Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

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Nat
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Nat »

ma di che numeri stai parlando Paola?
guarda che non c'entra frequentare la scuola o avere una casa, un lavoro
quante gente c'è tra di noi che dice che devono tornare a casa loro?
c'è ne altrettanta tra loro che pensa peste e corna della nostra cultura
non sono terroristi e non è cattiva gente ma fanno brodo sociale di sostegno
e ti copio quello che hai riportato tu
1) terrorismo simile a quello degli anni Settanta in Italia, ci sono pochi fanatici islamisti circondati da un brodo di coltura di rabbia e frustrazione che garantisce ai violenti protezione e consenso.


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Lucia76
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Re: R: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Lucia76 »

Paola per concludere il discorso di prima, tu dici "nonostante la Francia sia un paese così accogliente ecc ecc", io invece ti stavo dicendo "a causa del fatto che la Francia NON è il paese accogliente che può sembrare", è un'accoglienza apparente, di facciata, di comodo per certi aspetti, della serie "io ti accolgo tu diventi cittadino francese e ti scordi le tue radici tradizioni ecc ecc" (era questo in soldoni il discorso sul loro modello di integrazione), patriottismo anche eccessivo a volte, che ha e ha avuto dei vantaggi (= paese più forte, + firza lavoro ecc) così come delle falle e degli svantaggi. Tu parli di fallimento, io invece per certi aspetti non mi stupisco perchè ci sono state cause e conseguenze. non so se mi sono spiegata meglio. Detto questo non ho nulla contro la Francia, e amo Parigi come nessun'altra città.
Poi resto molto ma molto perplessa su come si possa far rientrare in patria cittadini che sono usciti per combattere ad esempio in Siria. Questo per me è allucinante.
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Martina
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Martina »

Non so che dire... Son d'accordo sia con Renè che con trilli che hanno idee opposte. Son d'accordo con Michela e Paola.

Passo da un pensiero all'altro.

Stamattina stendendo il bucato ho visto Naila una vicina, mi ha salutato come al solito. Poi sono scesa e l'ho incontrata che parlava con un'altra vicina. Mi sono avvicinata e parlavano della Francia.

Si diceva sgomenta. Ha una sorella che vive a Parigi e ha paura. Paura perché vive là e paura per quello che potrà accadere. Naila è italiana, nata qui, parla il dialetto veneto, ha sposato un italiano. I loro figli sono italiani. Lavora come mediatrice culturale e il marito è Imprenditore. I figli vanno a scuola, uno studia a Padova psicologia, l'altro si sta per laureare in medicina a Verona. Vedi che è musulmana perché porta il velo.

Diceva che i fatti della Francia renderanno ancor più difficile la vita dei musulmani nel mondo. Musulmano = integralista = terrorista. Questo era già nell'aria, adesso è realtà.

E ha paura, forse più paura di me. Aveva gli occhi rossi e le veniva da piangere. Il preside delle medie del paese un paio di settimane fa, l'ha invitata a parlare ai ragazzi del suo lavoro di mediatrice, avvisandola che alcuni genitori si sono lamentati del fatto che essendo musulmana non era forse la persona giusta.

Ieri il preside l'ha chiamata dicendo che le confermava l'incontro. Che alla luce di quello accaduto l'incontro è ancor più importante.

Ecco.. Vi racconto questo perché? Non so. Stavo riflettendo a voce alta.
Weinà
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Weinà »

Sono stata tutto questo tempo in silenzio perché il solo pensiero di ciò che è successo a Parigi e che tutti i giorni succede in Medioriente per colpa di questi stronzi mi ammutolisce e mi mette un'angoscia tale da farmi venire la nausea. Intervengo ora perché io provo ciò che prova Naila. Paura. Angoscia. Ma io la provo doppia perché sono persino italiana, europea. Queste bestie stanno ammazzando la
MIA gente (oltre al resto del mondo) in nome della MIA religione.
Se penso che ho messo al mondo una bambina in un posto come questo, mi viene da vomitare.


