Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

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Azur
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Azur »

Paola ha scritto:Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
E infatti io non sono ottimista.
Sono convinta che l'unica strada sia quella, istruzione E integrazione
(e non l'inglobamento/annullamento delle altre culture, che quello genera solo rabbia a lungo termine).

Ma non sono ottimista sul fatto che sia raggiungibile in questo momento storico.
Ci vorrebbero grandi risorse, un lavoro enorme e una forte volontà politica, che per certo non abbiamo.
Smantellare i quartieri ghetto, che come dice Nat non portano nulla di buono,
finanziare mille progetti per la scuola e i ragazzi,
e un'atmosfera certo diversa da quella generata dagli amici di Salvini...

Come d'altronde sono convinta che la strada per fermare l'immigrazione indiscriminata sia la stessa: istruzione e creazione di possibilità in loco.
Ma anche a fare questo non c'è nessun interesse.


Trilli
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Re: RE: Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Trilli »

Azur ha scritto:
Paola ha scritto:Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
E infatti io non sono ottimista.
Sono convinta che l'unica strada sia quella, istruzione E integrazione
(e non l'inglobamento/annullamento delle altre culture, che quello genera solo rabbia a lungo termine).

Ma non sono ottimista sul fatto che sia raggiungibile in questo momento storico.
Ci vorrebbero grandi risorse, un lavoro enorme e una forte volontà politica, che per certo non abbiamo.
Smantellare i quartieri ghetto, che come dice Nat non portano nulla di buono,
finanziare mille progetti per la scuola e i ragazzi,
e un'atmosfera certo diversa da quella generata dagli amici di Salvini...

Come d'altronde sono convinta che la strada per fermare l'immigrazione indiscriminata sia la stessa: istruzione e creazione di possibilità in loco.
Ma anche a fare questo non c'è nessun interesse.
Quoto fortemente questo.
Però noi singoli possiamo fare la nostra parte.
Come DEVE farla la scuola, devono farlo le associazioni sportive, devono farlo le famiglie.
Noi come scuola, come già detto, stiamo facendo un grande sforzo. Sappiamo di aver perseguito una via non corretta, e cerchiamo di correggere il tiro.
La scuola di karate ad esempio ha consentito a una ragazza mussulmana di tenere l'hijab durante gli allenamenti. Le famiglie italiane hanno protestato perché solitamente non si possono tenere neppure le catenine al collo.
Ma per il Maestro era già un tale successo l'iscrizione di una ragazzina araba a karate che andare incontro alla famiglia le sembrava il minimo.
Io continuo a essere convinta che questo, nel lungo termine, pagherà.

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Nat
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Nat »

Azur ha scritto:
Paola ha scritto:Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
E infatti io non sono ottimista.
Sono convinta che l'unica strada sia quella, istruzione E integrazione
(e non l'inglobamento/annullamento delle altre culture, che quello genera solo rabbia a lungo termine).

Ma non sono ottimista sul fatto che sia raggiungibile in questo momento storico.
Ci vorrebbero grandi risorse, un lavoro enorme e una forte volontà politica, che per certo non abbiamo.
Smantellare i quartieri ghetto, che come dice Nat non portano nulla di buono,
finanziare mille progetti per la scuola e i ragazzi,
e un'atmosfera certo diversa da quella generata dagli amici di Salvini...

Come d'altronde sono convinta che la strada per fermare l'immigrazione indiscriminata sia la stessa: istruzione e creazione di possibilità in loco.
Ma anche a fare questo non c'è nessun interesse.
ma Lela i quatieri ghetto non si possono smantellare
sono loro a voler stare tutti insieme (comprensibile)
Azur
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Azur »

Non so, nelle realtà vicino a me non è cosi.
A parte la zona cinese a Milano (che però conosco solo per quel che leggo sui giornali) per il resto mi sembra siano essenzialmente concentrazioni che nascono per un insieme di costi bassi e opportunità (l'amico dell'amico dell'amico disposto ad affittare a te, mentre in altre zone non si fidano), zone degradate con prevalenza di stranieri ma di etnie diverse...
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micmar
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da micmar »

Nat ha scritto:
Azur ha scritto:
Paola ha scritto:Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
E infatti io non sono ottimista.
Sono convinta che l'unica strada sia quella, istruzione E integrazione
(e non l'inglobamento/annullamento delle altre culture, che quello genera solo rabbia a lungo termine).

