Buonasera, volevo chiederle questo:
la mia situazione e questa, convivo con un'uomo ormai da 12 anni
ma da circa 7 anni (dalla nascita del primo figlio) mi tratta diversamente, mi degrada di autorità davanti hai bambini,
nel senso con me i bambini sanno che determinate cose non le prendono da lui si, e quando cè e una guerra.
Io vorrei andarmene non lo sopporto piu ne lui ne la situazione in se.
Il problema e questo io non lavoro, ho 3 figli minori e uno disabile.
La macchina con cui porto mio figlio a fare terapia ecc e intestata a lui.
insomma la mia paura e che andandomene mi tiro tutto contro.
cosa mi cosiglia di fare?
Grazie
come comportarmi
Moderator: Paola
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saralegasa
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come comportarmi
Sara
Alessandro 10/10/1995
Gabriele 19/03/2005
Samuele 27/06/2007
:bacio:
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saralegasa
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- kia
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gentile Sara,
mi scuso se ha dovuto attendere per ricevere risposta.
Per quanto riguarda la possibile cessazione della convivenza, i diritti dei figli minori sono gli stessi dei figli nati in costanza di matrimonio, quindi il Tribunale eventualmente adito dovrà stabilire il tipo di affidamento e le modalità concrete di attuazione dello stesso, compresi gli aspetti di tipo economico. La regola è l'affidamento condiviso, per cui i minori dovrebbero trascorrere con ciascun genitore periodi di tempo sostanzialmente paritetici, così come, allo stesso modo, anche la contribuzione al mantenimento dovrebbe essere attuata direttamente da ciascun genitore nei periodi di permanenza dei minori presso ciascuno.
Se però, per ragioni organizzative, uno dei due genitori abbia tempi di permanenza dei figli maggiori rispetto all'altro, il primo potrà chiedere ed ottenere un assegno c.d. perequativo a carico dell'altro, tenendo tuttavia in considerazione, in tal caso, le situazioni redditual-patrimoniali di entrambi i genitori.
Per quanto riguarda, invece, i diritti del convivente, allo stato, a meno che non siano interocorsi diversi accordi tra le parti, la cessazione della convivenza non determina l'insorgere in capo agli ex convivente di alcun reciproco diritto/obbligo di tipo patrimoniale e non patrimoniale.
Questo in linea generale. Poiché l'argomento è vastissimo e il suo quesito è piuttosto generico, se vuole pormi delle domande più specifiche sono a disposizione.
Cordialità
mi scuso se ha dovuto attendere per ricevere risposta.
Per quanto riguarda la possibile cessazione della convivenza, i diritti dei figli minori sono gli stessi dei figli nati in costanza di matrimonio, quindi il Tribunale eventualmente adito dovrà stabilire il tipo di affidamento e le modalità concrete di attuazione dello stesso, compresi gli aspetti di tipo economico. La regola è l'affidamento condiviso, per cui i minori dovrebbero trascorrere con ciascun genitore periodi di tempo sostanzialmente paritetici, così come, allo stesso modo, anche la contribuzione al mantenimento dovrebbe essere attuata direttamente da ciascun genitore nei periodi di permanenza dei minori presso ciascuno.
Se però, per ragioni organizzative, uno dei due genitori abbia tempi di permanenza dei figli maggiori rispetto all'altro, il primo potrà chiedere ed ottenere un assegno c.d. perequativo a carico dell'altro, tenendo tuttavia in considerazione, in tal caso, le situazioni redditual-patrimoniali di entrambi i genitori.
Per quanto riguarda, invece, i diritti del convivente, allo stato, a meno che non siano interocorsi diversi accordi tra le parti, la cessazione della convivenza non determina l'insorgere in capo agli ex convivente di alcun reciproco diritto/obbligo di tipo patrimoniale e non patrimoniale.
Questo in linea generale. Poiché l'argomento è vastissimo e il suo quesito è piuttosto generico, se vuole pormi delle domande più specifiche sono a disposizione.
Cordialità
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)
Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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