Son perplessa...

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nove
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Son perplessa...

Post by nove »

Ho parlato con la NPI di Marco anche relativamente al ritardo di linguaggio di Andrea. Mi ha consigliato di aspettare altri due mesi, secondo lei già a 30 andrebbero fatti accertamenti; comunque con il nido la situazione dovrebbe migliorare.

In effetti devo dire che si è già inserito bene, piange poco, è più stimolato a parlare e lo si nota perché anche in casa si sforza di più. E da quando lo lascio lì cerca meno il seno, e mi abbraccia spesso.
Quello che mi lascia perplessa è che lei veda un legame tra mancata parola e allattamento prolungato.
Non per l'allattamento in sé, ma per il fatto che Andrea la cerca in continuazione. Ed è vero. Secondo lei questo è negativo, perché psicologicamente il bimbo non è stimolato a crescere, e finché io lo accontento in tutto lui non sentirà mai la necessità di esprimersi.
Bisogna che cerchi di metterlo in condizioni di crescere, inserendolo al nido come sto facendo e togliendogli anche il seno, ovviamente non ora, ma quando il bimbo sarà ben avviato nell'ambiente "nido".

Io gliela devo togliere, indipendentemente da quel che dice la NPI, perché davvero, è un continuo chiedere, e io non ce la faccio veramente più, ciuccia ai ritmi di un neonato; e avevo già pensato di farlo dopo l'ambientamento al nido.
Però il fatto che questo possa averlo fato sedere sugli allori mi suona strano.
Insomma, come posso aver influito negativamente su di lui prolungando l'allattamento? L'ho fatto a ragion veduta, pensando che questa sua richiesta pressante derivasse dall'insicurezza generata dalla situazione familiare incasinata.

E' il solito pregiudizio antiallattamento?
Oppure riuscite a comprendere in un discorso più ampio il fatto che io lo abbia incoraggiato troppo poco al distacco dalla mia figura?

In tanti me lo dicono, per entrami i figli. Ma dove ho sbagliato? Al nido ho visto bambini di circa due anni fare cose incredibili, e di sicuro se avessi deciso da sola senza l'ex marito anche Marco sarebbe andato lì e non con la nonna.
Però ho sempre pensato che la mia presenza fosse importante per loro.
Ho esagerato? Sono stata troppo presente, troppo asfissiante? A quell'età? A me viene spontaneo.
Novella

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Lelia
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Post by Lelia »

Sul discorso allattamento non so dirti.

Sul discorso nido, io non credo possa aver influito negativamente su Marco il non esserci andato. Io sono andata al nido a 18 mesi, 8 ore al giorno, e ho cominciato a parlare quasi 2 anni dopo, tanto per dire.
Sicuramente fai bene a mandarci Andrea, visto che cmq lui sembra già reagire bene. Ma non credo proprio che la mancanza del nido possa portare problemi concreti. Magari Marco sarebbe stato più stimolato lì piuttosto che con la nonna, ma secondo me non fa una differenza così sostanziale.

Sull'istinto, secondo me fai bene a seguirlo. E anche secondo me Andrea è diventato così "ossessivo" verso la tetta per tutta l'instabilità che ha sentito in casa negli ultimi tempi. Sarei fiduciosa che, quando al nido sarà ben avviato e l'essere immondo si sarà tolto dai piedi, Andrea spiccherà il suo volo.

Sei una grande donna, e una grande mamma.
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But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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Sheireh
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Post by Sheireh »

Diciamo che secondo me - da classica "ignorante" in materia - confonde causa con effetto.

E' probabile che tuo figlio chieda molto il seno perché ha bisogno di qualche tipo di rassicurazione, o di stimolo (e succede a molti, non è che tuo figlio ha qualcosa di strano). Ma non è la colpa del seno, se non fosse quello cercherebbe il ciuccio, il dito, la sua copertina, il grattamento della mamma, ecc. E' l'effetto, non la causa (che va ricercata semmai nel farlo annoiare meno, o gestire meglio eventuali problemi in famiglia, o che so io... sto parlando in generale, non del TUO bimbo e della TUA situazione).

E' come dire che un adolescente che dorme ancora nel letto con i genitori dovrebbe essere costretto a dormire da solo perché "gli fa male". E' possibile che sia magari "poco normale", ma non è togliendo il lettone che si risolverebbe il problema, ma bisognerebbe andare alla ricerca del motivo di questa necessità di contatto e capire cosa c'è che non va e aiutarlo.

In termini medici: se tuo figlio avesse un'infezione che gli dà febbre, vorresti cercare di risolvere la malattia oppure pensi che solo abbassando la febbre automaticamente guarirebbe?
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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