Page 1 of 5

La mia FioreDiLoto (cesareo programmato)

Posted: Fri Dec 16, 2011 7:01 pm
by marylizard
(luuuungo lungo)

Premessa: il mio primo figlio è AcquaDiLago, e il nome gli viene dal profumo che ho sentito qndo hanno posato il suo viso sul mio, per una manciata di secondi, prima di portarmelo via per oltre 12 ore. Il mio primo parto non è stato facile e non credo abbia senso raccontarne le emozioni negative, o forse sì, ma ora non mi va. Ad ogni modo è stato un cesareo d'urgenza a seguito di travaglio indotto, a causa di sofferenza fetale. Lui aveva un nodo vero, ossia un nodo al cordone ombelicale formatosi probabilmente il primo trimestre. E' andato tutto bene, lui è sano e bellissimo, ma era il mio primo parto, io ero impreparata, desideravo fortissimamente un parto naturale e un po' l'ho patito, qsto sì.

Il destino ha voluto che anche il mio secondo parto fosse un cesareo. La possibilità c'era dall'inizio, dal momento che erano passati due anni dal cesareo precedente, ed è stata confermata alla morfologica per la placenta previa.
E va beh. Vuol dire che ero destinata a fare parti cesarei.
Sia la ginecologa dell'ospedale che il mio privato mi rassicurarono dicendomi che un cesareo programmato è molto diverso da uno d'urgenza, ma finchè non lo vivi è difficile fidarsi.
Ed invece è così.

Mi hanno ricoverato un lunedì sera e le cose sono iniziate bene da subito perchè mi hanno dato una stanza singola nell'area nuova, e per un attimo mi è sembrato di essere in hotel. Ho passato la notte ad occhi sbarrati, incapace di rilassarmi e riposare, troppo eccitata all'idea che il giorno successivo avrei visto la mia bimba.
Non dovevo bere nè mangiare dopo mezzanotte, ed io ho seguito le direttive, anche se ora, col senno di poi, berrei cmnqe.
Sono arrivata in sala operatoria, infatti, con la pressione sotto le scarpe, una sete boia, e le vene chiuse. Nessuna infermiera è riuscita a mettermi una flebo. Alla fine l'ha fatto l'anestesista, un attimo prima di iniziare, dopo che io ero ridotta a un colabrodo.
L'anestesia spinale fila liscia. Il problema per me è sdraiarmi supina: è dal quinto mese che non ci riesco. Lo faccio presente e mi dicono che tanto è qstione di poco :sticazzi:
Solo che ad un certo punto io non riesco più a respirare, l'anestesista mi mette la mascherina con l'ossigeno ma mi sembra peggio, annaspo, lo sento lontanissimo gridare: "muovetevi a tirar fuori il bambino!" Un attimo dopo l'aria mi riempie di nuovo i polmoni, il peso che impediva al mio sangue di fluire non è più nel mio ventre; tendo l'orecchio ma non sento piangere, guardo negli occhi l'ostetrica e la vedo sorridere "è una bellissima bambina" dice. E poi, ecco, la sento piangere e dalla vita in giù potrebbero farmi qlsiasi cosa, ma io non me ne accorgo. Aspetto trepidante di poterla vedere, ed eccola, la mia bimba, il suo viso sul mio...
Mi aspettavo quel profumo, l'acqua di lago che sentii col primo figlio, e invece è un profumo dolce di fiori, meraviglioso, vellutato. "Amore mio bellissimo, la mamma arriva presto" le sussurro mentre piango, "ora vai dal papà, sei al sicuro".
Da quel momento non vedo l'ora che finisca. Non ho paura del dolore post-operatorio (terribile nel mio primo parto), voglio solo finire presto per vedere la mia bimba, la mia Veronica, portatrice di vittoria.
Mi faccio un paio di vomitini da manuale (a me l'anestesia fa SEMPRE qst'effetto), chiedo una flebo di zuccheri e che facciano un lavoretto fatto bene che, insomma, ho 31 anni e ci tengo. La ginecologa sorride, l'altro viso (che solo poi realizzo essere il primario) non perde la concentrazione.
Finito tutto devo rimanere almeno un'ora e mezza in una sala "postoperatoria" dove puo' venire solo mio marito, o mia madre, a turno. L'anestesia inizia a sfumare, lasciano a me decidere qndo far partire l'antidolorifico. Ne ho a disposizione due, voglio giocarmeli bene. Dopo un'ora comincio a chiedere di vedere la mia bimba, voglio vederla intera, voglio abbracciarla. Rompo le scatole ad ogni persona che passa e alla fine cedono, mi riaccompagnano in camera e dopo pochi minuti arriva la puericultrice con la culletta rosa.
Eccolo il mio Fiore di Loto.

Dammela dammela.
Ce la fai?
Sì sì, dammela dammela.
Non mi permettono neanche di alzare lo schienale, ma lei è bravissima, si arrampica e si attacca al seno nonostante io sia supina.
Lasciatemela qui, dico, non devo riposare.

Il giorno successivo mi tolgono il catetere e io cammino spedita senza problemi, mi lavo da sola, vado in bagno senza problemi, e il mio corpo si riprende alla velocità della luce. Sono elettrizzata, fatico a dormire perchè son troppo carica di energia e ho voglia di ridere e basta.
La montata lattea arriva in seconda giornata e non so se è per qsto o perchè la mia piccola è un angelo, ma non piange mai: qndo arrivano con le culle sento tutti i bimbi urlare, poi vedo lei (e ancora adesso sento nel cuore qll'emozione di trepidante attesa, così simile se non identica a qlla di un appuntamento d'amore), la prendo tra le braccia e mi sento in una bolla, paga in un mondo perfetto.


Veronica è nata il 22 marzo, e la primavera è arrivata di colpo.
E non solo perchè il sole caldissimo inondava la stanza e mi costringeva a stare mezza nuda in camera.
E' stata una gioia perfetta, una rinascita, una rivincita.
E lo sapevo dentro di me, per qsto ho scelto di chiamarla Veronica. Portatrice di vittoria, appunto.


(in allegato la vedete appena nata e in una foto recente)

Mary

Posted: Fri Dec 16, 2011 7:15 pm
by veronica.74
Che bel racconto .... mi sono commossa ... Anche io per Giulio ho avuto un tc d urgenza dopo 8 ore di Travaglio indotto ..
Un bacio alla piccola Veronica da una Veronica mamma

Posted: Fri Dec 16, 2011 8:14 pm
by lenina
Ogni racconto di nascita è una grande emozione