il percorso psicoanalitico che sto facendo?
da che è nata mia figlia mi sono venute un sacco di paure. sfociate poi un anno fa, insieme a mille problemi pratici, negli attacchi di panico.
con la doc stiamo provando ad affrontare le mie paure più pratiche.
nello specifico, quella di stare sola la notte.
mi ha fatto riflettere sul fatto che da piccola io ho sempre dormito con i miei genitori.
la casa era piccola, non avevo una stanza tutta mia, quindi fino a 10 anni circa ho dormito nel mio letto ma in camera coi miei.
non ho mai avuto paura del buio, mi sono sempre sentita iperprotetta.
non ho mai fatto i classici passi di allontanamento: la lucina, la solitudine, l'addormentamento, ecc.
e finchè non è nata gio, questa cosa non mi aveva mai creato problemi.
poi nasce mia figlia, mi alzo 20 volte per notte, ma mi rifiuto di portarla nel letto con noi.
a 7 mesi decido che deve stare nella sua camera, i risvegli continuano ma io non torno indietro.
mi distruggo fisicamente, ma non cedo.
mi sentivo soffocare da questa figlia che chiedeva attenzioni continue di giorno e di notte. così metto inconsciamente questo muro.
il soffocamento che sentivo da parte di mia mamma da bambina si è riversato poi sulla figlia. mi sentivo soffocare anche da lei.
conclusioni non ne ho. ma è uno spunto di riflessione buono, credo.
dove mi porterÃ
Moderator: Paola
- Alessia
- Ambasciatore

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- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
ho letto e riletto, non ho capito bene se il fatto di stare in camera con tua mamma e papà fosse un problema già da allora.
e perché hai alzato un muro con la tua bambina, lei ti chiedeva attenzioni, ma non ho capito la relazione col tuo passato.
e perché hai alzato un muro con la tua bambina, lei ti chiedeva attenzioni, ma non ho capito la relazione col tuo passato.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)