Il titolo completo sarebbe
"Amarli senza se e senza ma.Dalla logica di premi e punizioni a quella dell'amore e della ragione" ed e' un libro di Alfie Kohn.
Potevo metterlo nella sezione libri ma tratta un vero e proprio metodo "alternativo" a quello "classico" di essere genitori così ho pensato potesse essere adatto a Mamme si diventa.
Questo libro in parte mi ha consolato,poiché hanno trovato luogo dei miei istinti che non riuscivo a definire,in parte mi ha aperto un mondo anche sulla me bambina e mi ha dato ottimi spunti.
La sostanza può racchiudersi nei concetti secondo i quali la comunicazione e' importantissima ed e' alla base insieme al rispetto assoluto del rapporto tra genitori e figli.
In pratica l'autore non fa altro che sottolineare per tutto il libro quanto sia importante interrogarci sempre ad ogni azione,chiedendoci se stiamo migliorando o danneggiando il rapporto con nostro figlio.
Sostiene anche che i premi e le punizioni siano una tecnica dannosa basata sull'ottenimento di quel "che vogliamo" (che il figlio faccia o non faccia quella certa cosa) ottenendo un risultato superficiale e spesso temporaneo che a volte mina il rapporto stesso tra i genitori e figli nonché le basi del figlio legate all'autostima.
Kohn sostiene che e' più importante il mezzo che il fine.
E cioè se vogliamo che nostro figlio smetta di risponderci male lui preferisce che lo si ottenga andando a fondo analizzando il motivo reale e profondo che lo spinge a fare quella certa cosa,magari con più fatica e più tempo di quanto occorrerebbe con la punizione che può ottenere un risultato più immediato ma basato sulla paura della punizione e non sulla reale comprensione del perché una certa cosa non si debba fare.
Oltretutto Kohn ritiene dannosi metodi come urla,punizioni,premi (in questo caso paventa danni legati al fatto che un figlio -anche se noi non lo pensiamo- possa interpretare il premio come un "mi amano se faccio questo",e comunque col rischio che un figlio impari la logica del non far nulla per nulla),sculaccioni ecc. tutti metodi che non rispettano il figlio poiché metodi che vengono imposti in una maniera alla quale il figlio non può ribellarsi.
E come tali non sono metodi che portano ad insegnare loro il rispetto poiché l'esempio usato su di loro sarebbe l'opposto.
Non e' da scambiarsi per lassismo o disinteresse nei confronti del figlio o della società poiché Kohn ripete per tutto il libro l'importanza che il figlio abbia dei limiti,semplicemente pero' pensa che quei limiti sui quali non si ammettono deroghe (tipo la classica cintura di sicurezza) vengano comunque spiegati e spiegati e posti in un certo modo rispettando il più possibile il figlio (in questo pur non venendo meno alla regola e' prevista anche l'accettazione e la comprensione di un eventuale sfogo della propria contrarietà da parte del figlio,e l'idea che l'espressione delle proprie frustrazioni e opinioni sia qualcosa di normale e anche auspicabile).
Tolte le regole non derogabili Kohn propone di trovare un accordo laddove possibile su altre regole coi figli e anche domandarsi se tutte le regole sono DAVVERO importanti per il nostro rapporto,per nostro figlio,oppure se servono solo a noi genitori o se son regole e modi che ripetiamo semplicemente perché i nostri genitori facevano così.
Sconsiglia inoltre di mostrassi come genitore come fronte compatto anche quando non si e' d'accordo "contro" il figlio,ma di esprimere nei modi e tempi adeguati gli stati d'animo che si vivono realmente.
Da poi dei punti cardine sui quali basarsi come genitori che vi riporto:
1. Siate riflessivi
2. Rivedete le vostre richieste
(questi due a grandi linee riguardano il discorso del capire se davvero certe regole sono importanti per noi,per il nostro rapporto oppure no e anche del cercare sempre di autovalutarci come genitori e se del caso metterci in dubbio).
3. Tenete sempre presenti gli obiettivi a lungo termine (qui il discorso di ottenere un risultato a lungo termini e capendo i motivi reali che si nascondono dietro ad un'azione considerata sbagliata)
4. Mettere la relazione prima di tutto
5. Cambiare modo di vedere non solo modo di agire
6.Rispetto
7. Siate autentici
8. Parlate di meno e chiedete di più
9. Tenete presente l'età dei vostri figli
10. Attribuite sempre ai vostri figli la migliore intenzione compatibile con i fatti
11.Non dite no anche quando non e' necessario
12. Non siate rigidi
13. Non abbiate fretta
Ora,va bene che un libro non va seguito come un manuale di istruzioni devo dire che a me ha generato molte riflessioni,e che come lettura ve la consiglio poiché quanto meno lo ho trovato molto diverso dal solito e anche profondo e ben comprensibile.
