La dura vita dei senza dio...

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Avatar utente
Ipomea
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 1354
Iscritto il: sab dic 16, 2006 9:24 am
Contatta:

Messaggio da Ipomea »

Ecco Elisa, diciamo che ho le tue stesse paure, in più la fatica di dovermi liberare di retaggi, a cui voglio bene, ma che ormai mi sono chiari come retaggi.


Avatar utente
Elisa
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 4310
Iscritto il: sab giu 06, 2009 9:55 pm

Messaggio da Elisa »

manu mi ha fatto venire in mente una cosa.
la cosa per cui ODIO invece la comunità catto-benpensante di QUI (non voglio generalizzare, per carità, ma penso a certi ambienti della città) e vorrei offrire ALTRO ad Alessia.

qui vige ancora la distinzione tra buoni e "anime perse".
I buoni sono chi va in chiesa.
Quelli che vanno alla messa alle 11 di mattina e poi aperitivo in piazza.
Quelli che danno la monetina in chiesa o accendono la candela.

Quelli che li vedi in oratorio solo quando serve (battesimi- cresime comunioni).

Oppure gli ultra oratoriani che se metti un piede in oratorio ti squadrano perchè è casa LORO. che escludono gli adolescenti più sfigati.
Che giudicano gli altri.

Io da questo rifuggo.

lavoro nel sociale, faccio volontariato nelle ferie, capodanni, pasqua, estate.
L'ho sempre detto a mia madre, che se proprio, Gesù cristo lo vedo nel prossimo, nel ragazzino che imbocco, che pulisco, che accompagno in vacanza. _Non riesco a trovarlo, in chiesa.
E la Comunità dei fedeli non mi interessa, mi interessa la comunità di chi si dà da fare. Cattolici o no.

lo so che fa molto Maria vs Marta (vedi Vangelo), ma io la vivo così.
Avatar utente
MANU_
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 4340
Iscritto il: ven feb 23, 2007 3:49 pm

Messaggio da MANU_ »

Elisa ha scritto:manu mi ha fatto venire in mente una cosa.
la cosa per cui ODIO invece la comunità catto-benpensante di QUI (non voglio generalizzare, per carità, ma penso a certi ambienti della città) e vorrei offrire ALTRO ad Alessia.

qui vige ancora la distinzione tra buoni e "anime perse".
I buoni sono chi va in chiesa.
Quelli che vanno alla messa alle 11 di mattina e poi aperitivo in piazza.
Quelli che danno la monetina in chiesa o accendono la candela.

Quelli che li vedi in oratorio solo quando serve (battesimi- cresime comunioni).

Oppure gli ultra oratoriani che se metti un piede in oratorio ti squadrano perchè è casa LORO. che escludono gli adolescenti più sfigati.
Che giudicano gli altri.


Io da questo rifuggo.

lavoro nel sociale, faccio volontariato nelle ferie, capodanni, pasqua, estate.
L'ho sempre detto a mia madre, che se proprio, Gesù cristo lo vedo nel prossimo, nel ragazzino che imbocco, che pulisco, che accompagno in vacanza. _Non riesco a trovarlo, in chiesa.
E la Comunità dei fedeli non mi interessa, mi interessa la comunità di chi si dà da fare. Cattolici o no.

lo so che fa molto Maria vs Marta (vedi Vangelo), ma io la vivo così.
Nella mia realtà questo c'è.
In un paesotto di mille anime in cui c'è un baretto,
un negozio di alimentari , una farmacia, la scuola elementare
e l'asilo, un luogo simile è un toccasana.

E qui vai se hai voglia e quando hai voglia.
Non è come il mio vecchio prete che segnava le assenze
la domenica mattina o il mercoledì a catechismo.
P.g. ha detto a mia sorella (convivente) che ha fatto benone,
che si conoscano e poi, se lo vorranno, si sposeranno pure.

Fai conto che il venerdì della Via Crucis P.g. metteva la TV
in Chiesa e faceva vedere le stazioni su dvd, in 30 minuti
si finiva e poi "pasto frugale" in oratorio, pur di creare
un momento di incontro tra le famiglie del paese.

Mi rendo conto che il clima attuale della mia parrocchia
è un mondo a parte, diverso anche solo dalla parrocchia
che sta a 800 metri di distanza.
Avatar utente
Elisa
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 4310
Iscritto il: sab giu 06, 2009 9:55 pm

Messaggio da Elisa »

MANU ha scritto:Nella mia realtà questo c'è.
In un paesotto di mille anime in cui c'è un baretto,
un negozio di alimentari , una farmacia, la scuola elementare
e l'asilo, un luogo simile è un toccasana.