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Cosetta
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Re: R: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Cosetta »

Lucia76 ha scritto:Paola per concludere il discorso di prima, tu dici "nonostante la Francia sia un paese così accogliente ecc ecc", io invece ti stavo dicendo "a causa del fatto che la Francia NON è il paese accogliente che può sembrare", è un'accoglienza apparente, di facciata, di comodo per certi aspetti, della serie "io ti accolgo tu diventi cittadino francese e ti scordi le tue radici tradizioni ecc ecc" (era questo in soldoni il discorso sul loro modello di integrazione), patriottismo anche eccessivo a volte, che ha e ha avuto dei vantaggi (= paese più forte, + firza lavoro ecc) così come delle falle e degli svantaggi. Tu parli di fallimento, io invece per certi aspetti non mi stupisco perchè ci sono state cause e conseguenze. non so se mi sono spiegata meglio. Detto questo non ho nulla contro la Francia, e amo Parigi come nessun'altra città.
Poi resto molto ma molto perplessa su come si possa far rientrare in patria cittadini che sono usciti per combattere ad esempio in Siria. Questo per me è allucinante.
Sì, questo anche io credo come Paola che andrebbe rivisto perché al di là delle cause, prima di capirle tutte e cambiarle (potremmo anche non riuscirci mai: semplicemente c'è sempre una sacca di ignoranza, miseria, pazzia, violenza, bisogno di avere un nemico, in qualsiasi epoca dell'umanità, probabilmente) bisogna bloccare il fenomeno in sé in ciò che lo rende possibile o lo facilita. Quindi questa libertà di circolazione in casi così evidentemente sospetti, e internet, che è un fondamentale mezzo di propaganda, reclutamento e coordinamento per questa gente.
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Lucia76
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Re: R: RE: Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Lucia76 »

Weinà ha scritto: Se penso che ho messo al mondo una bambina in un posto come questo, mi viene da vomitare.
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Vedila sotto questa prospettiva: la tua bambina contribuirà a rendere questo mondo migliore. Non è così che cerchiamo di educare i nostri figli? ;-)
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MatifraSo
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da MatifraSo »

Guarda caso, venerdi sera ero a cena con alcune amiche, di cui un paio sono del sud.
Parlando con una, dei ragazzini che crescono, che vogliono uscire da soli per piccole commissioni, ecc ecc, diceva che qua non si fida,che se fosse a casa (?) li lascerebbe più facilmente, che giù conosce tutto e tutti. Lei è qui da 15 anni, conosce i vicini di casa, e quelli del paese, che essendo piccolo non è difficile fare.
Si può dire integrata una che dopo tutti questi anni ancora non sente "casa" il paese in cui vive?
E se non ce la fa una ragazza italiana, che ha una famiglia, che lavora, ha un buon giro di amicizie, può riuscire a farlo chi viene da un paese totalmente diverso, conn una cultura e una religione che è sempre stata in contrasto con quella maggiormente praticata?
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Tropical
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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Messaggio da Tropical »

MatifraSo ha scritto:Guarda caso, venerdi sera ero a cena con alcune amiche, di cui un paio sono del sud.
Parlando con una, dei ragazzini che crescono, che vogliono uscire da soli per piccole commissioni, ecc ecc, diceva che qua non si fida,che se fosse a casa (?) li lascerebbe più facilmente, che giù conosce tutto e tutti. Lei è qui da 15 anni, conosce i vicini di casa, e quelli del paese, che essendo piccolo non è difficile fare.
Si può dire integrata una che dopo tutti questi anni ancora non sente "casa" il paese in cui vive?
E se non ce la fa una ragazza italiana, che ha una famiglia, che lavora, ha un buon giro di amicizie, può riuscire a farlo chi viene da un paese totalmente diverso, conn una cultura e una religione che è sempre stata in contrasto con quella maggiormente praticata?
Su questo avrei qualcosa da dire.

Premetto che non conosco la tua amica, quindi non so per quale motivo lei non riesca a sentire come "casa" il posto in cui vive adesso.
Parlo da meridionale che vive nella pianura padana da 10 anni.
Mi sembra che i meridionali al nord siano diffidenti verso tutto e tutti. Ogni cosa non va bene: c'è freddo, c'è caldo, il caffé non è buono, le persone non sono gentili, la frutta non ha lo stesso sapore, guidano male, al nord si vive male, la gente è fredda. Insomma si attaccano a qualsiasi cosa per dire che star qua non gli piace. Partono dal sud già prevenuti.

Ho notato questa forma di diffidenza già prima di partire. So che non siamo tutti uguali, pronti ad accettare le cose così come vengono, ma cavolo un po' di spirito di adattamento!

Sulla diversità etnica c'è da fare un altro tipo di discorso, ovvio, ma sulle questioni nord-sud non riesco a passarci sopra.

Scusate lo sfogo.
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