Smettere di allattare e dormire nel lettino

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Paola
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Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da Paola »

Io non trovo in questa discussione toni offensivi, mi piace il fervore di Nanà, di cui condivido il pensiero su sonno condiviso, e mi piace la maniera di discutere di Renocchia perché anche laddove usa un termine importante come "patologico" poi lo circostanzia, dimostrando che non era un'offesa.

Io ho ormai bambini grandi 12 e 8 anni. Jacopo ha coslippato finché ha voluto, sui 6/7 anni mi pare, manco ricordo.
A fasi alterne perché a 4 anni, quando è nata la sorella ebbe un guizzo di autonomia.
Maddalena coslippa ancora, con chiunque capiti a tiro, basta avvinghiarsi a qualcosa di caldo e morbido nella fase dell'addormentamento, poi si stacca dorme tutta notte, anche in giardino.

Jacopo ha smesso di prendere latte sull'anno, e beveva litri di bevande terribili zuccherate di notte, ha tolto il pannolino tardissimo, vi rassicuro che non ha nessuna patologia, è jndipendente è una media del 9 e mezzo a scuola.
A Maddy ho tolto io la tetta, dato che la snobbava, verso i 10 mesi, anche lei sta bene anche se coslippa.

Quel che mi preme dirvi è che i bambini patologici, comportamentali per questioni affettive (non per patologie di altro tipo) lo sono perché non hanno ricevuto amore e basta.

Che averli svezzati col piermarini o averli lasciati nel letto fino a 10 anni non fa di loro dei serial killer (altrimenti poveri bambini africani, indiani, cinesi, sudamericani ecc costretti al sonno condiviso dai pochi spazi e dalla grande povertà).

Che tra 10 anni manco vi ricorderete quel che è stato a meno che patologiche siate voi.

E che ad una mamma stanca che dice nel primo post: io sono stanca, non resta che da dire, fai quello che rende felice te, e nient'altro, perché la sua felicità vale più di qualsiasi altra teoria o disciplina.

Una mamma stanca ha sempre ragione.


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Patty73
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Re: RE: Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da Patty73 »

ciota81 ha scritto:Io ho allattato volentieri
Ma adesso sono proprio stanca e la mia schiena chiede pietà


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Simone ha dormito con noi nel lettone fino a 2 anni e tutto il giorno e notte usava la tetta come consolazione. Ad un certo punto ho deciso che avrei smesso, primo perché dormivo male e avevo anche l'altra figlia da accudire. 2 anni, per me, erano tanti per consolarsi così. Quando ne aveva voglia poteva accarezzarla, baciarla e stop. Lo fa ancora ogni tanto, nonostante i suoi 3 anni e mezzo, ma va bene. Esperienza vissuta da tutti serenamente.

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Trilli
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Re: RE: Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da Trilli »

Weinà ha scritto:Renée non c'è alcun bisogno di alterarsi, sai? Ho messo il verbo litigare tra virgolette proprio perché non credo che sia il verbo appropriato ma è quello che ha usato lei.
Puoi dire tutto quello che vuoi, è ovvio, così come posso dirlo io, ti pare? Ci si sta confrontando e io non sto facendo l'avvocato di nessuno, visto che nanà è stata capacissima di esprimere da sola la sua opinione supportandola adeguatamente, bensì sto dicendo che la penso come lei e sto dicendo che secondo me bisogna stare attenti ad etichettare certi atteggiamenti come patologici quando invece sono semplicemente cose che non ci piacciono e che non condividiamo. Diciamo "non sono d'accordo" e non "è patologico", a meno che non abbiamo studi medici che dicano che è patologico. Altrimenti sì che parliamo di aria fritta.
Se per te dire questo è fare l'avvocato, ok.

Io parlo di seno e neonati perché parlo della mia situazione e di come vivo io l'alto contatto. Non so niente di bimbi di 5 anni e per questo non metto becco su queste situazioni. Parlavo di questo perché si parlava anche di bambini piccoli che dormono nella loro cameretta, se non sbaglio. Se non qui in qualche altro post.
Io non ho MAI detto che una mamma che non coslippa sia automaticamente una mamma a basso contatto, stavo facendo degli esempi e non certo generalizzando. Mi riferivo a Trilli che ha sempre detto lei stessa di non essere una mamma ad alto contatto e che io ritengo essere una bravissima mamma e una persona degna di grande stima e lei lo sa.
Comunque mi ero quasi dimenticata perché non intervenivo mai in thread simili e coi tuoi toni me l'hai appena ricordato. Mi guarderò bene dal ripetere l'errore.
Torno a parlare di svezzamento e gattonamenti.