E qui vai se hai voglia e quando hai voglia.
Non è come il mio vecchio prete che segnava le assenze
la domenica mattina o il mercoledì a catechismo.
P.g. ha detto a mia sorella (convivente) che ha fatto benone,
che si conoscano e poi, se lo vorranno, si sposeranno pure.

Fai conto che il venerdì della Via Crucis P.g. metteva la TV
in Chiesa e faceva vedere le stazioni su dvd, in 30 minuti
si finiva e poi "pasto frugale" in oratorio, pur di creare
un momento di incontro tra le famiglie del paese.

Mi rendo conto che il clima attuale della mia parrocchia
è un mondo a parte, diverso anche solo dalla parrocchia
che sta a 800 metri di distanza.
ecco vedi, intendo proprio questo.

anche qui prima c'era un prete molto in gamba, che apriva l'oratorio ai tanti ragazzini stranieri e partecipava a tutti i progetti sociali del territorio.
a lui avrei pure aftto battezzare alessia, ci stavo pensando.

Ora ...brrrr sono cambiati i preti, li ho incontrati per lavoro.
niente, tornati indietro a ipocrisia, bigottismo e ghetto.

Capisci che se quello è l'ambiente, allora preferisco i giardinetti.
Avatar utente
Lelia
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 3781
Iscritto il: ven lug 03, 2009 10:00 am

Messaggio da Lelia »

Atea figlia di atei.

Non sono stata battezzata, non ho mai fatto religione a scuola. Non mi è mai mancato nulla di tutto questo, né a livello personale/spirituale né a livello "sociale".
Forse perché ho sempre vissuto in città, forse perché ho fatto una scuola elementare decisamente alternativa (nella mia classe delle elementari solo due bambine facevano religione), e poi delle medie e un liceo molto meno alternativi ma dove il frequentare o meno religione non faceva alcuna differenza.

Sono sempre stata lasciata libera di scegliere, so che se avessi voluto avrei tranquillamente potuto fare scelte diverse (mio fratello ha scelto di fare religione a scuola un anno e i miei l'hanno appoggiato esattamente quanto hanno appoggiato me).

A livello personale, la fede non mi è mancata neanche in momenti durissimi. Credo davvero che, per qualche motivo, mi manchi il "pezzo" - di anima, di cuore, di cervello - deputato alla spiritualità. Entro nelle chiese, o nei templi di qualsiasi religione, esattamente con lo stesso spirito con cui entro in un museo. Ovviamente rispetto i dettami della religione in questione quando entro in un tempio, ma non vado oltre a questo.

Per quanto possa sembrare strano, non ho mai sofferto per questo.
Avatar utente
Pandina
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 5640
Iscritto il: mer feb 14, 2007 6:25 pm
Contatta:

Messaggio da Pandina »

vavi ha scritto:Io dopo tanto pensare ho concluso che non credo in Dio, ma credo nella Chiesa.
Chiesa inteso l'insieme dei suoi fedeli, coloro che davvero credono nell'amore di Dio, nel Vangelo di Gesu' ecc.
Quindi se mia figlia frequenta persone che credono "nei buoni sentimenti" non puo' farle male.
Sulle prime sono rimasta un po' stranita da questa tua frase Vavi.
In genere si dice credo in dio ma non nella Chiesa, mi distanzio dai sacramenti, dalle cazzate che spara il Vaticano e via discorrendo.
Però pensandoci bene hai ragione.
È un concetto che ci sta.
E tutto sommato lo condivido.

La chiesa vista come "buoni sentimenti" e come ambiente sano in cui far crescere i nostri figli è qualcosa che "male non fa".
E a me sta andando di culo.
Mando le bambine all'oratorio e Alice fa religione a scuola.

Ma mo' vi spiego perché mi è andata di culo.

Le catechiste dell'oratorio sono delle persone eccezionali.
Fanno attività incentrate sull'amicizia e sui buoni sentimenti, senza mai piegarsi su discorsi prettamente "da chiesa". Leggono e interpretano la storia dello storpio e del cieco che si aiutano a vicenda ad uscire da un bosco in fiamme e fanno bei lavoretti cantando "aggiungi un posto a tavola".

Ecco, questo mi piace.
Loro sono contente.
Lo vivono come un momento ricreativo piacevole.
E non hanno assolutamente in nessun modo capito che l'oratorio sia qualcosa legato alla parrocchia! Anche perché è uno stabile separato.

Io non le porto a messa, ho smesso da anni, da quando sono entrata in crisi (attorno ai 18 anni). Ne avevamo già parlato una volta.
La mia crisi non si è ancora risolta.
Non ho ancora deciso.

Non so se credo, non credo.
Di certo non sento il bisogno di andare a messa.

