La dura vita dei senza dio...

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calabresegiulio
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Messaggio da calabresegiulio »

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la rispettosa istituzione
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2° QUADRO

Susseguirsi di confusi paesaggi, colorati e non, a seconda dell’ umore dei passeggeri, che iniziano a riflettere sulla composizione della loro tavolozza di ricordi.
Cosa tener con sé,gelosamente, e cosa gettar via?
Ma non prima di averne scritto la definizione col lucido rosso della Madama, ognuno sul proprio finestrino.

Studente eccolo al giorno dell’ esame finale:cosa ha imparato in questi anni, beffeggiato topo da biblioteca? Rifugge i contatti sociali, vivendo nella dimensione delle cartacee dune, raccoglie briciole di sapere, avidamente. le ripone con cura in un bagaglio vuoto.ma nell’ oscurità, l’ inchiostro antico si scolorisce della sua stessa inconsistenza, se paragonata alla furia degli umani che ribaltano il senso di una lotta per dominarsi, o di una fratellanza per divenir complici fasulli.
La sua ansia è alle stelle: riuscirà a regger il gioco di quei sapienti, su quelle sedie cigolanti, agguerriti nemici delle sue deduzioni logiche?
Eccolo a piedi stretti su un elegante seggiola, infervorato dai discorsi sulla teoria della castratura degli Organi –ghigno innaturale per nascondere il proprio imbarazzo-
Poiché già da tempo ha imparato la matematica operazione:sua prediletta procedura per sottrarsi al piacere,sua salvifica opposizione alle tempeste di circostanza,sua ultima illusione d’esser libero da qualsiasi scopo esistenziale.
Escludendo, ovviamente, il suo discorrere con gli spigoli del Sapere, il farsi piovere addosso l’ inchiostro pesante del pudore celato, sì da non intaccare la sua carriera accademica.
Muratore regola la sveglia per l’ alba seguente, mestamente resta a rimirarsi allo specchio, canuto e docile come le sue voglie quotidiane,quelle che porgono la schiena scheletrica alla frusta del Suo Tempo.
Eccolo sorridente al suo matrimonio,ubriaco d’ incertezza e delusione, incoraggiato dal candido altare.
Dialoga con se stesso, fingendo di riassestarsi il vestito.
Maledice la sua donna ignorante, fingendo di ravviarle i capelli.
Quale il gioco dell’ età della ragione, quale la lista dei doveri che regalerà alle moine della camera da letto, quando i palmi delle mani non potranno più sorreggere le sue palpebre cadenti?
Sogno d’impalcatura che si crogiola all’altezza del Sole.
Sognatore che si dondola sui filari dell’ inebriante rischio.
Ma non si era detto di montare quella nuova uscita ferrosa, fuori dall’ area del lavoro straordinario?



Entreneûse riavvolge riccioli sfuggenti in morbida cuffia: le punte inaridite dalla secchezza delle viscere avrebbero potuto ferire gli ammiratori di passaggio; la scompostezza degli emisferi confondere i pensieri dei maturi esploratori,ai quali continuava a sorridere, in quel Tempio ruvido,pur accogliente.
Abile anzitempo a sostituire le forature degli pneumatici cromati con altrettante, dozzinali falle.
Adagiata nottetempo al logorìo della fitta foresta di cuori instabili, che pretendevano la sua innocenza, Ma le mani senza peluria avevano castigato le ossa già stanche, in un’alcova di beate bambole,e le spoglie degli spiriti genuflessi al suo roseo imbarazzo, imbandivano rispettosi alibi dai quali imparare ad essere onesta. Ripartire dalla noce dei capelli in candeggio, per assecondare il nido di chimeriche evoluzioni?
Musicante stolto Incedere frettoloso di passi tirati a lucido, prima della blanda esecuzione. Sorrideva soddisfatto, già pregustando la folta accoglienza che avrebbe incontrato. Intanto, raccoglieva gli spartiti nuvolosi che pungolavano le tasche della giacca.Chissà se lo spettatore dalle pupille fisse, sedeva –legate mani- in prima fila? innervosisce la goduria, il perbenismo di certi complimenti!
Il mistificare l’eccitazione della sala, con incredibili alternative. Ricordi spolverati dalla sua soffitta, quando la gravità del traffico ordinario si arrendeva alla genialità delle sue illusioni, sicchè acquisiva nozioni pulite perché filtrate dalla boria della sua ottusa consapevolezza: senza poggiarsi ai piani intermedi, giungeva precipitoso ed elegante alle camere in ascolto. Ma quell’ ultimo concerto poco convinceva le sue aspettative: stranamente gli occhi fissi della creatura mansueta,riversavano artigli accusatori sui piedi lucidi,e la rifrazione delle ultime proposte si assurgeva a nuova forza per trascinarsi sui gradini della vettura in partenza.lucide scarpe, lucido ferro, lucidi occhi…
Musicante saggio dalla finestra ovale della sua camera, riviveva incerti protagonismi, cadenzati sussurri dietro la maschera del perfezionismo, amplificati suoni, per amplificati scenari. L’assurdità di ogni nuova composizione s’incastrava a quella dei suoi ascoltatori -bacheca di personaggi ciechi-, e le note lo sospingevano altrove,nei meccanismi reconditi dell’ infinito conoscibile –ovale panorama del quotidiano-
Accelerare le turbolente inquisizioni, per ottenerne puro riscatto?
Sufficiente era il guadagno degli anni in pendenza, per racimolare miseri tesori che avrebbe regalato alla dispensa delle massaie, barattandoli con provviste più utili per la sua sospirata avventura.Il saggio confezionatore di scatolame in scadenza, consigliava di non arrendersi a questi ignoranti oltraggi,poiché lui poteva sperar di elevarsi in altra dimensione.Cos’avrebbe detto quella massa incapace di attendere,riso forse della sua presunzione nel ritenersi inadatto alle fumose sospensioni da calice -sempre carente di liquido inebriante?-


Immagine

(flavia vizzari)


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Paola
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Messaggio da Paola »

calabresegiulio ha scritto:grazie dio!per gli spazi immensi della quale disponi. :abbraccio:
Figurati Giulio, non mi ringraziare, però t'assicuro che gli spazi qui non sono così immensi, indi, o posti qualcosa di pertinente o dio mi sa che ti cancella.

Su che sei un ragazzuolo intelligente giulio, ce la puoi fare a non prenderci per il deretano.

Tuo sempre dio.
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Mirko e i furetti
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Messaggio da Mirko e i furetti »

Paola M. ha scritto:Figurati Giulio, non mi ringraziare, però t'assicuro che gli spazi qui non sono così immensi, indi, o posti qualcosa di pertinente o dio mi sa che ti cancella.

Su che sei un ragazzuolo intelligente giulio, ce la puoi fare a non prenderci per il deretano.

Tuo sempre dio.
ma dio, per tutti questi spazi, lo paga l'ici?

saluti tartassati
Mirko
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