre loro il matrimonio o toglier loro i figli? Daniele Novara (psicopedagogista) ha chiarito che si parla di "ruolo" maschile, non di "genitore maschio" e che all'occorrenza quel ruolo lo dovrà ricoprire la madre.
Quanto alle verità assolute oggettive ed evidenti, per procreare ci vogliono due genitori sani fertili e in grado di procreare. Quindi niente fivet?
Infine, perché TU vuoi imporre ad altri la TUA visione sull'educazione dei figli? Tu non ricorrerai alla fecondazione eterologa e possibilmente neanche a quella non eterologa, tu non sposerà una donna e non cercherai una madre surrogata.
Ma perché devi impedire a ME di farlo? Chi ti dice che io, solo perché non la penso come te, debba essere per forza un cattivo genitore?
Torno a dire che le stesse argomentazioni erano usate contro il divorzio.

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Trilli provo a risponderti, anche se l'ho già fatto non solo in questo post ma più volte in questo forum. Poi chiudo però, scusatemi.
Trovo totalmente fuori luogo quello che mi chiedi a proposito delle mamme sole. L'ho appena detto e lo ridico: le mamme sole (che di solito non scelgono di esserlo) si fanno un culo tanto per crescere ed educare i loro figli, direi che ne abbiamo esempi più che illustri e stimati in questo forum e ovunque vicino a noi. Sinceramente non so come facciano perché io mi sento una schiappa e ho l'aiuto di mio marito. Perché mai dovremmo togliere figli a una mamma sola? E ancora più assurdo, perché dovrebbe sposarsi o essere obbligata a farlo? Pensi davvero che qualcuno abbia in testa questi pensieri? Nessuno dice che un figlio cresciuto da una madre single cresce male o con problemi. NON LO DICE NESSUNO, o meglio nessuno di autorevole ecco. Resta il fatto che a quel figlio mancherà un padre. E questo non è indifferente. Potrà sentirsi abbandonato, potrà risentire della figura maschile con cui identificarsi se è maschio, potrà non avere niente di tutto questo e fare la vita più serena e felice del mondo, ma che a quel bambino manchi un pezzo (delle sue radici ad esempio) resta innegabile. Stessa cosa vista al femminile, ossia se manca la mamma. Che cosa c'è di strano o di falso? Nessuno accusa nessuno mi pare, non io almeno.
Su questo del ruolo educativo maschile e femminile c'è una letteratura infinita (compreso il prof. Novara che citi tu), così come c'è una notevole bibliografia sulla "assenza del padre" (assenza spesso non solo o non tanto fisica). Detto questo (che esula grandemente da un discorso religioso), resto perplessa e preoccupata sullo eliminare le differenze di genere per quanto riguarda la crescita e l'educazione di un bambino. Una volta fui quasi linciata per l'esempio che feci dell'essere senza una gamba, lo ricorderai forse. La penso ancora così, e ho spiegato le basi scientifiche e le evidenze di questo pensiero. Poi non nego la possibilità che un bambino possa crescere benissimo in una coppia di omosessuali, così come può crescere malissimo con due genitori etero, ma ciò non giustifica "esperimenti" perché si parla di vita umana.
per rispondere alle ultime domande, io non impedisco a nessuno di ricorrere all'eterologa o di fare chissà che altro, chi sono per impedirlo? Non sono io il legislatore ma se mi si chiede un parere (e il mio parere ha lo stesso identico peso del tuo così come di quello della Paglia o di chiunque altro) io lo esprimo. Accuso qualcuno di essere inadeguato o cattivo genitore? Mai fatto sinceramente.
Una letteratura infinita?
Bah.
Caso singoli non sono significativi, mentre per quanto riguarda la posizione ufficiale delle associazioni di psicologi e psichiatri mi risulta che, come dicevo, negli Stati Uniti dove l'esperienza è ormai pluridecennale, dicano che due uomini o due donne crescano figli che non differiscono dai coetanei, basandosi su osservazioni su grandi numeri.
Gli altri su cosa si basano?


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Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Cosetta »

E non c'entra niente il fatto che nella famiglia "tradizionale" un padre esistente ma assente causi "danni": il problema lì non è l'assenza, tra l'altro, ma il rifiuto.
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Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da renocchia »

Però se quando parlate di famiglia tradizionale evitate di fare solo esempi di padri alla Pacciani e mamme alla Franzoni sarebbe meglio.
Detto questo a mio modesto parere il fatto che ci voglia un ovulo ed uno spermatozoo non è casuale.
Molto probabilmente le portatrici di ovulo hanno determinate caratteristiche che unite e compensate dalle caratteristiche e attitudini dei portatori di spermatozoo fanno sì che si crei un equilibrio tale per cui un bimbo venga al mondo e sia allevato.
Se vogliamo negare le differenze caratteriali e attitudinali tra uomo e donna stiamo negando un'evidenza.
Io e mio marito ci compensiamo in molte cose così come mia madre e mio padre.
Voi no?


