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mattinata no

Posted: Thu Jun 30, 2011 11:54 am
by Babina
Mi sento una merdaccia.
Stamattina ho dato una lavata di testa a Nicolò per un nonnulla.
Eravamo in ritardo, lui come sempre è leeeeento, e più dobbiamo velocizzarci, più lui sembra fare apposta a rellantare i ritmi.
E ad un certo punto mi è salito un nervoso tale.... e gli ho cacciato certi urli che i miei vicini avran pensato di chiamare il telefono azzurro.
Per una cazzata.
Povero, nel lasciarlo all'asilo (l'uultiimo giorno) avevo le lacrime agli occhi al pensiero di come l'ho trattato.
Giuro che ci provo a contenere questi momenti di nervoso, talvolta ci riesco, ma quando non ci riesco, come stamane, mi sento una fallita.
Lo so che succede, che è umano, che è una debolezza e capita, ma non mi sento abbastanza forte da non farlo succedere più.
Devo lavorarci ancora tanto.
Ed intanto a rimetterci è Nico.
:cry:

Posted: Thu Jun 30, 2011 12:03 pm
by Sheireh
E' vero, capita.
Però proprio perché ci stiamo così male possiamo fare un passetto in più per cercare di farlo capitare il meno possibile.
Babina wrote:Eravamo in ritardo, lui come sempre è leeeeento, e più dobbiamo velocizzarci, più lui sembra fare apposta a rellantare i ritmi.

Lo so che succede, che è umano, che è una debolezza e capita, ma non mi sento abbastanza forte da non farlo succedere più.
Ti quoto queste due cose.
La prima è vera, in realtà. Più una persona ti mette "ansia", meno riesci a fare la cosa che devi fare, ti impappini, ti impanichi. Quindi il modo migliore è appunto rallentare per farla. E questo i bambini lo sanno d'istinto e agiscono in questo modo.

La seconda è collegata.
Non è questione di forza, perché quando si è in quel momento purtroppo è un attimo arrivare allo scoppio (e lo so pure io per esperienza diretta, eh).
Ma possiamo sforzarci a "prevenire"? Fino a che punto? E' su questo che dobbiamo cercare di puntare, non tanto sul reprimerci al momento, quanto evitare che quel momento possa arrivare.

Posted: Thu Jun 30, 2011 12:09 pm
by Babina
Ti quoto queste due cose.
La prima è vera, in realtà. Più una persona ti mette "ansia", meno riesci a fare la cosa che devi fare, ti impappini, ti impanichi. Quindi il modo migliore è appunto rallentare per farla. E questo i bambini lo sanno d'istinto e agiscono in questo modo.

E' incredibile come noi dobbiamo sforzarci di cercare il giusto modo di fare ed invece molte volte ai bambini viene.... così.
Dovrei davvero soffermarmi più spesso ed imparare dalla spontaneità dei miei figli.


La seconda è collegata.
Non è questione di forza, perché quando si è in quel momento purtroppo è un attimo arrivare allo scoppio (e lo so pure io per esperienza diretta, eh).
Ma possiamo sforzarci a "prevenire"? Fino a che punto? E' su questo che dobbiamo cercare di puntare, non tanto sul reprimerci al momento, quanto evitare che quel momento possa arrivare


Hai ragione She.
Mi rendo conto che troppo spesso mi ritrovo sul momento a contare fino a dieci per non esplodere, e troppo poco faccio per non arrivarci a quel punto.
Mi hai dato un ottimo spunto di riflessione, credo che mi focalizzrò su questo.
Grazie!
:bacio: