Avere il tempo per non far niente...
Posted: Fri Sep 23, 2011 3:00 pm
E per far niente intendo quel far niente tipico dei bimbi: osservare, giocare con tutto, passeggiare senza meta, correre, vivere.
Io abitavo in campagna per cui quando ero piccola il mio passatempo preferito erano il bosco e il prato. Animali, piante, sassi, terra, sabbia.
Costruivo storie immaginarie, mi muovevo; ed ho passato dei bei momenti, anche in solitudine.
Ai miei figli vorrei concedere la stessa possibilità; non siamo più in campagna ma si fa quel che si può.
Però noto che la società odierna spinge a non lasciare momenti liberi ai bambini, sia prima che dopo la scuola.
Alla materna, le maestre di Marco si lamentavano molto perché lo trovavano strano e temevano si isolasse. Mi dicevano che gli avrebbe giovato dello sport e si sorprendevano del fatto che non lo mandassi a calcio o basket per tenerlo fuori di casa.
Io invece non l'ho mai mandato. Stava fuori fino alle 16.30, per quale motivo avrei dovuto richiuderlo fra quattro mura a fare allenamenti di sport che nemmeno lo interessano? Perché non farlo tornare a casa e stare con mamma e fratello? E lo sto facendo ancora, a maggior ragione perchè adesso cominciano a dargli compiti da fare, e il pomeriggio di conseguenza è più breve. Magari crescendo piacerà anche a lui fare qualche attività; ma fino a quel momento, perché forzarlo? Perché non lasciargli tempo libero da sfruttare? Inoltre, non voglio assolutamente che finisca in mezzo a compagnie di tipo ultra-agonistico, perchè non è un mago del movimento, e non credo gli gioverebbe finire in mezzo a una squadra in cui viene ripreso o snobbato perché non è all'altezza. Ho purtroppo esperienze negative riguardo a questo.
La compagnia dei bimbi a scuola ce l'aveva, ma due compagni erano molto aggressivi, e lui ne era sopraffatto. Per questo non riusciva bene ad integrarsi. ve lo farei vedere adesso: entra alla primaria con un piglio sicuro!! Lo hanno piazzato accanto a un bimbo tranquillo, con cui si trova benissimo, non ha più paura di essere aggredito, perché a scuola ora si sta seduti a lavorare e l'intervallo è breve; è rimasto un bimbo solo ed ovviamente è meno movimentato. Le due maestre son comprensive ed affettuose.
Non so, forse sbaglio, ma lo vedo tranquillo, bisognoso di attenzioni e finalmente soddisfatto perché le riceve. E allora forse il problema non era nella mancanza di sport, ma nell'ambiente negativo della materna.
E se penso alle corse che tutti, genitori e figli, dobbiamo affrontare, mi chiedo: ma è giusto che anche questi bambini debbano avere la giornata piena come noi adulti?
Io abitavo in campagna per cui quando ero piccola il mio passatempo preferito erano il bosco e il prato. Animali, piante, sassi, terra, sabbia.
Costruivo storie immaginarie, mi muovevo; ed ho passato dei bei momenti, anche in solitudine.
Ai miei figli vorrei concedere la stessa possibilità; non siamo più in campagna ma si fa quel che si può.
Però noto che la società odierna spinge a non lasciare momenti liberi ai bambini, sia prima che dopo la scuola.
Alla materna, le maestre di Marco si lamentavano molto perché lo trovavano strano e temevano si isolasse. Mi dicevano che gli avrebbe giovato dello sport e si sorprendevano del fatto che non lo mandassi a calcio o basket per tenerlo fuori di casa.
Io invece non l'ho mai mandato. Stava fuori fino alle 16.30, per quale motivo avrei dovuto richiuderlo fra quattro mura a fare allenamenti di sport che nemmeno lo interessano? Perché non farlo tornare a casa e stare con mamma e fratello? E lo sto facendo ancora, a maggior ragione perchè adesso cominciano a dargli compiti da fare, e il pomeriggio di conseguenza è più breve. Magari crescendo piacerà anche a lui fare qualche attività; ma fino a quel momento, perché forzarlo? Perché non lasciargli tempo libero da sfruttare? Inoltre, non voglio assolutamente che finisca in mezzo a compagnie di tipo ultra-agonistico, perchè non è un mago del movimento, e non credo gli gioverebbe finire in mezzo a una squadra in cui viene ripreso o snobbato perché non è all'altezza. Ho purtroppo esperienze negative riguardo a questo.
La compagnia dei bimbi a scuola ce l'aveva, ma due compagni erano molto aggressivi, e lui ne era sopraffatto. Per questo non riusciva bene ad integrarsi. ve lo farei vedere adesso: entra alla primaria con un piglio sicuro!! Lo hanno piazzato accanto a un bimbo tranquillo, con cui si trova benissimo, non ha più paura di essere aggredito, perché a scuola ora si sta seduti a lavorare e l'intervallo è breve; è rimasto un bimbo solo ed ovviamente è meno movimentato. Le due maestre son comprensive ed affettuose.
Non so, forse sbaglio, ma lo vedo tranquillo, bisognoso di attenzioni e finalmente soddisfatto perché le riceve. E allora forse il problema non era nella mancanza di sport, ma nell'ambiente negativo della materna.
E se penso alle corse che tutti, genitori e figli, dobbiamo affrontare, mi chiedo: ma è giusto che anche questi bambini debbano avere la giornata piena come noi adulti?