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Re: RE: Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Tropical »

renocchia ha scritto:Però se quando parlate di famiglia tradizionale evitate di fare solo esempi di padri alla Pacciani e mamme alla Franzoni sarebbe meglio.


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Nessuno ha fatto questi esempi già pagine fa. Sono estremismi da non considerare.
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Re: RE: Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Tropical »

renocchia ha scritto: Io e mio marito ci compensiamo in molte cose così come mia madre e mio padre.
Voi no?

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Avevo aperto un thread su questo argomento. Ci sono padri che possono sostituire in toto una madre, ma anche di quelli che non sanno neqnche cosa voglia dire cambiare un pannolino.
Dipende dalle abitudini, dalle attitudini e dalle necessità.

Questa mattina con la mia psicologa abbiamo parlato di questo argomento. Lei mi ha chiesto se secondo me un padre può fare il lavoro di una madre.
Ho risposto: "Mio marito sì. Alcuni padri non ne sarebbero capaci, così come ci sono madri che non sanno fare le madri".

Non per niente ricordiamoci che la maggior parte di coloro che frequentano psicologi e psichiatri hanno problemi derivanti dal rapporto col padre o la madre (o entrambi).
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Re: RE: Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Trilli »

renocchia ha scritto:Però se quando parlate di famiglia tradizionale evitate di fare solo esempi di padri alla Pacciani e mamme alla Franzoni sarebbe meglio.
Detto questo a mio modesto parere il fatto che ci voglia un ovulo ed uno spermatozoo non è casuale.
Molto probabilmente le portatrici di ovulo hanno determinate caratteristiche che unite e compensate dalle caratteristiche e attitudini dei portatori di spermatozoo fanno sì che si crei un equilibrio tale per cui un bimbo venga al mondo e sia allevato.
Se vogliamo negare le differenze caratteriali e attitudinali tra uomo e donna stiamo negando un'evidenza.
Io e mio marito ci compensiamo in molte cose così come mia madre e mio padre.
Voi no?


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Io credo fortemente che la società umana sia molto più cultura che natura, ed è questo che ci differenzia dagli animali.
Credo che le caratteristiche che differenziano l'approccio alla famiglia di molti uomini da molte donne siano un frutto dell'educazione, che propone alle femmine modelli di comportamento diversi da quelli dei maschi. Tanto diversi che un bimbo che gioca con le bambole suona strano a molti.
Fortunatamente le donne si sono affrancate almeno in parte da certi modelli, e hanno sogni diversi da quelli delle donne di sessanta anni fa.
Conosco coppie i cui figli sono stati accuditi, fin da piccoli, dai padri, perché svolgevano un'attività lavorativa che lasciava loro maggior tempo libero rispetto a quella delle loro mogli. Uno di questi figli è mio cugino, cresciuto da suo padre e ora quarantenne etero convivente e con due bimbi, oltre che manager di una multinazionale. Quindi ci si può benissimo compensare anche se la donna non "fa la mamma" in senso stretto e così il papà.
Mio marito amerebbe molto poter lasciare il suo lavoro e fare il papà e il casalingo, ad esempio. Ha nutrito cambiato e accudito Alice anche quando era piccolissima, mentre io ero al lavoro, ma la bimba non pare averne riportato turbe di qualche genere.
Il fatto che vi siano portatori di spermatozoi con caratteristiche evidentemente "femminili" dimostra che non tutto è bianco o nero. Così come il fatto che in diverse famiglie sia la donna ad avere il carattere più determinato e aggressivo.

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Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da Ospite »

Io comunque non mi riferisco al "maschio" capace di cambiare pannolini o passare lo straccio.
Mi riferisco a punti di vista maschili Vs punti di vista femminili.
A diverse sensibilità.
A diversi modi di vedere e percepire le cose.
È questo quello in cui ci si compensa

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renocchia
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Re: La famiglia tradizionale e quella meno tradizionale

Messaggio da renocchia »

Io comunque non mi riferisco al "maschio" capace di cambiare pannolini o passare lo straccio.
Mi riferisco a punti di vista maschili Vs punti di vista femminili.
A diverse sensibilità.
A diversi modi di vedere e percepire le cose.
È questo quello in cui ci si compensa

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