Il futuro (pesante, nel caso bannatemi!)
Posted: Thu Jul 14, 2011 2:34 pm
Scrivo questo post in primis perché indignata per l'ovvio scaricabarile dell peso della manovra economica sui più poveri, come sempre.
Parlo del ticket, del taglio alle detrazioni. Ci chiedono responsabilità, quando hanno dilapidato il pubblico patrimonio finora.
Vorrei però allargare il quadro oltre. Vorrei chiedervi come vedete il futuro.
Una volta in un incontro pubblico Mons. Ersilio Tonini, uomo di immensa cultura, paragonò i nostri tempi alla fine dell'impero romano, sconquassato dalle invasioni barbariche e la cui classe dirigente era ormai corrotta e inabile. Paragone secondo me azzeccatissimo.
Da quella crisi, attraverso secoli di fusione, è uscito il nostro mondo.
Siamo dvanti alla stessa sfida: fondere culture diverse in una nuova società. Sarà un processo lungo e forse anche doloroso.
Ecco, noi veniamo da una situazione di democrazia che sta ormai degenerando in oclocrazia (governo dei peggiori). Nel ciclo politico dell'atica Grecia, l'oclocrazia veniva sostituita dalla tirannide o dittatura di uno solo, poi seguiva come forma di governo l'aristocrazia (governo dei migliori) e quindi la democrazia (governo del popolo).
Ecco, vorrei chiedervi come credte che si evolvano le forme politiche da ora in poi.
Da una parte il popolo ha molte più fonti di informazione (vedi anche la rete); ma ad un maggior grado di istruzione non corrisponde sempre un maggiore interesse o una maggiore partecipazione alla cosa pubblica.
Tant'è che come forma di protesta e delusione è più facile che prenda piede l'astensione di un impegno diretto stile Beppe Grillo, per capirci, dove il cittadino "normale" diventa politico, in modo simile all'Atene di un tempo, dove a turno i cittadini libero si assentavano dal lavoro e venivano pagati per decidere del futuro della città.
E il popolo pare inoltre non ben disposto verso il nuovo, se avanza sotto le forme dell'immigrato; novità che però è presente, lo vedo al lavoro; la seconda generazione c'è anche da noi e ben presto reclamerà i suoi diritti anche come partecipazione politica, giustamente.
Insomma, dopo il Berlusca, dopo l'inevitabile melting pot, cosa vedete?
Qual'è il futuro che aspetta l'Italia e l'Europa? Possiamo sperare in una politica fatta davvero dal basso? Dominerà la non partecipazione, l'individualismo? O i germi che pur si vedono della solidarietà (penso al non profit, cresciuto enormemente...) avranno la meglio?
Il pericolo viene dai Paesi Arabi, o non piuttosto dalla Cina nuova potenza mondiale?
In una parola, cosa vedete e cosa sperate? E quali comportamenti ritenete più opportuni in questo frangente perché noi povero popolo tartassato possiamo divenire protagonisti della nostra rinascita?
La protesta? La rivoluzione? I grillini? I partiti tradizionali? L'anarchia? Lo status quo?
Parlo del ticket, del taglio alle detrazioni. Ci chiedono responsabilità, quando hanno dilapidato il pubblico patrimonio finora.
Vorrei però allargare il quadro oltre. Vorrei chiedervi come vedete il futuro.
Una volta in un incontro pubblico Mons. Ersilio Tonini, uomo di immensa cultura, paragonò i nostri tempi alla fine dell'impero romano, sconquassato dalle invasioni barbariche e la cui classe dirigente era ormai corrotta e inabile. Paragone secondo me azzeccatissimo.
Da quella crisi, attraverso secoli di fusione, è uscito il nostro mondo.
Siamo dvanti alla stessa sfida: fondere culture diverse in una nuova società. Sarà un processo lungo e forse anche doloroso.
Ecco, noi veniamo da una situazione di democrazia che sta ormai degenerando in oclocrazia (governo dei peggiori). Nel ciclo politico dell'atica Grecia, l'oclocrazia veniva sostituita dalla tirannide o dittatura di uno solo, poi seguiva come forma di governo l'aristocrazia (governo dei migliori) e quindi la democrazia (governo del popolo).
Ecco, vorrei chiedervi come credte che si evolvano le forme politiche da ora in poi.
Da una parte il popolo ha molte più fonti di informazione (vedi anche la rete); ma ad un maggior grado di istruzione non corrisponde sempre un maggiore interesse o una maggiore partecipazione alla cosa pubblica.
Tant'è che come forma di protesta e delusione è più facile che prenda piede l'astensione di un impegno diretto stile Beppe Grillo, per capirci, dove il cittadino "normale" diventa politico, in modo simile all'Atene di un tempo, dove a turno i cittadini libero si assentavano dal lavoro e venivano pagati per decidere del futuro della città.
E il popolo pare inoltre non ben disposto verso il nuovo, se avanza sotto le forme dell'immigrato; novità che però è presente, lo vedo al lavoro; la seconda generazione c'è anche da noi e ben presto reclamerà i suoi diritti anche come partecipazione politica, giustamente.
Insomma, dopo il Berlusca, dopo l'inevitabile melting pot, cosa vedete?
Qual'è il futuro che aspetta l'Italia e l'Europa? Possiamo sperare in una politica fatta davvero dal basso? Dominerà la non partecipazione, l'individualismo? O i germi che pur si vedono della solidarietà (penso al non profit, cresciuto enormemente...) avranno la meglio?
Il pericolo viene dai Paesi Arabi, o non piuttosto dalla Cina nuova potenza mondiale?
In una parola, cosa vedete e cosa sperate? E quali comportamenti ritenete più opportuni in questo frangente perché noi povero popolo tartassato possiamo divenire protagonisti della nostra rinascita?
La protesta? La rivoluzione? I grillini? I partiti tradizionali? L'anarchia? Lo status quo?