Ma non sono ottimista sul fatto che sia raggiungibile in questo momento storico.
Ci vorrebbero grandi risorse, un lavoro enorme e una forte volontà politica, che per certo non abbiamo.
Smantellare i quartieri ghetto, che come dice Nat non portano nulla di buono,
finanziare mille progetti per la scuola e i ragazzi,
e un'atmosfera certo diversa da quella generata dagli amici di Salvini...

Come d'altronde sono convinta che la strada per fermare l'immigrazione indiscriminata sia la stessa: istruzione e creazione di possibilità in loco.
Ma anche a fare questo non c'è nessun interesse.
ma Lela i quatieri ghetto non si possono smantellare
sono loro a voler stare tutti insieme (comprensibile)
io ti parlo di ciò che vedo ma, viste anche le esperienze di Julia, non è così ovunque.
Sicuramente all'inizio si approda nel quartiere ghetto, ma in un secondo momento chi può andare va altrove.
in quel tipo di periferie non si vive bene e chi ha un'alternativa se ne va, ma gli affitti sono alti altissimi e molti agli stranieri non affittano e allora ti fermi, sperando per te e peri tuoi figli che con l'andare del tempo le cose cambino.
Nel frattempo i bimbi crescono, mantenendo uno stile di vita schizofrenico (avete presente il film della ragazzina angloindiana che voleva fare la calciatrice?), e ciò che c'è nei cortili è degrado e microcriminalità.
i padri, spesso unica figura autorevole della famiglia, lavorano dalla mattina alla sera, e i ragazzotti sono allo sbando (il tasso di abbandono scolastico tra gli stranieri è più alto) e fanno cazzate, spesso grosse.
La scuola fa quello che può (le scuole di frontiera come quella frequentata da Tommaso fanno un lavoro ECCEZIONALE) ma se poi fuori non ci sono risorse per allontanare i ragazzi (tutti eh italiani e non) dal marciapiede la via è segnata.
Crescendo spesso si ricompattano le etnie e quindi l'amico italiano/straniero con cui spacciavi, diventa tuo concorrente, tuo nemico e qui si infilano i Salvini.
Capite che un casino simile non si può risolvere solo con la repressione? Se non si inizerà a pensare a una strada sensata che conduca all'integrazione di tutti (italiani compresi9 e che passi attraverso agenzie educative pubbliche (scuola per prima) e non attraverso, spesso facinorose, associazioni di terzo settore che assumono come educatori passanti, che pagano meno di una donna delle pulizie, le cose non possono che peggiorare.
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Babbi
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Babbi »

Anche io non sono ottimista, e la cosa mi spaventa parecchio...
E anche io penso che alla base di tutto ci sia la scarsa integrazione
Io sto facendo davvero fatica a farmi un'opinione precisa...cerco di ascoltare ogni voce perhcè odio cavalcare la rabbia del momento.
Per ora vedo solo due popoli che si accusano a vicenda di voler prevalicare l'altro senza cercare invece un modo per proseguire ognuno sulla propria strada senza danneggiare l'altro. Non so quale possa essere la soluzione, se mai ce ne fosse una, ma se non si trova il modo di comunicare non si va molto lontano.
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Paola
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Paola »

micmar ha scritto:
Paola ha scritto:
Azur ha scritto:
Perché è chiaro che se hai un tenore di vita basso, istruzione bassa e prospettive di miglioramento scarse, e in più sei guardato con sospetto/razzismo da parte della società in cui vivi... cosa ci vuole a iniziare a credere a folle che ti racconta un sacco di belle cose?
Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
Evidentemente qualcosa non è andata come doveva ma la via è quella giusta.
Ragionando un po' oltre confine la via giusta pare essere americana.
ti integri se hai i soldi per farlo.
Trilli
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Re: RE: Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Trilli »

Paola ha scritto:
micmar ha scritto:
Paola ha scritto:
Ma se non sono riusciti in Francia, dove il percorso è iniziato 30 anni fa, dove per tanti non v'è stato nemmeno il problema della lingua, dove il welfare è forte, come pensiamo di riuscirci?
Evidentemente qualcosa non è andata come doveva ma la via è quella giusta.
Ragionando un po' oltre confine la via giusta pare essere americana.
ti integri se hai i soldi per farlo.
Non è un po' cinica come soluzione?

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