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Vale, ci sono molti psicologi e psicopedagogisti che sostengono l'importanza (anche dai 3 anni di età) della distinzione fra spazi condivisi e spazi destinati all'intimità. Penso a Daniele Novara (che ho ascoltato anche di recente) o ad Alberto Pellai (che di figli ne ha quattro, dai 9 anni in giù).

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CisePunk
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Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da CisePunk »

Sono giorni che vi leggo e penso che sia arrivato il momento di fare outing, ma prima... Paola, come dici tu le cose, nessuno mai!
Non ricordo di averlo mai detto sul forum o comunque su un forum perché non è qualcosa di cui vado orgogliosa, ma forse è il caso di raccontare come l'ho vissuta io la situazione di cui state parlando.
Attenzione: non intendo assolutamente dire che qualcuna di voi ha fatto o sta facendo la cosa sbagliata! Voglio sottolineare la frase usata da Paola: "Quel che mi preme dirvi è che i bambini patologici, comportamentali per questioni affettive (non per patologie di altro tipo) lo sono perché non hanno ricevuto amore e basta."
Ecco, come dicevo Paola lo dice sempre meglio.
Non sono mai stata allattata al seno. Non so, non ricordo il contatto con mia madre. Ricordo invece i nonni e mio padre.
Chi mi conosce sa che mia madre non ha mai avuto particolare affetto nei miei confronti prima dei 30 anni o poco più, anzi mi ha sempre colpevolizzata perché io ero figlia non desiderata, perché io l'ho fatta ammalare, perché io l'ho mandata in coma per un mese, perché io l'ho fatta soffrire per 40 ore di travaglio, eccetera.
Insomma la situazione già vi è chiara.
Non ero una bambina semplice. Sì, tranquilla, ma non ero serena.
Non mi è mai stato concesso di dormire nel lettone: quando potevo, scappavo dai nonni perché lì potevo dormire con loro.
Se provavo ad avvicinarmi al letto dei miei genitori, questi mi dicevano che non era possibile che una bambina volesse dormire con loro.
Io ne avevo bisogno. Ne avevo estremo bisogno. Avevo bisogno di quel contatto a 1 anno come a 10 anni.
Ho fatto la pipì a letto fino a 16 anni (sì, avete letto bene, non è un errore di digitatura: 16 anni).
Per questo, da grande, da madre, ho deciso che avrei assecondato le esigenze dei miei figli nei limiti della possibilità.
Come vi ho già detto, ognuno di loro ha avuto una risposta diversa e necessità assolutamente diverse.
Concludo con l'ultimo pensiero. Giuro che è l'ultimo.
Mia madre è morta il 29 ottobre 2014.
Ero a casa con i bambini. Avevo già preso le goccine per dormire. Squilla il telefono. Era mia zia. Mi dice: "Cinzia, corri in ospedale, tua madre sta morendo".
Panico. Che faccio? Sono sola. Non so come lasciare i bambini. Sono tutti in ospedale da mia madre.
Per fortuna, dopo parecchie telefonate, il mio ex marito mi risponde e in mezzora arriva a casa a stare con i bambini.
Io vado in ospedale. Aspetto fuori dalla porta di quel maledetto pronto soccorso che aprano e mi dicano di poterla vedere.
Passano le ore e niente.
Mio padre è dentro con lei.
Finalmente mio padre esce e mi dice: "vai tu".
Entro. Sono impaurita. Sento l'odore di morte che pervade la stanza.
Guardo mia madre e non sembra nemmeno lei. Riconosco il dolore della morte nel suo volto e capisco che è l'ultima volta che potrò vederla.
Mi avvicino. La accarezzo. Sto per piangere.
Lei mi guarda. Io la guardo. Le dico: "non ti preoccupare, mamma, sono qui io con te".
E già sono commossa. E già sto per piangere proprio come bambina.
Lei apre con dolore la bocca e queste sono le sue ultime parole verso di me: "vai via. Aldo, dov'è il mio Aldo? Vai via. Fai venire lui".
Sono uscita.
Il cuore piccolissimo, sgretolato.
Ho chiamato mio padre e l'ho pregato di andare da lei, perché non mi voleva.
Sono rimasta in ospedale fino a quando non l'hanno sedata.
Sono tornata a casa e ho pensato: "mai e poi mai i miei figli devono vivere quello che ho vissuto io stanotte".