Alla fine riporta anche una sorta di esercizi per capire nella pratica come fare ad eliminare i no inutili,le punizioni i premi ecc.
Se vi interessa appena ho tempo ve li riporto.
Nella pratica pero' non e' sempre facile,nemmeno per me che sono notoriamente una che non si perdona facilmente nemmeno l'urlo.
Su alcune cose devo lavorarci tanto e l'essere umana e dotata di pazienza comunque non infinita non aiuta.
Altre invece mi rimangono più ostiche proprio perché ad esempio Kohn non ama nemmeno le cosiddette "conseguenze naturali" del quali io ero convinta (ad esempio spingi il cuginetto e non mi ascolti invece che dire "la prossima volta se lo rifai stai senza tv una settimana -decisione arbitrariamente imposta dal genitore senza collegamenti diretti con l'azione commessa- dici "se non sai stare senza far male al cuginetto non ti posso portare da lui").
Secondo Kohn anche questo e' sbagliato poiché non va comunque ad analizzare il motivo vero e ok.
Ma se per certe cose posso aspettare i tempi di comprensione reale così come posso attendere che accada che mio figlio capisca davvero se nel frattempo deve pistare 5 cuginetti?
Un' altra cosa e' che lui e' contrario al dire al figlio "bello","buono" o "bravo" poiché questo può fargli capire che se non da quelle determinate cose non lo e'.
Insomma per certe cose e' un po' dura.
Qualcuno di voi lo ha letto?
Amarli senza se e senza ma
Moderator: Paola
- DolceAvventura
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- Joined: Wed Jul 06, 2011 12:41 am
Ma se non glielo si dice, cioè non gli si mostra che lo apprezziamo e lo stimiamo anche attraverso elogi e complimenti (un pò il discorso del rinforzo positivo), come si fa ad aiutarlo a costruirsi una solida autostima? :mumble:MargeBouvier wrote:Un' altra cosa e' che lui e' contrario al dire al figlio "bello","buono" o "bravo" poiché questo può fargli capire che se non da quelle determinate cose non lo e'.
Concordo sui tuoi dubbi comunque.
Io non l'ho letto, ma sembra interessante dalla tua presentazione, anche se sono dubbiosa sulla possibilità di mettere in pratica questo metodo, cioè sulla fattibilità di quello che dice.
Comunque dovrei leggerlo per permettermi di criticare, per cui....lo leggerò :ghgh:
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Margebouvier
Ma infatti sul buono/bello/bravo mi lascia perplessa.
Più che altro perché a me invece verrebbe di uno spontaneo che non ti dico.
Proprio perché da figlia che non beccava dal padre mezzo complimento nemmeno a pagarlo mi ero concentrata sul far capire a mia figlia quanto invece la apprezzi io.
Pero' Kohn dice ad esempio che si può esprimere qualcosa di buono senza dare un giudizio sull'intera persona.
O ad esempio se tuo figlio ti viene incontro e ti fa vedere un disegno la prima cosa che ti viene spontanea e' dirgli che il disegno e' bello o che lui e' stato bravo ma secondo lui il bimbo non richiede giudizi,te lo fa vedere solo per renderti partecipe e così puoi farlo sentire apprezzato semplicemente partecipando e non giudicando.
Un po' arduo da applicare mi rendo conto.
Per il discorso punizioni si dovrebbe leggere il libro per capire bene perché io pur approvando tutto nella teoria vedevo comunque un'applicazione pratica nebulosa finche non ho letto gli "esercizi" pratici che lui sottopone e in effetti li' e' tutto più chiaro anche se poi lo stesso nella vita di tutti i giorni non e' facile lo stesso.
Più che altro perché a me invece verrebbe di uno spontaneo che non ti dico.
Proprio perché da figlia che non beccava dal padre mezzo complimento nemmeno a pagarlo mi ero concentrata sul far capire a mia figlia quanto invece la apprezzi io.
Pero' Kohn dice ad esempio che si può esprimere qualcosa di buono senza dare un giudizio sull'intera persona.
O ad esempio se tuo figlio ti viene incontro e ti fa vedere un disegno la prima cosa che ti viene spontanea e' dirgli che il disegno e' bello o che lui e' stato bravo ma secondo lui il bimbo non richiede giudizi,te lo fa vedere solo per renderti partecipe e così puoi farlo sentire apprezzato semplicemente partecipando e non giudicando.
Un po' arduo da applicare mi rendo conto.
Per il discorso punizioni si dovrebbe leggere il libro per capire bene perché io pur approvando tutto nella teoria vedevo comunque un'applicazione pratica nebulosa finche non ho letto gli "esercizi" pratici che lui sottopone e in effetti li' e' tutto più chiaro anche se poi lo stesso nella vita di tutti i giorni non e' facile lo stesso.