il senso della vita (e la scoperta dell'acqua... calda)

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Moderator: Paola

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Alessia
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il senso della vita (e la scoperta dell'acqua... calda)

Post by Alessia »

posto il mio primo intervento qui in agorà, spero di non essere troppo banale, dato che l'argomento di fondo non lo è, ma le domande che mi pongo in merito purtroppo lo sono.

ieri sera stavo guardando la tv, c'era "il senso della vita" con bonolis.

parlavano di uno scienziato che ha inventato una bottiglia che rende potabile l'acqua, anche quella contaminata.

perciò questo tizio teoricamente avrebbe fatto una scoperta che teoricamente può risolvere uno dei più grandi problemi del terzo mondo e delle civiltà colpite da eventi distruttivi, come terremoti, uragani e via dicendo.

intanto mentre lo guardavo mi chiedevo come mai quest'uomo sia ancora in vita. sì, perché in realtà se lui è riuscito a creare questa miracolosa bottiglia, non si spiega perché finora nessun altro l'abbia fatto (è uno strumento piuttosto semplice).
e non si spiega perciò perché ancora oggi la situazione sia quella che è: milioni di bambini che muoiono ogni giorno perché non hanno l'acqua, famiglie che camminano ore e ore ogni giorno per berne anche solo un bicchiere.

a prescindere da tutte le questioni di interesse politico, di soldi, di sfruttamento vorrei anche sapere cosa posso fare io quotidianamente per queste persone, a parte la beneficienza e qualsiasi tipo di donazione che ogni giorno ci viene proposta.

cosa si può fare per loro veramente, nel quotidiano?
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE>
(Kahlil Gibran)
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Alessia
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Post by Alessia »

Nessuno ha niente da dire? nemmeno un insulto alla demenza della domanda?

mirkoooooooooooooooooo!!!!!!!!!!! :cisssss:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE>
(Kahlil Gibran)
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LauraDani
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Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am

Post by LauraDani »

io ho letto e non trovo che la tua domanda sia demente
non so però cosa rispondere
tu chiedi cosa si può fare per gli ultimi del mondo, al di là della beneficienza, delle donazioni ecc.
e io non so cosa risponderti
puoi provare a fare volontariato, investendo il tuo tempo e le tue risorse in un ambito che lavora sul tuo territorio
altro non saprei dire...
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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