Ora, ciota, Cinzia, tu hai fatto la tua scelta che è giusta e legittima e non mi permetterei mai di sindacarla. Segui il tuo istinto e stai certa che non sbaglierai, perché non sei questo tipo di madre. Sei altro. Lo leggo. Lo sento. Non c'è bisogno di dormire assieme o di allattare per anni per avere un bimbo felice e sereno e sicuro che chi ha al suo fianco gli vuole bene.
Devi soltanto fare le prove (lo ribadisco) per trovare la strada migliore e meno traumatica per entrambi. Magari ti stupirai e al primo tentativo tutto andrà benissimo e stiamo parlando di fuffa.
Sii forte e non preoccuparti, ok?
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matiti
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Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da matiti »

CisePunk ha scritto:Sono giorni che vi leggo e penso che sia arrivato il momento di fare outing, ma prima... Paola, come dici tu le cose, nessuno mai!
Non ricordo di averlo mai detto sul forum o comunque su un forum perché non è qualcosa di cui vado orgogliosa, ma forse è il caso di raccontare come l'ho vissuta io la situazione di cui state parlando.
Attenzione: non intendo assolutamente dire che qualcuna di voi ha fatto o sta facendo la cosa sbagliata! Voglio sottolineare la frase usata da Paola: "Quel che mi preme dirvi è che i bambini patologici, comportamentali per questioni affettive (non per patologie di altro tipo) lo sono perché non hanno ricevuto amore e basta."
Ecco, come dicevo Paola lo dice sempre meglio.
Non sono mai stata allattata al seno. Non so, non ricordo il contatto con mia madre. Ricordo invece i nonni e mio padre.
Chi mi conosce sa che mia madre non ha mai avuto particolare affetto nei miei confronti prima dei 30 anni o poco più, anzi mi ha sempre colpevolizzata perché io ero figlia non desiderata, perché io l'ho fatta ammalare, perché io l'ho mandata in coma per un mese, perché io l'ho fatta soffrire per 40 ore di travaglio, eccetera.
Insomma la situazione già vi è chiara.
Non ero una bambina semplice. Sì, tranquilla, ma non ero serena.
Non mi è mai stato concesso di dormire nel lettone: quando potevo, scappavo dai nonni perché lì potevo dormire con loro.
Se provavo ad avvicinarmi al letto dei miei genitori, questi mi dicevano che non era possibile che una bambina volesse dormire con loro.
Io ne avevo bisogno. Ne avevo estremo bisogno. Avevo bisogno di quel contatto a 1 anno come a 10 anni.
Ho fatto la pipì a letto fino a 16 anni (sì, avete letto bene, non è un errore di digitatura: 16 anni).
Per questo, da grande, da madre, ho deciso che avrei assecondato le esigenze dei miei figli nei limiti della possibilità.
Come vi ho già detto, ognuno di loro ha avuto una risposta diversa e necessità assolutamente diverse.
Concludo con l'ultimo pensiero. Giuro che è l'ultimo.
Mia madre è morta il 29 ottobre 2014.
Ero a casa con i bambini. Avevo già preso le goccine per dormire. Squilla il telefono. Era mia zia. Mi dice: "Cinzia, corri in ospedale, tua madre sta morendo".
Panico. Che faccio? Sono sola. Non so come lasciare i bambini. Sono tutti in ospedale da mia madre.
Per fortuna, dopo parecchie telefonate, il mio ex marito mi risponde e in mezzora arriva a casa a stare con i bambini.
Io vado in ospedale. Aspetto fuori dalla porta di quel maledetto pronto soccorso che aprano e mi dicano di poterla vedere.
Passano le ore e niente.
Mio padre è dentro con lei.
Finalmente mio padre esce e mi dice: "vai tu".
Entro. Sono impaurita. Sento l'odore di morte che pervade la stanza.
Guardo mia madre e non sembra nemmeno lei. Riconosco il dolore della morte nel suo volto e capisco che è l'ultima volta che potrò vederla.
Mi avvicino. La accarezzo. Sto per piangere.
Lei mi guarda. Io la guardo. Le dico: "non ti preoccupare, mamma, sono qui io con te".
E già sono commossa. E già sto per piangere proprio come bambina.
Lei apre con dolore la bocca e queste sono le sue ultime parole verso di me: "vai via. Aldo, dov'è il mio Aldo? Vai via. Fai venire lui".
Sono uscita.
Il cuore piccolissimo, sgretolato.
Ho chiamato mio padre e l'ho pregato di andare da lei, perché non mi voleva.
Sono rimasta in ospedale fino a quando non l'hanno sedata.
Sono tornata a casa e ho pensato: "mai e poi mai i miei figli devono vivere quello che ho vissuto io stanotte".

Ora, ciota, Cinzia, tu hai fatto la tua scelta che è giusta e legittima e non mi permetterei mai di sindacarla. Segui il tuo istinto e stai certa che non sbaglierai, perché non sei questo tipo di madre. Sei altro. Lo leggo. Lo sento. Non c'è bisogno di dormire assieme o di allattare per anni per avere un bimbo felice e sereno e sicuro che chi ha al suo fianco gli vuole bene.
Devi soltanto fare le prove (lo ribadisco) per trovare la strada migliore e meno traumatica per entrambi. Magari ti stupirai e al primo tentativo tutto andrà benissimo e stiamo parlando di fuffa.
Sii forte e non preoccuparti, ok?
Grazie Cinzia per aver condiviso la tua storia.
Non so che dire, mi sono commossa perche' nessun figlio dovrebbe mai passare attraverso questo tipo di esperienze.
Ti lascio un abbraccio, grazie ancora.
renocchia
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Re: RE: Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da renocchia »

CisePunk ha scritto:Sono giorni che vi leggo e penso che sia arrivato il momento di fare outing, ma prima... Paola, come dici tu le cose, nessuno mai!
Non ricordo di averlo mai detto sul forum o comunque su un forum perché non è qualcosa di cui vado orgogliosa, ma forse è il caso di raccontare come l'ho vissuta io la situazione di cui state parlando.
Attenzione: non intendo assolutamente dire che qualcuna di voi ha fatto o sta facendo la cosa sbagliata! Voglio sottolineare la frase usata da Paola: "Quel che mi preme dirvi è che i bambini patologici, comportamentali per questioni affettive (non per patologie di altro tipo) lo sono perché non hanno ricevuto amore e basta."
Ecco, come dicevo Paola lo dice sempre meglio.
Non sono mai stata allattata al seno. Non so, non ricordo il contatto con mia madre. Ricordo invece i nonni e mio padre.
Chi mi conosce sa che mia madre non ha mai avuto particolare affetto nei miei confronti prima dei 30 anni o poco più, anzi mi ha sempre colpevolizzata perché io ero figlia non desiderata, perché io l'ho fatta ammalare, perché io l'ho mandata in coma per un mese, perché io l'ho fatta soffrire per 40 ore di travaglio, eccetera.
Insomma la situazione già vi è chiara.
Non ero una bambina semplice. Sì, tranquilla, ma non ero serena.
Non mi è mai stato concesso di dormire nel lettone: quando potevo, scappavo dai nonni perché lì potevo dormire con loro.
Se provavo ad avvicinarmi al letto dei miei genitori, questi mi dicevano che non era possibile che una bambina volesse dormire con loro.
Io ne avevo bisogno. Ne avevo estremo bisogno. Avevo bisogno di quel contatto a 1 anno come a 10 anni.
Ho fatto la pipì a letto fino a 16 anni (sì, avete letto bene, non è un errore di digitatura: 16 anni).
Per questo, da grande, da madre, ho deciso che avrei assecondato le esigenze dei miei figli nei limiti della possibilità.
Come vi ho già detto, ognuno di loro ha avuto una risposta diversa e necessità assolutamente diverse.
Concludo con l'ultimo pensiero. Giuro che è l'ultimo.
Mia madre è morta il 29 ottobre 2014.
Ero a casa con i bambini. Avevo già preso le goccine per dormire. Squilla il telefono. Era mia zia. Mi dice: "Cinzia, corri in ospedale, tua madre sta morendo".
Panico. Che faccio? Sono sola. Non so come lasciare i bambini. Sono tutti in ospedale da mia madre.
Per fortuna, dopo parecchie telefonate, il mio ex marito mi risponde e in mezzora arriva a casa a stare con i bambini.
Io vado in ospedale. Aspetto fuori dalla porta di quel maledetto pronto soccorso che aprano e mi dicano di poterla vedere.
Passano le ore e niente.
Mio padre è dentro con lei.
Finalmente mio padre esce e mi dice: "vai tu".
Entro. Sono impaurita. Sento l'odore di morte che pervade la stanza.
Guardo mia madre e non sembra nemmeno lei. Riconosco il dolore della morte nel suo volto e capisco che è l'ultima volta che potrò vederla.
Mi avvicino. La accarezzo. Sto per piangere.
Lei mi guarda. Io la guardo. Le dico: "non ti preoccupare, mamma, sono qui io con te".
E già sono commossa. E già sto per piangere proprio come bambina.
Lei apre con dolore la bocca e queste sono le sue ultime parole verso di me: "vai via. Aldo, dov'è il mio Aldo? Vai via. Fai venire lui".
Sono uscita.
Il cuore piccolissimo, sgretolato.
Ho chiamato mio padre e l'ho pregato di andare da lei, perché non mi voleva.
Sono rimasta in ospedale fino a quando non l'hanno sedata.
Sono tornata a casa e ho pensato: "mai e poi mai i miei figli devono vivere quello che ho vissuto io stanotte".