Però concordo con Ipo. Sono cresciuta anche io in un ambiente "parrocchiale". Oratorio, gruppo azione cattolica, coretto della chiesa...
Sono stati anni belli e vissuti serenamente. L'andare a messa però mi è sempre pesato.

Ora come ora fintanto che continueremo ad avere culo e l'oratorio e l'ora di religione saranno in mano a queste persone eccezionali, andremo avanti così.
Poi si vedrà.
Avatar utente
Allibita
Utente Vip
Utente Vip
Messaggi: 1731
Iscritto il: sab gen 15, 2011 1:01 am

Messaggio da Allibita »

La mia è la tipica famiglia religiosa "come fa comodo a me".
I miei si sono sposati in chiesa perchè così fan tutti, in realtà non ho neanche ben presente quale sia la loro posizione al riguardo.
Scettici forse è il termine giusto.

In chiesa al mio paese d'origine trovi over 65 con nipotini al seguito, quelle 3 famiglie famose per essere le uniche davvero religiose e bambini che devono fare la comunione.
La fascia d'età 17-50 anni appare solo in occasioni particolari:battesimi, matrimoni, comunioni e cresime.

Inquadrato l'ambiente vengo a me.
Ovviamente battezzata, ho fatto catechismo, comunione, ancora catechismo, cresima.
Ho cantato nel coro della chiesa, fatto per anni il chierichetto ( :occhiodibue: ).
Credevo? No.

Alla cresima ero già più che nauseata ma troppo piccola per dire "no grazie", ho seguito l'onda dell'ipocrisia.
Sarà un caso ma di quel giorno mi ricordo solo com'ero vestita perchè esistono delle foto, su tutto il resto buio.

Fine del mio finto percorso religioso.
Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

Ecchime.
Io e te più o meno gli stessi percorsi.

Nata e cresciuta in oratorio, ho avuto la fortuna di avere prima un prete gay, poi un "padre spirituale" gesuita, infine un inesegnante di religione comunista, ateo e anticlericale.

E ne sono uscita io, un po' catto un po' comunista, tendente all'agnostico, innamorata dell'idea di gesù, infedele fino al relativismo.

Non credo in Dio così come le religioni me lo dipingono.
Non credo nella chiesa come luogo sano, sarà anche aggregante ma è spesso luogo dell'ignoranza (per quanto free nell'accetazione di taluni comportamenti, i preti, non possono prescindere dai miracoli o da adamo ed Eva).

Credo in alcuni messaggi del cristianesimo e mi paiono più forti, intensi e rivoluzionari di quelli delle altre religioni, mi sono più facili da praticare, mi sono "più simili" (essendo Gesù uno di sisnitra ahhaha).

Jacopo e Maddalena sono battezzati, volevo prendermi un po' di tempo, guardarli in faccia, prima di decidere, IRC alla materna lo hanno fatto entrambi, ho reputato che fosse troppo presto perché gli venissero impressi concetti che ritengo dannosi (il sesso come peccato, il dio che punisce chi è cattivo, la divisione fra paradiso e inferno) ma erano (sono, nel caso di Maddalena) sufficientemente "maturi" per capire la bellezza di un quadro di ispirazione cristiana, conoscerne i personaggi (almeno quelli principali) e gli episodi.

Con Jacopo come sai ho avuto vita facile:
Per lui fare religione a scuola sono due ore in più di scuola: ma chi cazzo me lo fa fare, non parliamo del catechismo: ci mancherebbe altro, stare buoni, seduti, zitti a scuola OK, sono obbligato ma impormelo anche come scelta è da scemi, se poi si parla di divino lui ha le idee chiarissime e persino un'idea sua tutta personale: io sono la reincarnazione di mio nonno se poi dovessimo parlare di miracoli è decisamente un uomo CICAP se dio ci fosse non permetterebbe la guerra, ergo, dio non c'è e se c'è non conta più di che Guevara.
Non fare la prima comunione per lui è come non fare la gara in bici dei suoi compagni ciclisti, o il saggio di Karate per altri, o il torneo notturno per i calciatori: della serie NON si può mica fare tutto!


Con Maddalena non sarà così.
Lo so.
Mi chiederà di far parte del coro delle voci bianche.
Mi chiederà di portarla all'oratorio per organizzare gli spettacoli.
Vorrà fare catechismo pur di non stare due ore in più in casa.

E lei farà tutto se lo vorrà con me dietro, attaccata al culo a dirle che non è vero che il sesso non si fa prima del matrimonio, che anzi va fatto tanto e prima così da arrivare preparate al grande giorno, che il paradiso è dentro di noi e l'inferno è un'invenzione di chi ha la coda di paglia, che la chiesa ha fatto e fa la guerra e che Gesù è figlio di un'eterologa.

Spero di cavarmela.

Ma in tutto ciò, il puffo che dice?
Rispondi