I poveri separati (ma solo uomini)
Posted: Thu Dec 08, 2011 8:14 pm
Una cosa che mi preoccupa, a livello culturale, e che volevo condividere con voi.
Vi sarà capitato di leggere articoli o, ancor più, vedere servizi in tv sui padri separati e su quanto siano poveri e in difficoltà e vessati.
Con la premessa doverosa e assolutamente sincera che comprendo le difficoltà di un uomo separato, sia emotive, per la separazione dai figli (anche se le separazioni attuali sono decisamente più accettabili per i padri in termini di tempo con i figli), che economiche, per il fatto che la casa di solito resta alla e moglie con i figli.
PERO'
i dati oggettivi dicono altro. I dati dell'Istat, le statistiche insomma, dicono che a passarsela peggio sono comunque le donne. Dicono che i 3/4 dei padri non corrisponde le cifre che dovrebbe e che il rischio povertà è in assoluto maggiore per le donne.
Lo avevo già letto qualche giorno fa, l'ho ritrovato adesso qui
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/1 ... ef=HREC2-8
Alle donne, che spesso hanno sacrificato la carriera con un part time o addirittura lasciando il lavoro, si chiede (a livello sociale, culturale insomma) di diventare di botto autonome, come se potessero ricominciare come nulla fosse. Altrimenti vengono considerate alla stregua di parassiti, dimenticando che la loro difficoltà a ricollocarsi sul mondo del lavoro dipende da un progetto di vita fatto insieme all'ex marito, di comune accordo, e che anche se ci si separa le conseguenze permangono, in molti casi, tutta la vita.
Quello su cui volevo riflettere però è questo: come mai tutti questi servizi in tv sui "poveri padri separati", quando obiettivamente i dati dicono che sono messe peggio le donne? Anche questa è un'insidiosa e ben precisa scelta di "pilotaggio" dell'opinione pubblica?
Vi sarà capitato di leggere articoli o, ancor più, vedere servizi in tv sui padri separati e su quanto siano poveri e in difficoltà e vessati.
Con la premessa doverosa e assolutamente sincera che comprendo le difficoltà di un uomo separato, sia emotive, per la separazione dai figli (anche se le separazioni attuali sono decisamente più accettabili per i padri in termini di tempo con i figli), che economiche, per il fatto che la casa di solito resta alla e moglie con i figli.
PERO'
i dati oggettivi dicono altro. I dati dell'Istat, le statistiche insomma, dicono che a passarsela peggio sono comunque le donne. Dicono che i 3/4 dei padri non corrisponde le cifre che dovrebbe e che il rischio povertà è in assoluto maggiore per le donne.
Lo avevo già letto qualche giorno fa, l'ho ritrovato adesso qui
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/1 ... ef=HREC2-8
Alle donne, che spesso hanno sacrificato la carriera con un part time o addirittura lasciando il lavoro, si chiede (a livello sociale, culturale insomma) di diventare di botto autonome, come se potessero ricominciare come nulla fosse. Altrimenti vengono considerate alla stregua di parassiti, dimenticando che la loro difficoltà a ricollocarsi sul mondo del lavoro dipende da un progetto di vita fatto insieme all'ex marito, di comune accordo, e che anche se ci si separa le conseguenze permangono, in molti casi, tutta la vita.
Quello su cui volevo riflettere però è questo: come mai tutti questi servizi in tv sui "poveri padri separati", quando obiettivamente i dati dicono che sono messe peggio le donne? Anche questa è un'insidiosa e ben precisa scelta di "pilotaggio" dell'opinione pubblica?