Ora, ciota, Cinzia, tu hai fatto la tua scelta che è giusta e legittima e non mi permetterei mai di sindacarla. Segui il tuo istinto e stai certa che non sbaglierai, perché non sei questo tipo di madre. Sei altro. Lo leggo. Lo sento. Non c'è bisogno di dormire assieme o di allattare per anni per avere un bimbo felice e sereno e sicuro che chi ha al suo fianco gli vuole bene.
Devi soltanto fare le prove (lo ribadisco) per trovare la strada migliore e meno traumatica per entrambi. Magari ti stupirai e al primo tentativo tutto andrà benissimo e stiamo parlando di fuffa.
Sii forte e non preoccuparti, ok?
Non deve essere facile condividere certe storie e la tua è davvero commovente.
Grazie tante di esserti aperta a noi così tanto.
I bambini devono ricevere amore e sentirsi sempre sempre sempre accolti e questo si fa in tanti e diversi modi, e sarebbe bello sapere che per ogni bambino l'amore di mamma e papà è incondizionato.
Purtroppo non sempre è così. ..

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Re: R: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da Lucia76 »

Paola sei un mito e concordo con ogni tua parola!

Cinzia ti abbraccio e ti ringrazio per questa tua testimonianza.
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Re: Smettere di allattare e dormire nel lettino

Messaggio da CisePunk »

ho pensato che fosse il caso di portare una testimonianza da bambina e non da madre.
A volte è difficile vedere con gli occhi dei figli perché siamo portati a usare i nostri occhi e le nostre esperienze. È normale, ma mettersi dall'altra parte è fondamentale. Tutti noi siamo sempre convinti di essere nel giusto, sempre. Purtroppo tutti possiamo commettere errori.
Io non colpevolizzo mia madre per come è stata con me. Adesso che è morta è più facile capire cosa sia andato male nel nostro rapporto e mi do meno colpe (al contrario di come succedeva da bambina) per questo rapporto "sbagliato".
Non è colpa sua. Non è nemmeno colpa mia. Non era pronta. Non ha saputo superare i suoi problemi. Non ha avuto nessuno a sorreggerla in modo adeguato. E poi vengo da quel periodo in cui tutti pensavano che bastasse comprare sempre tutto ai figli e loro erano felici. Beh, non è così. Avrei preferito meno regali, meno vestiti firmati e qualche carezza in più. Ma è andata così. Va bene lo stesso. Sono cresciuta lo stesso. Ho avuto qualche problema, ok, ma ora sono finiti. Ora sono libera e consapevole.
La cosa più buffa è che, morta mia madre, il giorno stesso, mio padre, col quale ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale, mi ha abbracciata forte e non è più andato via da me.
Insomma c'è sempre il tempo per riprendersi e per andare avanti.
Come ha detto Paola: "Tornare indietro per andare avanti a me ha sempre dato la sensazione di prendere una bella rincorsa, nella vita"
Io sono dovuta tornare molto indietro ma ora sono lanciata in avanti e molte problematiche nelle relazioni sociali sono finite.
Che c'entra questo col thread? C'entra: qualsiasi cosa facciate, comunque la facciate, qualsiasi errore commetterete o vi sembrerà di aver commesso, i vostri figli vi ameranno comunque, anche quando diranno di non volervi bene perché non avete fatto questo o quell'altro.
Io ho sempre amato mia madre nonostante tutto.
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